Venerdì 22 Novembre 2019
   
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PER FABRIZIO LABARILE IL SUD È UN “SENTIERO IMPERVIO”

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sentiero-impervio-3Racconta i valori fondanti della nostra tradizione, quali la famiglia e il lavoro. Spera in un riscatto di un sud sempre subalterno a causa di una politica negativa, che ha condizionato la vita di ieri e condiziona la vita di oggi. Pone l’attenzione sulla cultura e sull’istruzione, perché per Fabrizio Labarile – autore del libro ‘Sentiero Impervio’, presentato giovedì 27 dicembre, presso la sala Iavarone, nell’ambito degli appuntamenti natalizi ‘Accordo di Natale’ – si cresce con la scuola. Una scuola che, però, secondo l’autore santermano dovrebbe essere selettiva, e ciò, come tiene a sottolineare, non vuol dire discriminatoria.

“‘Sentiero impervio’ è stato per me un tuffo nel passatoHo ritrovato i miei genitori, e, soprattutto la figura femminile che mi spronava all’impegno costante […]”. In questi termini la prof.ssa Piera De Giorgi, Assessore alla Cultura, si esprime durante il suo intervento iniziale. E alla domanda di sentiero-impervio-2Annarita Lorusso, che ha presentato l’incontro, su cosa secondo lui dovrebbe insegnare la scuola, e su cosa dovrebbe fare la società per valorizzare il territorio, Fabrizio Labarile risponde: “Credo che nel nostro territorio manchi il senso di aggregazione, perché istruzione e istituzioni dovrebbero collaborare e sorreggersi”.

Questo per far sì che non ci siano più dei dati preoccupanti come gli 80.000 giovani che ogni anno vanno via dalla Puglia per il problema occupazionale. In riguardo Annarita Lorusso legge un passo tratto dal romanzo: “Un paio di settimane fa, zio Antonio mi ha proposto un lavoro a Francoforte come aiuto-cuoco nel suo ristorante. Credo di andare, perché ho bisogno di dare una svolta alla mia vita”.

Ed in questo punto c’è tutta l’amarezza di un ragazzo laureato che fabrizio labarilesceglie di lasciare i suoi affetti per una possibilità, se pur diversa dai propri meriti. C’è la nostalgia di chi va via e la malinconia di chi resta, perché come afferma lo stesso Fabrizio Labarile: “È difficile andar via, ma, forse, è molto più difficile per chi resta […]”.

E continua: “Certo possiamo far sì che il territorio miglioriPerò alla base dovrebbe esserci una forte professionalità costituita da un’unione di fondo”.

In conclusione l’intervento del Sindaco Sergio Povia, che ha rilevato una presentazione che sapeva di retorica, nonostante l’indubbio valore dell’artista e del contenuto del romanzo stesso: “[…] A domande così composite, avrei avuto anch’io difficoltà nel rispondere. Si è parlato di quello che le banche dovrebbero fare, degli articoli che la Costituzione italiana dovrebbe erogare… Ma le questioni sulle quali a me sembra che Fabrizio voglia porre l’attenzione sono sulla vita vissuta […]”. E aggiunge: “Fabrizio è un sognatore e un romantico per eccellenza, ma vi è in lui un lato del tutto pragmatico: un artigiano che si opera in prima persona per migliorare il proprio territorio”.

In proposito parla del progetto del Comune di Gioia del Colle di aprire una scuola sugli antichi mestieri, come risorsa dalla quale poter ripartire. Perché come lo stesso autore afferma: “[…] Abbiamo delle grandi pecche, ma anche delle grandi risorse”!

 

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