Martedì 19 Novembre 2019
   
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JUBILATE DEO – CRONACA CONCERTO DI NATALE-foto

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concerto natale coro1Una serata gelida, quella del 22 dicembre, in cui il Coro Jubilate Deo si è esibito nella Chiesa dell’Immacolata. All’arrivo la chiesa desolatamente vuota ci ha creato sgomento. Con le tante iniziative in corso, sarebbe venuto qualcuno ad ascoltarci?

Ci siamo recati nel salone, abbiamo indossato gli abiti da “concerto”, abbiamo pregato, e ascoltato i suggerimenti del maestro Angelo Fasano su come entrare e posizionarci sull’altare.

Entrando in chiesa, con grande stupore, abbiamo scoperto che traboccava di gente. Tutti seduti in attesa del concerto, anche don Tonino Posa che innamorato dei canti è sempre presente.

Le esecuzioni sono state bellissime. Abbiamo iniziato con il canto “CELEBRA concerto coro natale fedeli2IL SIGNORE TUTTA LA TERRA” per ricordare che Dio creò l’universo dal nulla e nel vuoto gettò la luce e la vita. Dio vedeva tutto, Padre di tanti figli distratti, apatici, indifferenti che pur non respinse i suoi figli e nel tempo stabilito da sempre, in una notte, tornò a nascere sulla terra, come un bimbo qualsiasi, addirittura, come uno dei più poveri e dimenticati.

Quindi il “MAGNIFICAT”, l’ode per eccellenza a Maria che volge il suo sguardo a tutte le generazioni che la chiameranno Beata. Irene Galatola, e Berto Fagiolino, con le loro belle voci calde e chiare leggono e scandiscono le profonde riflessioni “pensate” dalla bravissima Anna Gallo. Commovente l’arrivo dal fondo della chiesa di una famiglia con tre bambini. Portano Gesù Bambino e due ceri che depositano su un piccolo altarino a due ripiani.

Subito dopo, il “GLORIA”. Quando un bimbo nasce, si fa festa, un bimbo è fra concerto natale coro3noi. Egli è nato a Betlemme e ci ha fornito tutte le prove del suo amore. Tutti gli Angeli del cielo cantano la Sua Gloria.

Con il “CANONE DELLA PACE”sveliamo quali vantaggi ci sono venuti dalla nascita di questo Bambino. Ascoltiamo ISAIA: “Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme, e un fanciullo li guiderà.”

Uno dei brani più suggestivi è la “NINNA NANNA RUSSA” di Mascagni. A Natale nella gioia dell’Emmanuele, noi ammiriamo in Maria di Nazareth, icona della nuova donna. Sul travaglio della nostra nascita, nella fatica per un mondo più giusto, nella lotta tra il bene e il male, veglia Maria che come Vergine ci custodisce e come Madre ci dona Gesù concerto coro natale fedeliCristo, nostro Salvatore.

“Dormi dormi, bel bambino tesor, silenziosa splende la luna in ciel…” Questa la struggente nenia che ricorda il dondolio di una culla!

“IN QUESTA NOTTE SPENDIDA” ci conduce alla lettera Apostolica “Porta Fìdei”. Papa Benedetto XVI ha indetto l’anno della Fede, e la sua porta – annuncia il Papa - è aperta per noi! Questa porta si è aperta definitivamente a Betlemme, quando è venuto al mondo Gesù Cristo. Essa si è aperta anzitutto per i poveri, per coloro a cui nessuno avrebbe ceduto il passo per varcarla. Nel vangelo infatti i primi a varcare la porta reale della fede sono dei semplici Pastori che di notte vegliano alle loro pecore: erano persone vigili.  

“A BETLEMME DI GIUDEA” ci racconta chi erano in realtà questi pastori. Certamente non erano grandi Santi, erano delle anime semplici. Erano disponibili per la parola di Dio, per l’annuncio dell’Angelo. La loro vita non era chiusa in sé concerto coro natalestessa, il loro cuore era aperto in attesa di Dio.

“NELL’APPARIR DEL SEMPITERNO SOLE” tratta dalle ”Laude Filippine”, nate nell’Oratorio fondato a Roma da San Filippo Neri nel sec. XVI, si descrive la nascita del vero Sole - Gesù Cristo -, a mezzanotte, con un splendore abbagliante più del sole di mezzogiorno.

Non poteva mancare “TU SCENDI DALLE STELLE” a quattro voci. A Betlemme, come i pastori, troviamo il sorriso della nuova infanzia di gioia. Dio ci guarda con gli occhi trasparenti di un Bambino. Contemplare un Dio che si fa carne nel grembo di una donna, significa riconoscere l’estremo amore per noi.

“GIOIA NEL MONDO E’ NATO UN RE” segna il momento più internazionale della serata. Infatti il ritornello è in inglese. Il Natale regala al mondo una gioia conerto coro natale posasconfinata; tutto canta, dalla natura al cuore dell’uomo.

Il concerto si chiude con “HALLELUJAH” per dare il benvenuto a Gesù. “Come i profeti vogliono crescere nella speranza, come Maria, tua Madre, vogliamo accoglierti tutti i giorni, come gli Angeli vogliamo cantare.”

Sincero il grazie rivolto da tutti noi a Don Alessandro Manfridi e i complimenti al maestro Fasano. Una serata all’insegna della preghiera, perché come dice Sant’Agostino: “Chi canta prega due volte!”

La gente - corsa a complimentarsi con noi - ci ha salutato con affetto e gratitudine. Il 23 siamo stati ospitati a Carbonara dal Parroco don Alfonso Giorgio. concerto natale coro manfredi

Certamente desta grande meraviglia vedere una formazione di 50 elementi, riuniti con lo stesso amore per i canti sacri ed intere famiglie, persone che lavorano e hanno impegni familiari, trovare il tempo da dedicare alle prove.

Saluto tutti e porgo gli auguri miei e del Coro Polifonico Interparrocchiale “Jubilate Deo” con questo mio componimento ispirato dall’esperienza corale.

Scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la collaborazione.

Il nostro canto di Natale

Cantare, spargere semi di luce,
riempire lunghi silenzi,
che la vita ci dona.
Col ritmo del respiro,
con il canto s’innalza la preghiera.
Come una carezza sul volto,
ove c’è stupore e silenzio.
In quel silenzio,
odi la melodia.
Ha il sapore di nostalgia,
di ninna nanne antiche,
di belati di armenti.
Voci diverse,
parole represse.
Aritmie di cuori,
ove l’ansia anela,
rincorrendosi con giochi di arpeggi.
Il nostro canto
Incertezze strane.
Quale canzone cantare,
quale vestito indossare,
quale volto dare a noi stessi.
Il volto dell’amore!
Un amore che non potrà mai essere
smentito né tradito.
Un amore che cerca solo di potersi esprimere,
un amore che sceglie soltanto dei gesti
per armonizzare le esecuzioni.
Il nostro canto
E’ gentilezza, felicità.
La felicità consiste in amore,
ci insegna a gioire di qualunque cosa
ci possa accadere.
Non è un sogno, ma realtà.
Le parole divine danzano,
volano nelle navate delle Chiese,
dove sorridono gli Angeli.
Il nostro canto
È immaginare il cielo, i gabbiani in volo,
i prati verdi e lodare il Signore.
La felicità non è lontana da noi,
è vicina al nostro canto,
consiste anche nel servire Dio,
cantando per tutta l’eternità

                                                          Marisa D’Elia

Commenti  

 
#1 giuseppina 2012-12-29 18:20
Bellissimo l'articolo e suggestiva ed emozionante la poesia.Bravissima Marisa!!!!!!!!!!
 

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