Venerdì 20 Settembre 2019
   
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IL TALENTO FOTOGRAFICO DEI NOSTRI RAGAZZI IN MOSTRA-foto

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24-DSC03633Le cose ci guardano, hanno una vita iniziata molto prima della nostra e molto spesso sopravvivono a noi. Le cose ci parlano, hanno un linguaggio segreto e comunicano con chi osserva in solitudine, con chi si ferma, con chi non corre.”

Con queste parole l’assessore alla Cultura Piera De Giorgi “fotografa” e introduce “Lo sguardo delle cose”, pubblicazione patrocinata da Regione, Comune e Gal che racchiude le immagini in concorso. Foto che hanno ispirato a Giuseppe Goffredo, direttore editoriale di Poiesis, profonde riflessioni riportate a margine degli scatti.

La mostra fotografica che dal 15 dicembre al 7 gennaio sarà ospitata nel chiostro del Comune, ha conquistato tutti! Elaborati freschi, originali, di grande impatto visivo ed emozionale disposti intorno al colonnato, divisi per sezione: “Just beautiful”, “My country”, “My life” e “The world in my eyes”.

mostra fotografica inaugurazioneCorale la partecipazione degli istituti di appartenenza dei giovani fotografi, presenti all’inaugurazione numerosi docenti, il dirigente del Liceo Classico e Scientifico Rocco Fazio, la professoressa Grazia Procino cui è stato affidato il compito di “recensire” il percorso e tanti, tantissimi studenti con i loro amici e familiari.

Per l’I.C. Losapio diretto dalla dottoressa Anna Grazia De Marzo una piccola “task force” di alunni sotto la regia della professoressa Claudia Perrone ha allestito il taglio del nastro e consegnato splendidi bouquet floreali, un tocco di classe sottolineato da una delle più piccole “fotografe”, Giorgia Buttiglione, nel suo sincero grazie alla professoressa che tanto si è prodigata per promuovere il concorso e sostenere gli studenti, aiutandoli ad acquisire competenze e sicurezza.

mostra fotografica visitatoriPannelli e affissione delle foto sono stati affidati all’architetto Pompeo Colacicco, nella commissione valutatrice degli elaborati. Sua l’idea di contrassegnare con “angoli” di diverso colore le varie sezioni e la disposizione delle foto, aiutato nel riordino del materiale iconografico da Donatello Milano e nell'organizzazione in generale da Giovanna Laverminella.

"Viaggio e viaggi: incontriamoci nella fotografia" è il progetto che ha dato vita al concorso ispirato alla figura di Fosco Maraini e sostenuto anche dalla Fondazione Pinuccio Capurso, ringraziata dall’assessore.

“Ogni progetto che mette al centro i ragazzi non può essere scollato dalla scuola - dichiara Piera De Giorgi - per questo ringrazio le docenti, vere sentinelle che si dedicano ai nostri figli, per averli sensibilizzati ed aiutati ad esprimere le loro potenzialità. Questo percorso si è articolato su tre fasi: la mostra fotografica librolettura del libro di Toni Maraini, il laboratorio fotografico nel quale i ragazzi hanno potuto confrontarsi con esperti e il concorso. Noi tutti siamo condizionati da quello che ci circonda, noi stessi siamo paesaggio, quando fermiamo il tempo, dialoghiamo con il mondo. Questo abbiamo visto in queste foto, quel che vedono, leggono e denunciano i nostri ragazzi e a ciò va prestata la massima attenzione”.

Ad ogni studente invitato a raggiungere il tavolo dei relatori è stata consegnata una copia del libro.

Queste le riflessioni che la professoressa Grazia Procino ha dedicato all’iniziativa.

Non è la prima volta che i giovani studenti stimolati ad esprimersi in mostra fotografica ragazziattività non tradizionalmente libresche o scolastiche riempiono di meraviglia gli adulti, i docenti; questa volta servendosi del medium della fotografia hanno espresso con enorme naturalezza la loro visione della realtà che li circonda.

Le fotografie dei giovani autori delle scuole medie e superiori di Gioia del Colle mi hanno richiamato alla mente alcuni versi di José Saramago:

Siam simili agli dei, quando inventiamo nel deserto del mondo questi segni come ponti che abbracciano distanze”, voglio dare così parola al bisogno di dare visibilità al loro patrimonio interiore e di creare delle finestre con gli altri e con il Tutto esistente.

Ogni fotografia, che a pieno diritto deve essere considerato un prodotto mostra fotografica procinoartistico, contiene un’osservazione particolare ma sempre profonda, mai epidermica delle persone e degli oggetti, che dialogano con i fruitori in una sorta di “corrispondenza di amorosi intenti”. Lo sguardo sconfina nell’altrove geografico quando l’ansia di evadere delle giovani generazioni assume forme esotiche e invece scopre o riscopre cantucci e paesaggi dell’anima quando indulge a catturare angoli e archi paesani o l’olivo, le spighe, simboli iconografici della dea Demetra e della civiltà contadina mediterranea, di cui la Puglia è parte essenziale.

La realtà ritratta spazia dal piccolo, dall’elemento minuscolo alle vaste distese rurali o agli ammassi urbani non privi di una loro bellezza, abbracciando con un’unica visione tasselli diversi della cultura occidentale, di cui i giovani sono nutriti: la natura e la civiltà, contrapposte o fuse in un incontro-scontro che non ha trovato ancora definitiva soluzione. Tutte le età mostra fotografica perronetrovano evidenza nell’universo giovanile catturato dalle fotografie, dai bambini, alla donna in dolce attesa, ai vecchi complici dei bambini in un’armonia che è indicata dai giovani artisti come la sublime rappresentazione del dialogo inter-generazionale.

Leggo nelle fotografie una sicura consapevolezza del Bello e del Brutto, del Buono e del Cattivo, e insieme una cura attenta per l’Altro, ritenuto a ragione dagli studenti non estraneo alla propria appartenenza all’umanità.

Non è semplice catturare un istante e trasformarlo in una sensazione speciale, che generi poi emozione viva ed avvolgente, queste immagini, però, hanno il merito pregevole di suscitare movimenti del cuore e dell’anima e di porci allo stesso tempo delle riflessioni che aprono non solo alla speranza ma alla certezza che i giovani sapranno fare un uso più saggio e mostra fotografica pubblicoconsapevole delle proprie capacità, un uso più efficace dei mezzi tecnologici, della natura, così duramente mortificata e avvilita nel corso degli anni.

Se è vero che l’universo emotivo ed esperienziale dei giovani artisti ha creato dei pezzi artistici finiti, è anche vero che la forma a cui hanno dato vita si relaziona con un’intera comunità, a partire dalle istituzioni scolastiche, che non possono evitare di interrogarsi sul valore significativo espresso dalla loro tecnica, dalla loro creatività e sensibilità, che talora tocca delle suggestioni poetiche e che non sempre la scuola riesce a valorizzare e a potenziare."

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