Giovedì 06 Agosto 2020
   
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“UBRIACHIAMOCI DI” VERSI, SENSAZIONI IN LIBERTA’ -foto-

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ubriachiamoci-di-arteScusami, ho usato la nostra canzone per una nuova relazione”, così recita ‘L’amore passa’, lirica tratta dalla raccolta di poesie ‘Prima o poi l’amore arriva’ del contemporaneo Stefano Benni, pubblicata nel 1981. Ed è con queste parole che Isabella Capozzi, giovane autrice gioiese di versi sciolti, sceglie di dare il via ad ‘Ubriachiamoci di’, spettacolo promosso ed ospitato da Francesco Ventrella presso il B&B "Tufara" in Via Vecchia Santeramo 1219, venerdì 1 luglio.

‘Ubriachiamoci di’ è uno spettacolo che fonde diversi linguaggi artistici tesi a spiegare, a descrivere la potenza laura-colaninno-ubriachiamodelle emozioni e dei pensieri attraverso le immagini, la voce, la musica, la scrittura. Ed è grazie allo sguardo acuto di Valentina di Cesare e alla raffinata matita di Giuseppe Magnifico che la veemenza delle parole, scritte dalla giovane autrice gioiese, prende forma.

La fotografia di Valentina di Cesare, laureanda in Giurisprudenza e bolognese d’adozione, sceglie l’indefinito, i particolari, i dettagli: tende al imbalsamare il tempo per sottrarlo dal suo insito movimento, “[…] non crea – secondo la stessa Isabella Capozzi – ma ruba porzionifiorella-laura di mondo”. Un volto rivolto verso l’ignoto sembra aspettare impaziente Godot, un corpo su un altro sembra restituirci in immagine i versi: “E trasformarti in letto./ E trasformarmi in fiume./ Solo per poterti dormire addosso”.

È l’amore al centro dei componimenti poetici di Isabella Capozzi, l’amore in ogni sua sfaccettatura e sfumatura. Perché l’Amore – la fonte più dolce e insieme più amara, delizia e angoscia dei mortali – è il più volubile tra i sentimenti umani. L’amore puro, illuso e poi disilluso, amaro … malato, l’amore che incanta e disincanta, l’amore proteso verso l’alto o verso il fondo: “E svuotarsi giorno dopo giorno,/ passo dopo passo, e non trovarti. Fuori./ E riempirsi vena dopo vena/, e cavità dopo cavità, e trovarti. Dentro. […]”.IMG_1375

I suoi versi in libertà cantano l’amore che da dipendenza, che ubriaca: “Vorrei perdere il vizio dell’amore e dall’alcol. Tanto tutti e due ubriacano. Si beve fino a quando si ha sete di qualcosa o di qualcuno […] L’amore e la passione non durano più del tempo di un Campari. Soda per te. Bitter per te”.

Sono al contempo ironici e malinconici, si nutrono della poesia di Montale, De Luca, Neruda, Sbarbaro. Capovolge con rispetto e umiltà – per sua stessa ammissione – dei capisaldi della poesia contemporanea, e “Nuda sei semplice come una delle tue mani,/ liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,/ hai linee di luna, strade di mela,/ nuda sei sottile come il grano nudo./ […]” – componimento dello spagnolo Pablo Neruda intitolato ‘Non mi fermo all’apparenza, ma un attimino prima’ – diventa in ubriachiamoci-in-ascoltoIsabella Capozzi un componimento il cui incipit è: “Nuda sei semplice ma vestita stai meglio”.

Mentre le suadenti voci di Laura Colannino e Fiorella Cardilli animano quei segni su carta, due giovani amanti si scrutano in uno dei disegni di Giuseppe Magnifico, acquavivese, laureato in Giurisprudenza, ma fumettista acclamato di professione. Bellissima, infine, la colonna sonora scelta dalla protagonista della serata. Uno spettacolo, ‘Ubriachiamoci di’, la cui forza è nella commistione riuscita delle varie forme artistiche!

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