CIRCA 70 MILA EURO PER LA FESTA PATRONALE

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san-filippo-in-piazza“Galeotta” o “manna dal cielo” la guerra di Libia per il comitato festa patronale di S. Filippo Neri? A giudicare dai si dice, possiamo senz’altro dire che si tratta di “manna” per i dirigenti del comitato, alle prese sempre più con un bilancio (mai reso pubblico) fortemente contrassegnato dal segno meno.

Corre voce, infatti, che la ditta delle luminarie abbia dato il via all’allestimento solo dopo aver ricevuto assicurazioni dalle istituzioni e grazie alla delibera di giunta n.56 del 10 maggio 2011, con la quale l’amministrazione comunale ha destinato la somma complessiva di € 15.000,00 (“pagamentoalfonso-turra di una quota parte – è scritto nel deliberato - delle luminarie del Santo Patrono”) da corrispondere direttamente alla ditta Artlux s.a.s..

Somma che servirà a mettere una piccola toppa, se è vero, sempre stando ai si dice, che il passivo accumulato negli ultimi anni è di circa 9.000,00 euro. Anche perché, pur se si eviterà lo spettacolo pirotecnico per ragioni legate alla guerra di Libia, va detto che il costo della festa in generale si aggira intorno a 70.000,00 euro.

Cifra che obbligava i componenti del comitato ad organizzare una festa più sobria, considerato anche il momento delicato che stiamo vivendo. Momento che non autorizza chicchessia a sparare a zero sull’apporto o meno della città e dei suoi cittadini. Soprattutto se a farlo sono stati personaggi che in questi ultimi anni hanno dimostrato di avere le mani bucate, o forse si sono fidati ciecamente delle assicurazioni arrivatsan-filippo-uscitae dal palazzo.

Infatti, non è accettabile leggere che il presidente del comitato, Alfonso Turra, scarichi su Gioia del Colle e sui gioiesi, attraverso le colonne del quotidiano regionale, un j'accuse sferzante come questo: “La città purtroppo non risponde come vorremmo e questo ci complica molto le cose per quel che riguarda l’organizzazione della festa vera e propria”.

Mentre le complicazioni, che sono tante e sicuramalfonso-turra2ente di carattere economico, sono state alimentate dal pressapochismo di chi ha accettato un incarico che non è stato in grado di reggere, ed ora, pur di tirarsi fuori dalla mischia, scarica su altri colpe che sono solo e soltanto sue.

Quindi questa “predica”, fatta attraverso le colonne del giornale, suona come un voler mettere le mani avanti, prova evidente della sua inadeguatezza al ruolo (ma a Gioia del Colle non è l’unico ad essere non adatto all’incarico che ricopre) tant’è che nel book della festa afferma che quella di quest’anno è per lui l’ultima volta alla guida del Comitato.