Giovedì 24 Settembre 2020
   
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MARIA TERESA ROMANO E “IL DONO DELLA VITA”

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maria-teresa-romano2Si è chiusa ieri la mostra di Maria Teresa Romano,Mamme. Il dono della vita”, dal 6 maggio ospitata nella galleria Labrocca della biblioteca comunale Angelilli.

L’artista gioiese, poco più che ventenne, approda all’associazione Artensione nel 2005 e da Sergio Gatti e Mario Pugliese apprende i rudimenti dell’arte pittorica. Al suo attivo quattro mostre: “Radici – Un viaggio alla scoperta di culture lontane” (http://www.gioiadelcolle.info/2009/05/16/tra-i-colori-dellafrica-maria-teresa-romano/), “Etnie – Uno sguardo sul mondo” e nel 2008 “Madre Africa”.

maria-teresa-romano5In  “Mamme. Il dono della vita”, un percorso che dalle “Affinità” giunge ad una nuova vita, frutto di attesa, sofferenza ma anche infinita gioia. E questo ad ogni latitudine, anche nella culla delle civiltà, in Africa, continente in cui le radici dell’umanità attecchirono e che oggi, per sopravvivere, lotta contro l’arsura della povertà, l’olocausto della guerra ed il mortale abbraccio della malattia.

Non è un caso che sia dato alle donne africane l’imprimatur della maternità, che la speranza passi attraverso la loro fiera bellezza, gli sguardi ammiccanti, l’intreccio di mani che si cercano e accarezzano il grembo che custodisce la vita, l’innocente abbandono del maria-teresa-romano3neonato cullato dal respiro e dal battito del cuore della sua mamma, o la dolce ricerca di un seno da cui trarre nutrimento.

Una malinconia soffusa trapela, suo malgrado, tra ciglia socchiuse, labbra serrate e sguardi persi nel nulla di un incerto futuro, ma il sorriso innocente di un bimbo dirada le nubi, torna a splendere la gioia di vivere, di sperare…

Tutto questo ed ancor di più narrano le opere di Maria Teresa che oggi dipinge accanto ai suoi due bimbi e trova anche parole per dar voce a riflessioni poetiche non più e non solo ricercate su libri e testi, ma sgorgate dal suo animo.

Continua a stupire la ricchezza di dettagli, la pienezza del colore usato per ingioiellare colli sinuosi, cingere fianchi con intrecci ambrati, avvolgere in strette spirali di vetro braccia e polsi sottili o decorare pepli da indossare con elegante nonchalance.maria-teresa-romano7

Ma è nelle terre d’Africa che il pathos, non distratto da altre cromie, raggiunge il suo culmine. Nella lucentezza di uno sguardo profondo, liquido, lucente come giaietto, nelle labbra tumide, carnose, imbronciate, nelle trecce seducenti nel loro cauto e casuale ricader sulla fronte, nelle mani che trattengono piccole dita e piedini, quasi timorose di veder crescere quanto l’Amore ha creato.

Dal grembo, sacro custode di rosso irrorato e bardato, al primo vagito, infuriato saluto alla vita e al suo travaglio, ben più sofferto di quello appena vissuto, allo sgambettare gioioso di un’insonne, maria-teresa-romano6vivace allegria, incurante della stanchezza che vela lo sguardo materno e trascina nell’oblio, la vita si schiude e rivela il suo mistero.

Una maternità incorniciata dagli intarsi di una creatività coniugale, quella di Dino Buttiglione, cui è affidata la serenità nella quale concepire le opere d’Arte, siano esse “filiali” o pittoriche.

Un dono condiviso, ed ecco un DVD che racchiude le immagini di opere su legno di ieri e di oggi su cui danzano macchie di colore al ritmo di armonie tribali, offerto in dono agli astanti da Maria Teresa Romano, affinché portino con sé frammenti virtuali d’Arte e di materna creatività.

Foto a cura di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la collaborazione.

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Commenti  

 
#1 astor 2011-05-16 08:46
Complimenti all'artista, opere veramente suggestive e di grande impatto.
 

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