ROSSINI-CARANO: IN SCENA 25 ATTORI “IN ERBA” -foto-

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DSC_0159Nei giorni scorsi un insolito “matrimonio” è stato celebrato nel teatro Rossini, con inviti e bomboniere con confetti tricolore, tra gli invitati gli studenti della Scuola Media Carano, il loro dirigente, il professor Giovanni Stano e la sua mamma, testimoni di nozze la professoressa Enza Losito e il professor Enrico Palladino, per l’occasione al pianoforte per rallegrare gli “invitati”.

Lo spettacolo ideato grazie al progetto PON “A scena aperta: leggere, capire, interpretare” di cui il M° Palladino è “l’esperto esterno” e la professoressa Losito tutor, ha portato in scena “I promessi sposi” con ben venticinque carano-attori-sul-palco“attori” di terza D e G sul palco (Alessio Bevilacqua, Nunzio Busco, Miriana Buttiglione, Vito Capozzi, Francesco Catanzaro, Giuseppe Colapinto, Isabella Duraccio, Giulia e Maria Chiara Gatti, Arianna Giordano, Claire Iannuli, Vincenzo Larizza, Filippo Losito, Silvia Manieri, Gabriele Napolitano, Giuseppe Nettis, Maira Nicastri, Maria Orfino, Pasquale Pavone, Michele Pellicoro, Maria Aurora Petrera, Rosarianna Romano, Vincenzo Stefanelli, Flavia Tropeano e Roberta Vasco) e dietro le quinte due preziosissimi collaboratori , Michele Fiore, cui è stato affidato il supporto tecnico e scenico e Caterina De Jure che ha confezionato ben ventisei abiti di scena carano-acconciaturerifinitissimi, con pizzi, merletti, passamanerie e persino decori in corallo e strass, un impegno “extrascolastico” cui ha dedicato intere nottate (fino alle 4 di mattina, a ridosso dell’evento), senza mai assentarsi dal posto di lavoro né sottrarsi ai doveri familiari. Impressionante la cura dei dettagli (stoffe, colori, colletti all’uncinetto, ventagli e polsini) ed ancor più la bravura degli attori, truccati e pettinati alla perfezione e sulla scena sicuri e preparati.

Perché  tutti si sentissero “protagonisti”, si sono alternate ben quattro “Lucie”, e tre “monache di Monza” (ognuna con il suo abito).

carano-attori-in-azioneIl M°  Palladino ha scelto di musicare con Schumann le varie scene, alcune così suggestive da destare commozione fra tutti.

“Davvero uno spettacolo emozionante – afferma il professor Stano -  che ha fatto apprezzare questo romanzo anche a chi a scuola non lo ha particolarmente amato. L’addio ai monti, la morte della piccola Cecilia sono stati momenti suggestivi ed emozionanti che ci hanno consentito di riscoprire la bellezza di quest’opera. Ringrazio i professori che hanno curato nei minimi dettagli la rappresentazione, i nostri Michele Fiore e Caterina De Jure, che si sono impegnati anche fuori orario carano-attori-in-attesadi lavoro per la buona riuscita della serata e i genitori, che hanno condiviso l’impegno e collaborato in ogni momento. La scuola più che mai necessita di queste sinergie.”

Senza la gioia di stare insieme, uniti in un progetto, senza la corale condivisione di ogni momento – dichiara Enza Losito – non saremmo riusciti a donare tante emozioni al pubblico ed ai genitori che ci sono stati vicini e hanno collaborato persino portando a scuola focacce e dolci durante le prove. La freschezza interpretativa dei ragazzi, il loro esser nella parte e viverla con gioia e partecipazione ha reso indimenticabile questa especarano-stefanellirienza e spero che abbiano potuto apprezzare la bellezza intrinseca del romanzo interpretato.”

Emozionante anche l’esibizione di Vincenzo Stefanelli, voce melodica al pianoforte e “narrante” nelle vesti del Manzoni.

Nel finale il saluto del sindaco Piero Longo, che si è complimentato con i professori per l’ottima rappresentazione, confermando l’attenzione che l’amministrazione intende riservare agli studenti (futuri fruitori del teatro) ed alle scuole.staff_docenti_carano

Le sezioni G e D hanno anche conquistato un premio nazionale concorrendo con altre 1500 scuole (la Carano è l’unica pugliese) al concorso “Lettere di Natale”su temi sociali e ricevuto lusinghieri riconoscimenti per “Il giardino che vorrei”, gara di creatività giunta alla IV edizione, promossa dalla Viridea Educational.

Si ringrazia Caterina De Iure per le foto a corredo dell’articolo.