Domenica 08 Dicembre 2019
   
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“CONTRO L’ALCOL NECESSARIO DIALOGO E CONDIVISIONE”

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filo-di-arianna_logoParticolarmente interattivo il terzo incontro sulle problematiche legate al consumo di alcol da parte dei giovani, organizzato dal Filo d’Arianna in collaborazione con  “Famiglie accoglienti”.

Per capirli meglio…” gli organizzatori hanno invitato i dottori Mimmo Bianco e Paolo Danza.

Mimmo Bianco, psicologo emimmo-biancol psicoterapeuta biosistemico, ha iniziato col porre domande finalizzate alla “messa a fuoco” concettuale di cos’è l’alcol. Interessanti e varie le risposte attraverso cui si è compreso che ad esso si ricorre per sentirsi allegri, vincere le inibizioni, sentirsi meno soli, come naturale sedativo della tristezza.

In analogia con le altre dipendenze, lo stato di ebbrezza esprime un disagio, uno stato di non benessere, una fuga dalla realtà.

Alla base di questa conflittualità il non saper gestire ed elaborare le emozioni negative, delle quali i genitori non sempre sono consapevoli, da qui la necessità di un dialogo sì, ma rispettoso, non invasivo né inquisitorio ma assertivo ed attento. E’ su questo terreno che nascono incomprensioni e rifiuti che possono ferire e far danno tanto quanto una conclamata dipendenza. Alla dipendenza si giunge quando non si ha autostima o un progetto su cui proiettare energie positive che possano esorcizzare il contestuale vissuto negativo, l’incapacità di gestire le proprie emozioni e di elaborare “il lutto” di un fallimento, per poi riattivare filo-arianna-pubblicole endorfine, terapeutico ed alchemico medicamento naturale che ha preservato l’umanità nel corso della sua evoluzione, evitando “il dolce naufragar” nel mare tempestoso delle emozioni.

L’ascolto inteso come condivisione ed accettazione del pensiero altrui, senza dover a tutti i costi “dare risposte”, è stato forse il concetto più difficile da “far passare”, nonostante l’interattività dell’incontro abbia “emotivamente” ricreato dinamiche da cui trarre preziose riflessioni.

claudio-danza-alcolPaolo Danza, pedagogista, mediatore familiare, counsellor e giudice onorario della sezione dei Minori presso la Corte d’Appello del Tribunale di Bari, ha sottolineato come sia importante prestare attenzione ai cambiamenti di abitudini dei ragazzi, agli effetti anestetici, sedativi ed empatogeni dell’alcol che tanto fascino esercita sugli adolescenti.

Tante le difficoltà  relazionali in questa età, che rendono arduo l’interagire da parte della famiglia. Emerge dal suo discorso uno dei valori fondanti della Gestalt, una corrente di pensiero che vede nell’espressione delle emozioni un processo catartico, di liberazione. “Il solo modo per uscirne è passarci attraverso”, qualsiasi emozione può diventare pericolosa e scatenare dipendenze se “soffocata”, per cui è necessario conoscerle ed amarle, anche se negative.

Il prossimo ed ultimo incontro su “I giovani e l’alcol” avrà luogo nell’aula magna del Liceo Classico P. V. Marone il 28 aprile, alle 18. Questa volta riflettori puntati sui “Servizi offerti dal territorio” con il dottor Michele Lamparelli e Silvana Casamassima.

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