Martedì 18 Febbraio 2020
   
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CHERYL PORTER, SPLENDIDA “MINA IN BLACK” -foto-

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mina-in-black-orchestraA poche ore dall’atteso concerto di Samuele Bersani, che porterà nel Teatro “Santa Lucia” della Lu.Ma.Ni. folle oceaniche di fan e spettatori, un flash back su un altro concerto, forse uno dei più belli ascoltati negli ultimi anni - stesso luogo, stessa ora - il 7 marzo, sul palco una splendida Cheryl Porter ed un’orchestra, quella della Magna Grecia diretta dal M° Antonio Palazzo, che è riuscita con arrangiamenti a dir poco miracolosi a rivisitare brani di Mina di “intoccabile perfezione”, incisi a ferro e fuoco nell’immaginario acustico di tre generazioni, intramontabili ed attuali pur se “tracciati” nei vetusti solchi vinilici degli anni ’60 e ’70.

mina-in-black-cheryl-porterCon soffusi echi jazz e “tempi - respiro” tarati sulla voce da soprano - resa ancor più affascinante da un accento che, sottolineando il colore di una diversa geografia, ne esalta l’interpretazione melodica e poetica,  vibrante di struggente emozione -, la musica ha sorretto, inseguito, atteso ed accompagnato ogni ritmico palpito vocale dell’artista, in armoniosa simbiosi.

Cheryl, trasfigurata nel suo immergersi nella dimensione di un cantato reso ancor più intimamente “proprio” nel momento in cui solo in apparenza si discosta dalle originali tonalità, riesce ad arricchirle con un più ruvido e roco afflato, esaltante e graffiante “rampa di lancio” per inebrianti voli lirici che si avvitano in un acrobatico vortice tonale, per poi precipitare nella profondità di mina-in-black-pubblicoimpossibili ottave e incredibilmente risalire, senza concedersi un respiro…

Tecniche acquisite nel corso di studi importanti, rese ancor più preziose dall’aura di spiritualità Gospel di cui Cheryl è regina.

Stupore in sala sulle note di “Nessuno”, con “Se stasera sono qui” e “E penso a te” i primi brividi, poi nei simpatici interludi discorsivi di Cheryl, la sensazione di conoscerla da sempre: semplice, simpatica, spiritosa, desiderosa di trasmettere ogni sua emozione, di raccontarsi, di condividere tutto con il suo pubblico, ed anche umile come lo sanno essere solo i grandi artisti: una personalità “luminosa” ed mina-in-black-primissimo-piestroversa, dalla voce “potente, commovente, ispirata ed elegante”.

“Cartoline” – rivela al pubblico - è il suo brano preferito, quello in cui Mina mostra di avere “corde di ferro”, poi passa ad un classico di Louis Armstrong “What a wonderful” tradotto nel suo messaggio essenziale e interpretato con trasporto ed emozione.

Trascinanti “Hit the road” di Ray Charles e “Caravan” di Duke Ellington, quindi sulle note di un irresistibile “no more, no more …” ha diretto cori di voci femminili e maschili, sfidandosi in gutturali ottave “for man” e sol da diapason, dando prova di un’estensione vocale a dir poco prodigiosa e moltomina-in-black-autografi eclettica.

Torna in tema con “Grande, grande”, “E se domani”, di cui ha ricordato le diciassette settimane di permanenza in hit parade, commuove in “Se telefonando” la sua concentrazione, l’entrare nella “parte” per dare alle note di Morricone la giusta enfasi. Quindi “twist” per tutte le signore, invitate a lasciarsi andare sulle note di “Tintarella di luna”, ed ancora emozioni da brivido in “Insieme” e “Your song” di Elton John. Incanta il suo narrare il brano poco prima di eseguirlo, il suo svelarne il messaggio, quasi recitasse un mantra da cui attingere forza interpretativa ed emozionale.

Simpaticissimo, infine, l’invito a prendemina-in-black-coniugi-scarare una sua cartolina “l’unica in cui sono venuta davvero bene”, per poi utilizzarla per togliere il ghiaccio dal parabrezza, uso “collaudato” nei suoi sedici anni di permanenza in Italia, scelta dettata dall’amore. Quindi, sinceri ringraziamenti agli organizzatori, in primis a Gigi Scaramazza, all’orchestra della Magna Grecia, al M° Palazzo, al sassofonista Roberto Spagnolo e a tutto il pubblico.

Per studi (canto lirico presso la Northern Illinois University) ed esperienze classiche (soprano nelle opere di Puccini, Rossini e Verdi), Cheryl Porter - giunta in Italia per perfezionarsi in questo settore -,ha scoperto che la musica europea non era la “storia” che voleva raccontare.

“Ho compreso che la gente ha bisogno di un messaggio universale espresso dalla musica Spiritual e Gospel. La musica può costituire un “ponte” per andare “oltre” la routine di ogni giorno, per ampliare la nostra spiritualità, per mina-in-black-esibizioneavvicinarci alla nostra anima e scoprire il Dio che abita dentro ognuno di noi”.

Innumerevoli e prestigiose le sue frequentazioni nei più vari ambiti musicali, dal Classico al Jazz, dallo Spiritual al Gospel con audaci incursioni anche nel Rock, grazie alla versatilità timbrica e all’estensione vocale prodigiosa: Paolo Conte, Katia Ricciarelli, Amii Stewart, David Crosby, Bocelli, Bono degli U2, Morandi ed oltre venti CD registrati e concerti in tutto il mondo.

Un concerto, quello proposto dalla Lu.Ma.Ni. - cui la casualità ha voluto porre l’imprimatur dell’esordio - davvero unico ed emotivamente indimenticabile!

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