La tradizione del mese di preghiera in onore di San Rocco

17-luglio-1980

3-IMG-20210708-WA0148  Il nostro paese vanta una tradizione devozionale degna di nota: si pensi all’attivo coinvolgimento dei fedeli durante il periodo pasquale, alle processioni in onore dei Santi, alla festa dedicata al Santo Patrono; nonostante ciò, molte tradizioni sono cadute in disuso e, ad eccezione della cittadinanza più anziana, sono dimenticate o poco conosciute. Tuttavia, come testimoniato da alcuni articoli precedenti, il desiderio di riportare alla memoria momenti e pratiche in uso, sta diventando ogni giorno più fervido e in molti si prodigano per informare i cittadini con rievocazioni pubblicate sul presente settimanale o sui social network; altri, coinvolti in prima persona nelle attività liturgiche e paraliturgiche, cercano di ricollocare ai nostri giorni alcune di queste tradizioni, per investirle nuovamente dell’originaria importanza.

È il caso di uno dei momenti dedicati al nostro compatrono, San Rocco: sabato 17 luglio 2021 la confraternita, in accordo con Don Tonino Posa, ha ripristinato l’apertura del mese di preghiera in onore del Santo, momento dimenticato da ormai oltre vent’anni.

I documenti d’archivio e la memoria di chi vi ha partecipato attestano che il cerimoniale prevedeva più processioni e più momenti di fede. Secondo il Segretario della Confraternita di San Rocco Giuseppe Rizzi, che ha condotto le ricerche, “il 17 luglio, giorno seguente alla festa della Madonna del Carmine che viene tuttora solennizzata in Chiesa Madre, aveva luogo la processione di apertura di San Rocco organizzata in Chiesa Madre da una deputazione della Confraternita. Nei primi anni del Novecento, la deputazione che si occupava della processione e dei festeggiamenti civili passò a figure esterne alla confraternita e a questa restò unicamente la festa interna alla Chiesa con le Celebrazioni Eucaristiche”.

Solamente nel 1938 la Confraternita poté nuovamente godere dell’antico privilegio, quando Don Luigi Tosco le cedette definitivamente la festa religiosa e civile, costituendo ogni anno un comitato apposito. Tuttavia, nel 1969 un alterco avvenuto durante la processione di gala tra l’arciprete Don Franco Di Maggio ed il comitato, privò i confratelli della cessione della statua di San Rocco custodita in Chiesa Madre, e con essa scomparve anche la processione del 17 luglio, fino a quando, nel 1981, Mons. Padovano, nuovo arciprete della Chiesa, acconsentì a cedere in comodato4-IMG-20210708-WA0149 d’uso perpetuo il simulacro capitolare alla confraternita, che negli anni seguenti continuò a celebrare il mese di preghiera a San Rocco con la celebrazione della messa di apertura e quella quotidiana.

La crisi delle vocazioni all’inizio degli anni Duemila ha condotto la diocesi a prendere delle decisioni ferme come la soppressione della Messa giornaliera nelle rettorie, lasciando solo quella domenicale gestita dai padri spirituali delle parrocchie.

“La Confraternita ha perso il mese di celebrazioni, ma continua a mantenere la novena in preparazione alla festa del 16 agosto”, afferma Giuseppe Rizzi, “e negli anni ha conservato la memoria di quel 17 luglio esponendo ogni anno, in quel giorno, la venerata immagine processionale per tutto il mese a lui dedicato. 

Quest'anno, a seguito della pandemia e di un rinnovato ritrovo in preghiera davanti a San Rocco, sempre invocato a Gioia contro le epidemie, si è voluto solennizzare questo inizio con la Celebrazione presieduta dal padre spirituale ed in seguito con la benedizione di una nuova edicola votiva lapidea sotto Arco Serpente realizzata dallo scultore gioiese Mario Vacca in collaborazione con il Comitato Centro Storico”.

La celebrazione eucaristica, programmata per le ore 18, non solo è stata l’apertura del mese di San Rocco, ma anche in suffragio dei morti a causa del Covid-19: nessun altro momento storico poteva essere più propizio per il ripristino di una tradizione legata al Santo protettore; che sia il simbolo di questa effettiva ripartenza.

17-luglio-1938