Venerdì 23 Agosto 2019
   
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“4toCHRIS”, UN CORTO CHE HA CONQUISTATO IL PUBBLICO

cortometraggio-staff

manifesto_4to_chrisNel buio, in un’atmosfera ancora greve di pathos, le note del pianoforte di Giuseppe Iacobellis accompagnano i titoli di coda di 4to Chris, cortometraggio proiettato nei giorni scorsi nel cinema del Sacro Cuore (4toCHRIS”, E LA SALA DEL CINE SACRO CUORE SI TINGE DI “NERO).

C’è emozione nel tripudio di entusiastici applausi che interrompe un silenzio colmo di attesa e stupore. Una narrazione serrata, coinvolgente, in bilico tra i chiaroscuri di un filo logico non sempre ben delineato, su cui si innestano segmenti di alto profilo psicologico e black out artistici, “respiri” di buio in cui le dimensioni spazio temporali si scompongono e ricompongono nel fugace “battito di ciglia” del diaframma di un obiettivo.

Originalissima l’architettura costruita nel sapiente montaggio (effettuato in tempi record dal regista Giuseppe Masi), di sconvolgente bellezza le geometrie create attraverso inquadrature ed il gioco di luci che le ha impreziosite di luminose aure, esaltando i dettagli e profilando le ombre.

corto-pubblico

Nell’insieme la percezione di uno spazio “protagonista” in cui gli attori si muovono con disinvoltura, pronti a sfidare primi piani audaci, dal taglio netto, sotto luci impietose che scrutano e scandagliano la capacità di lasciar trapelare anche nel silenzio le emozioni, o con la complicità di ombre che disegnano sui volti odio, amore, raccapriccio e dolore a tinte così forti, da intrappolare nel personaggio lo stesso attore, posseduto dai sentimenti che è chiamato ad esprimere.

Un’alchimia che solitamente si crea ad altissimi livelli di professionismo, frutcorto-attori-sul-palcoto di anni di lavoro.

Piercarlo Resta (Chris, killer d’amore e della sua anima), Francesco Antonicelli (Jack, l’amico che ama e odia, odia e ama) e Marialuisa Longo (Ellen, uccisa dalle illusioni e dai ricordi di un amore finito, ancor prima che dalla pallottola che ne spezza il respiro), non hanno recitato ma “vissuto” questa storia, condensata in 25 minuti, ma “incubata” in mesi, giorni ed ore di estenuanti riprese - con mezzi e strumenti di fortuna da dicembre a maggio - ripetute alla ricerca di un’ossessiva perfezione scenica, per altro raggiunta con successo.

corto_bmwE’ il caso dell’incontro tra Chris e Jack tra le macerie dell’acciaieria di Giovinazzo, location quanto mai suggestiva, con effetti di luce ricercati che disegnano sui visi un reticolato artisticamente e scenicamente “geniale”, unito all’enfasi interpretativa dei due attori.

Ed ancora sotto il ponte, nei paraggi dell’Antico Leccio, con la BMW di Domenico Gatti, fari accesi, ticchettio di tacchi (perfetto anche il doppiaggio) ed ombre che si alimentano di buio.

corto_accendinoUn successo racchiuso sin dalle prime battute nelle volute di fumo, negli sguardi taglienti di Jack ed Ellen, nei dialoghi tratti da “Io mi chiamo Chris” di Piercarlo, da lui interiorizzati al punto da divenirne transfert ed annullarsi, nel coinvolgimento del pubblico, sedotto da tanta appassionata abilità interpretativa, dalle scene intriganti, dai rapidi cambi di piano e dalle originalissime musiche di Giuseppe Iacobellis, partiture ed arrangiamenti composti sul “pecorto-pubblico2ntagramma” degli scritti, non avendo potuto seguire le fasi di registrazione perché impegnato negli studi presso l’Accademia Santa Cecilia di Roma.

Ma più di ogni altra cosa, un successo costruito sull’amicizia - come ribadito più volte da Giuseppe Masi - ventennale con Domenico Tria, direttore tecnico e non solo del cortometraggio e nata sulla scena con Francesco Antonicelli.

A fine proiezione Giuseppe Masi non ringrazia solo Giuseppe Procino (formidabile boss), Eugenio Milano (stupefatto e convincente barista), Valerio Pastore, Giampaolo Giannico, Edward Szost, Marco D'Aprile, Giuseppe Resta e Francorto-fans-clubcesco Distasi, ma anche Nicola MezzapesaSaverio Capozzi, Roberto Lamanna (suo l’accendino), don Mario Natalini che ha concesso il cine teatro, i ragazzi del Circolo Arcilebowski e le famiglie che sono state vicine a tutti in questo progetto.

Giuseppe Masi proprio oggi, 26 ottobre partirà per gli Stati Uniti, per tre anni resterà a New York dove perfezionerà i suoi studi. Questo suo lavoro sarà in concorso in festival internazionali, probabilmente “sottotitolato”, ed altri ancora ne creerà.

A Giuseppe l’augurio di un meritato successo, conquistarlo oltralpe non sarà facile ma ha davvero talento e tutte le carte in regola per riuscirci. E speriamo che, diventato famoso, abbia ancora voglia di “tornare a casa” dalla mamma, dalla splendida e simpaticissima “nonna segretaria”, dai suoi amici di sempre e decida di spendere la sua professionalità in Italia.

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