Venerdì 20 Settembre 2019
   
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TITTI DELL’ORCO, UN RITORNO A LIVELLO INTERNAZIONALE

titti-foto-di-gruppo-flauti

titti-dellorco-in-tourneeDopo un lungo “silenzio” interrotto da brevi e fugaci escursioni sul territorio, la flautista Titti Dell’Orco torna nell’agone musicale internazionale, una dimensione che le è armoniosamente consona.

E’ successo inaspettatamente – afferma la musicista - il mio ex insegnante di flauto dolce, traversiere e traversa rinascimentale, il M° Dario Lo Cicero di  Palermo, mi ha nuovamente chiamato a suonare in questo gruppo di flautisti che provengono da mezza Italia, sono stata ben contenta di rimettermi in gioco musicaflauti_rafilmente, inoltre il confronto con altri musicisti è un’esperienza molto positiva ed importante”.

Il gruppo in cui suono - continua Titti Dell’Orco - si chiama “Ensemble Rafi”, dal nome di una famiglia di costruttori di flauto attiva fra il XVI e il XVII secolo. Molti degli strumenti da noi suonati sono copie di flauti Rafi, conservati tuttora in diversi musei. L'Ensemble Rafi ha un organico variabile, e nella formazione attuale è composto da cinque elementi: Dario Lo Cicero di Palermo, Renata Cataldi di Napoli, io (per i tedeschi “Tina Dell’Orco”), Sergio Lella di Bari e Angelo Fusacchia di Roma. È stato molto impegnativo anche il solo incontrarsi nei fine settimana per fare le prove, ma il percorso è risultato molto gratificante musicalmente ed umanamente.”

Titti, nei giorni scorsi, si è recata a Stoccarda, nella bellissima Università Statale di Musica. Proprio lì manifesto_stoccardasi sono tenuti gli “International Renaissance Flute Days”, tre giorni dedicati alla traversa rinascimentale cui hanno partecipato musicisti di provenienza tedesca, francese, italiana, russa, ceca, israeliana e brasiliana.

La prima sera, dopo lo studio di brani per dodici e sediflauti_rinascimentalici esecutori, c’è stato un concerto in cui Titti ha suonato con l’Ensemble Rafi, insieme a loro altri tre gruppi stranieri.

“La seconda sera – racconta Titti con emozione - abbiamo suonato tutti insieme e su richiesta del coordinatore, il Maestro Hans-Joachim Fuss, abbiamo suonato anche altri brani con lo stesso Ensemble Rafi. Sono piaciuti molto il nostro calore musicale e il nostro modo di interpretare il repertorio rinascimentale, ma anche l'aspetto estetico degli strumenti che abbiamo usato, in vetro e costruiti personalmente da Lo Cicero”.

renaissanceStrumenti che rispecchiano un “lusso” che anticamente pochi nobili potevano permettersi, per la loro musica di corte – ci spiega la musicista - anche se comprensibilmente gli esemplari più antichi sono andati dispersi o distrutti. Alcuni documenti dell’epoca descrivono l’utilizzo di flauti di vetro e questo è bastato per illuminare la fervida mente di Dario Lo Cicero, che ha voluto costruirne di diverse dimensioni (bassi, tenori e soprani ad altezze differenti) come si usava all’epoca. Le differenze timbriche non sono facilmente riconoscibili, ma essendo il vetro un materiale ancora più duro dei legni duri, con i quali solitamente si costruivano le traverse, il suono è più limpido e sonoro. Nei registri grave e medio è una differenza che solo orecchie da “addetti ai lavori” riescono a distinguere, ma nel registro acuto la differenza è più netta: la maggiore estensione e la leggerezza del suono sono facilitate, in questo caso, dall'assenza di porosità del materiale. L’attenzione per flauto_baroccol’acustica nella sala concerti dell’Università della Musica di Stoccarda è eccezionale, basti pensare che se bisbigliavo una parola dal palco era perfettamente udibile dall’ultima fila delle poltrone dell’anfiteatro, tutto rivestito di legno. Il coinvolgimento emotivo, l'uso di articolazioni che avvicinano il linguaggio strumentale a quello del parlato e del cantato, e ancora l’utilizzo di dinamica e agogica in maniera evidente, ma non esagerata, permettono, a mio parere, una circolazione maggiore di emozioni tra i musicisti ed il pubblico. In particolare nel madrigale, e nelle altre forme polifoniche del Rinascimento, lo studio del testo e la riproposizione degli “affetti” attraverso una originale forma di “retorica musicale” sono fondamentali, un valore aggiunto che va oltre la precisione tecnica e di intonazione (alquanto difficile sugli strumenti antichi) e si raggiunge, in gruppo, con uno studio approfondito del testo e delle strutture musicali. L’Ensemble Rafi è stato invitato a suonare prossimamente, ancora in Germania, presso un museo del vetro, e ci si sta organizzando per ospitare nel 2011 in Italia, per la prima volta, un incontro internazionale analogo a quello che si è tenuto a Stoccarda”.

Titti Dell’Orco da circa tre anni è mamma, una “dolce pausa” che potrebbe aver modificato il suo rapporto con la musica.titti-dellorco_e_i_bambini

Più che cambiato, il mio rapporto con la musica ha dovuto fare i conti con generi anche diversi, come le canzoni per bambini… ma ho fatto ascoltare a mio figlio anche molta musica  preromantica (Vivaldi, Bach, Mozart…). E’ stato più difficile praticare sale da concerto e suonare quanto avrei desiderato, ma la ricchezza dello scambio con il mio bimbo non ha prezzo. Inoltre mi sono dedicata e mi dedico a progetti per bambini con l’utilizzo di strumenti “poveri” e fatti con materiali di riciclo”.

E’ il caso di dire che anche la musica tende a “convertirsi”, a seconda delle opportunità che la vita offre. Per Titti Dell’Orco, quindi, un atteso ritorno sul pentagramma scenico e tanta progettualità!

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