Martedì 03 Agosto 2021
   
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Anche gli allevatori dicono no ai rifiuti nucleari in puglia

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136089874-1560952040781472-4849605411112694055-n“Il Presidente dell’ARA Puglia Pietro Laterza si unisce alla voce di quanti hanno in queste ore contestato la scelta di individuare anche in Puglia siti ritenuti idonei ad ospitare le scorie nucleari prodotte in Italia. E questo non per un ovvio preconcetto modello “not in my back yard”, ma con delle motivazioni precise e circostanziate.

Le aree interessate ricadenti nei Comuni di Altamura, Gravina e Laterza infatti, insieme alle altre aree individuate in provincia di Matera, sono all’interno del perimetro di produzione della Mozzarella DOP di Gioia del Colle, da poche settimane riconosciuta dall’Unione Europea e la presenza di rifiuti radioattivi non sarebbe certo un buon biglietto da visita per questo territorio e per la DOP. Questi sono territori ad alta vocazione per una zootecnia di qualità, dove benessere animale si coniuga perfettamente con il basso impatto ambientale di questa attività e dove anzi l’attività zootecnica è protagonista della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, con le sue masserie, i suoi muretti a secco, i suoi boschi di quercia alternati a pascoli con presenza di bestiame. Con queste premesse, la zootecnia della Murgia Barese e Tarantina si candida dunque ad essere protagonista di uno sviluppo turistico dell’area, legato sia ai fattori ambientali e paesaggistici e sia alla qualità delle produzioni, come dimostra appunto la recente approvazione da parte della UE della DOP della Mozzarella di Gioia del Colle.

Ora, sebbene fra i parametri presi in considerazione per la individuazione dei siti pugliesi si sia preso in considerazione come elemento “non favorevole” la presenza di produzioni agricole di qualità, purtroppo tale parametro non è stato considerato, come invece avrebbe dovuto essere, prevalente rispetto ad altri parametri che invece depongono a favore della individuazione di tali siti.

Pertanto, conclude Pietro Laterza, impiantare in quest’area un deposito di scorie nucleari sarebbe esiziale per i nostri allevatori e per lo sviluppo complessivo di questo territorio, la cui economia non può che basarsi sul binomio agricoltura/zootecnia di qualità e turismo ambientale ed enogastronomico”.

Ufficio Stampa
A.R.A. (Associazione Regionale Allevatori) Puglia

 

Commenti  

 
#5 stat cit 2021-01-08 18:11
Grazie per le delucidazioni :-)
 
 
#4 alfabeta funzionale 2021-01-08 13:01
Redazione per leggeri o pesanti si intende l'effettivo tasso di pericolosità.
Un conto è il materiale combustibile per centrali nucleari che è estremamente radioattivo, generalmente uranio o plutonio. Un conto sono gli elementi (vedasi tavola periodica) utilizzati negli ambiti di cui al mio messaggio precedente che risultano essere assai meno radioattivi.
Da premettere che il combustibile per le centrali italiane è stato per la quasi totalità venduto alle nazioni che ne fanno uso (Francia, Slovenia, e via nave anche altrove). E' rimasto solo quello già immesso nel processo produttivo che non può essere rimosso.
Per il resto si tratta, come ho già detto, di materiale classificato come "bassa e molto bassa attività" (DM 7 agosto 2015 in attuazione del Dlgs 4 marzo 2014 n.15) che cesseranno la loro pericolosità entro i 300 anni. Nulla se confrontato a quanto avviene in merito ai combustibili nucleari (si veda Chernobyl tra quanto sarà abitabile).
La consultazione, la contestazione è sacra, ma la stessa deve avvenire nella consapevolezza che produciamo tanti rifiuti radioattivi con molto bassa "VLLW Very Low Lewel Waste" e bassa "LLW Low Level Waste" nell'ambito delle attività che ho detto (medicina, industria e ricerca) e che le suddette attività prescindono dall'avere i servizi che abbiamo (Ortopedia, TAC, Strutture certificate, Ricerca, Radioterapia, etc.). O facciamo a meno di queste attività o disponiamo di depositi per scorie radioattive.
E' vero, sono pericolose e nessuno le vorrebbe avere, ma se realizzate con tutti i canoni imposti dall'EURATOM il tutto diventa sicuro; molto più sicuro di tutto quell'amianto che abbiamo ancora in giro e che facciamo finta di non vedere.
Se si vuole condurre un confronto, bisogna garantire che lo stesso possa avvenire su basi congrue e non basate sull'ignoranza (nel senso buono del termine) della popolazione.
Da qualche parte quei rifiuti vanno smaltiti, o li vendiamo a non si sa chi (pagando somme stratosferiche) o li smaltiamo come si faceva fino agli anni 90, in mare. (e poi ci mangiamo tanto pesce, il polpo, gli allievi, i taratuffi, etc...).
 
 
#3 alfabeta funzionale 2021-01-08 11:50
I rifiuti provengono dalle attività cosiddette "leggere". Per fare degli esempi banali abbiamo l'ambito medico (sorgenti per lastre ai raggi X esaurite, sorgenti per radioterapie, etc.), l'ambito industriale (sorgenti per lastre ai raggi X per la verifica di pezzi speciali come saldature, giunzioni, etc.) ambito scientifico (vengono usate ma specificatamente non mi pronuncio in quanto non ne so).
Ne consegue che la pericolosità di tali rifiuti è meno importante e non si deve pensare ai classici fusti (Redazione l'immagine è fuorviante).
Ne consegue che come per le discariche "tradizionali" anche quelle per rifiuti radioattivi sono da considerarsi assolutamente necessarie.
Il problema è che da noi manca il processo partecipativo che in altri Stati vi è che serve proprio per preparare culturalmente la popolazione ed eliminare o affievolire il meccanismo NIMBY (cercate su wikipedia).
I criteri di ricerca dei siti sono criteri di natura tecnica e, pertanto, non contestabili (le linee guida per l'individuazione sono online).
Le zone di nostro interesse vi rientrano in virtù dei criteri suddetti. Altri siti sono stati individuati nel centro e nel nord italia.
Di base nessuno vuole ciò perchè il nucleare spaventa ma per fare a meno dei rifiuti dovremmo fare a meno di quanto ho citato a titolo esemplificativo in premessa.
A meno chè, come si faceva fino agli anni 90, non si stoccavano i rifiuti in vagoni merci piombati che, col tempo, erano soggetti a deterioramento e a fuoriuscita di radiazioni. A tal proposito vi sono le stazioni di Rotondella e limitrofi che contavano centinaia dei suddetti carri ferroviari che, per la dismissione chissà dove (pare dati agli USA se non ricordo male) sono transitati proprio da Gioia del Colle più e più volte.

La Redazione
In Italia ci sono ancora delle centrali nucleari dismesse (smantellate) i cui materiali urilizzati devono essere messi in sicurezza al 100%. Quindi non ci sono solo "rifiuti" radioattivi "leggeri" (cosa si voglia intendere con questo termine non è chiaro) come sopra indicato.
Certo, non dobbiamo essere "catastrofistici" ma nemmeno superficiali e fuorvianti nel dare informazioni su questi argomenti. https://www.ilsole24ore.com/art/nucleare-ecco-mappa-scorie-stoccate-italia-ABvNv6mB?refresh_ce=1
Saluti
 
 
#2 stat cit 2021-01-07 18:54
ma questi rifiuti da dove provengono ?
scusate l'ignoranza , ma non abbiamo centrali nucleari .
 
 
#1 Lippolis 2021-01-07 17:53
BERLUSCONI E LA MELONI STILARONO QUESTA LISTA, SECRETATA PER 10 ANNI E PIU'!
GIUSTO..........?
 

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