Domenica 22 Maggio 2022
   
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“NON LASCIAMOLI SOLI”, TUTELIAMO ANCHE GLI ANZIANI

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anziani-diritto-voto-800x450 Anche quest’anno è giunto il Santo Natale, una ricorrenza che tutti abbiamo trascorso all’insegna della sobrietà, circondati dagli affetti più ristretti. Possiamo dire che per contrastare l’invisibile Covid-19, anche la ricorrenza più importante dell’anno ha dovuto adeguarsi alle misure restrittive ed ha finito per essere riservata solo a pochi intimi.

Uno sguardo agli ultimi accadimenti politici ci conferma che non sono ammessi ritardi sul Recovery plan.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che definisce il modo in cui verranno spesi i 196 miliardi di fondi UE contiene 52 progetti. La bozza del capitolo sanità racchiude l’utilizzo di 9 miliardi, che potrebbero anche aumentare.

Un dato quello sulla Sanità che mi sta molto a cuore, lo ritengo il fulcro intorno al quale l’Italia si gioca il suo futuro. Infatti, nella bozza relativa agli interventi nel settore che il Pnrr ha preso in esame, affiora la volontà di migliorare l'assistenza sanitaria e della rete territoriale. Il progetto prevede la realizzazione di Case della comunità in grado di garantire la presa in carico globale della persona all'interno di queste strutture. Obiettivo: garantire l'equità di accesso e la qualità delle cure indipendentemente dal loro contesto geografico e sociale dei soggetti cronici, non autosufficienti e disabili sull'intero territorio nazionale.

Si vogliono poi istituire gli Ospedali di comunità, che svolgano una funzione intermedia tra il doanziani-coronavirus-2719669micilio e il ricovero ospedaliero per sgravare l'ospedale da prestazioni di bassa complessità. E’ anche presa in considerazione la riorganizzazione della governance delle Rsa, definizione e realizzazione di standard assistenziali organizzativi, strutturali e tecnologici.

Sulla carta le progettualità appaiono ricche di novità riformatrici dell’attuale situazione e degni della massima considerazione. Da una parte si è tracciato un ruolo differente del medico di famiglia oggi relegato a funzioni di ragioniere impegnato nell’esame dell’appropriatezza o meno della richiesta dell’assistito, in barba ai più elementari principi di prevenzione. Tanto che, chi può, esegue esami a pagamento per evitare conflitti o accese discussioni.

Dall’altra ci sono all’orizzonte iniziative tese a tutelare gli anziani, a prendersi cura di loro per non lasciarli soli. Un’esigenza che tiene conto dell’incontrovertibile dato che posiziona l’Italia al secondo posto nel mondo per numero di soggetti in età avanzata, una schiera di quasi 14milioni di over 65.

I drammatici dati sui decessi causati dal Covid-19 hanno posto in evidenza come un’alta percentuale riguarda persone oltre i 70 anni. E questo ha spinto Uneba, Fondazione Italia per il dono onlus, l’Associazione Italia Longeva e Nipoti di Babbo Natale ha lanciare la campagna “Non lasciamoli soli”, una iniziativa volta a sensibilizzare i cittadini su un tema tanto importante.

Come sovente sottolineato, si deve dare atto alla pandemia di aver offerto agli italiani il ritratto di un’Italia colpita nel suo punto più debole: gli anziani fragili, e le debolezze del suo sistema sanitario e assistenziale a farsene carico in modo adeguato. Grazie al Covid-19 si è scoperto che sono appunto 14milioni di over-65 (di cui 5 milioni e mezzo affetti da almeno tre malattie croniche e 4 milioni con disabilità gravi), dati che costituiscono la vera sfida per il Paese. Un quadro complessivo che richiede un improcrastinabile cambio di passo. In questi mesi abbiamo ascoltato tanti bei propositcq5dam-thumbnail-cropped-500-281i le cui aspettative sono state puntualmente disattese. E’ il caso della medicina territoriale di cui si parla già da tempo, bene ci troviamo oggi a un punto di non ritorno. E’ giunto il momento di dotare l’assistenza primaria di strumenti concreti e di una forte ed efficace capacità organizzativa, e le risorse in arrivo dall’Europa rappresentano una grande occasione da non perdere.

A UCCIDERE NON SONO SOLO LE MALATTIE, ANCHE LA SOLITUDINE MIETE VITTIME

Uno dei fattori che più inquieta e assale la vita di chi deve affrontare la terza o la quarta età è senza ombra di dubbio la solitudine. Una condizione acuita dalla minore autosufficienza che secondo la letteratura sanitaria oggi dovrebbe essere considerata come una malattia e per questo contrastata attraverso un sistema socio-sanitario che sia conciliabile con le esigenze degli anziani.

Dal sito web del quotidiano “La Stampa” si è appreso che a 94 anni chiama i carabinieri per un brindisi di Natale: “Sono solo, mi venite a trovare?”. L’anziano, che vive nel Bolognese, ha telefonato ai militari per avere un po’ di compagnia. Una testimonianza eloquente di cosa significhi la solitudine.

Per tale motivo le RSA dovrebbero essere sottoposte a una radicale trasformazione per fare in modo che gli ospiti possano essere protetti nella loro fragilità e al tempo stesso sentirsi meno isolati e, di conseguenza, restare fisicamente e cognitivamente attivi. Una ristrutturazione organizzativa di cui oggi in modo particolare le Case di riposo avvertono la necessità. La pandemia le ha messe a dura prova e ne ha evidenziato i limiti. unnamed

E’ opinione assai diffusa che talvolta non si muore per la malattia. Si muore per l’abbandono e la solitudine. Gli occhi spenti e pieni di tristezza, possono essere rivitalizzati da una carezza anche se virtuale o da una voce che rincuora. Basta poco per migliorare questa condizione.

E così capita di imbattersi in progetti che aiutano a intensificare i rapporti con i parenti. E’ il caso di una Rsa in provincia di Lecco (mai una del Mezzogiorno), che chiede fondi per il potenziamento della rete wifi della struttura e l’acquisto di maxi tablet per far si che tutti possano vedersi, almeno nei modi consentiti dall’attuale situazione. Un Centro anziani vicino Venezia, avrebbe in animo la realizzazione di installazioni per permettere ai suoi ospiti e ai loro familiari di scambiarsi una carezza. Altre strutture  hanno lanciato una raccolta fondi per l’acquisto di smart tv, tablet e rete wifi, per poter aprire una finestra in più sul mondo esterno per poter essere sempre connessi con i propri cari.

Si tratta di lodevoli iniziative che però dovrebbero essere sostenute non solo dalla generosità della cittadinanza attiva ma anche dalle Istituzioni dove l’ascensore sociale è fermo e necessità di una revisione radicale motivo per cui i fondi del Recovery Fund devono essere spesi con lungimiranza.

 

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