Sabato 21 Maggio 2022
   
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Violenza sulle donne. “Scrivere il silenzio…Volti che parlano…”

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Giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne-285x200 Nel manifesto per La Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, alcune studentesse dell’I.I.S.S. “Galilei-Canudo-Marone” hanno concentrato la loro attenzione sull’espressione che il volto comunica, a partire dallo sguardo.

Quanto è difficile interpretare un silenzio? Quante riflessioni veicola un viso…quanti segni conserva…quanto indelebili essi risultano…

Di seguito le loro parole per interpretare dei silenzi, i loro sguardi per raccontare storie…

“Caro spettatore,

sono io a scriverti.
Io sono numerosa.
Sono una donna che può dipingere liberamente la sua realtà.
Sono una donna dal volto dilaniato.
Scrivo perché non posso parlare.
Siamo stati plagiati alla forma del silenzio.
Ma noi, oggi, vogliamo romperlo.
Vogliamo permettere al dolore sotto le vostre unghie di uscire allo scoperto.
Di parlare con quel poco fiato sopravvissuto alle urla.
Rompere il silenzio con violenza, ma senza essere chi procura graffi.
Non si tratta di cambiare, è svelare: togliere veli e coperture, mostrando la verità.
Lasciando che le parole scorrano oltre i punti in sono ingabbiate da qualcun'altro.
Un punto, l'ultimo.
A voi la parola”. 

CLAUDIA SURICO

“Se ci focalizziamo sull’espressione del volto di una donna possiamo percepire millviolenza donnee emozioni, sogni, segreti e sofferenze. Le donne che hanno subito aggressioni, molestie le riconosci da subito, le riconosci perché li è stato strappato il sorriso per così tanto tempo, che ora lo custodiscono e non se lo fanno portare via facilmente; le riconosci perché i loro occhi sono spenti, fragili e timorosi. Le riconosci perché hanno una grande cicatrice sul cuore che non le abbandonerà mai, rimarrà lì per il resto della loro vita.  

Le donne che hanno subito violenze le riconosci perché sono donne forti e dietro ad una donna forte c’è una vita che non le ha lasciato scelta, un passato difficile ma il segreto di quelle donne non è avere la forza di andare avanti ma andare avanti anche quando non hanno più le forze, si difendono con il sorriso. 

In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa dal marito o dall’ex fidanzato, perché? Spesso le donne non si allontanano subito dagli uomini che fanno loro del male. ‘’E’ stata solo una spinta, è stato solo uno schiaffo, non lo aveva mai fatto prima, non è mai stato cattivo, l’ho fatto arrabbiare più del dovuto, si è pentito.’’ Cosa imprigiona la personalità di una donna, tanto da non farle nemmeno lanciare un urlo d’aiuto? Perché la maggior parte delle donne sceglie di subire e rimanere in silenzio? Non so dare una vera risposta a questo grande dilemma ma una cosa la so:’’ L’amore non alza le mani ma ti prende per mano’’, possiamo definirlo uno slogan, una frase che racchiude numerosissimi significati e su cui è bene rifletterci. L’amore è valere qualcosa, avere qualcuno accanto che crede in noi, che dà voce alle nostre passioni, ma anche alle nostre paure senza approfittarsi delle debolezze manipolandole. L’amore non è possesso ma complicità, non è farsi del male, né fisico né psicologico, non è uno schiaffo neanche dato per gelosia. L’amore cura il male, ma non lo fa. 

Le donne che hanno subito violenze, che hanno segni sul proprio volto, sul proprio corpo, non devono nasconderli, non devono coprirli ma mostrarli, urlare al mondo intero ciò che hanno vissuto. La vita è ingiusta, nessuno può abusare di un’altra persona, nessuno ha il diritto di toccarti senza il tuo consenso. Noi donne, oltre alle violenze fisiche, ogni giorno combattiamo una grande battaglia, non ci sentiamo maviolenza-donnei al sicuro, non siamo ancora libere di camminare per le strade in sicurezza nel 2020 senza che qualcuno faccia commenti inappropriati, fischi e spionaggio. 

E’ essenziale farsi forza, non subire passivamente queste violenze perché, solo reagendo possiamo cambiare questo aspetto fosco della società, in cui la donna non deve essere considerata meno importante dall’uomo o manipolabile dai suoi desideri. Una cruda considerazione è che fin da piccole ci hanno insegnato a saperci difendere dalle violenze, al posto di insegnare agli uomini di non commetterle”. [FRANCESCA DE NOVELLIS]

“Capita spesso di imbattersi in uomini che dopo aver violato una donna si giustificano affermando che loro erano consenzienti, "che significa consenziente?" Si sa, una persona consenziente è anche consapevole delle responsabilità che sta assumendo. 

La domanda sorge spontanea "perché questa persona "consenziente" denuncia un attentato alla sua persona?". Si tratta di fraintendimenti finalizzati a compiere azioni malsane. Non puoi interpretare uno sguardo. Un movimento con la testa non necessariamente è un SI’ e guardarti anche per un solo secondo non significa che puoi toccarmi. Non puoi fare niente senza la certezza di un consenso, senza che IO donna ti dica "si". [DELIA MICCOLIS]

“Il volto di una donna, ciò che di più bello e puro io conosca, un tutto armonico nel quale gli elementi che lo compongono sono in grado di trasmettere emozioni e creare le più disparate espressioni. Il volto ha un potere inspiegabile, porta con sé e conserva tutto ciò che vive; esperienze, ferite, gioie, sconfitte e vittorie per sempre segnate in quello sottile strato di pelle, che ne diviene il custode; per ricordare sempre a sé stesso e tutti coloro che avranno il privilegio di poterlo guardare quanta fatica, quanta forza ed energia ci sia in una donna.

Interessante è come la scrittrice Alda Merini sia in grado di sintetizzare un enorme concetto come questo, attraverso l’uso di semplici parole: “Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri”. Ognuna di noi ogni giorno si sveglia con un volto nuovo, speranzoso, non ancora sporcato dalle cattive parole, dalle occhiate, i fischi, i gesti meschini a cui ogni giorno è sottoposta. E quel viso così bello nella sua unicità desidera solo di non doversi coprire con l’ennesima maschera, non vuole nascondersi, ma mostrarsi, trasmettere felicità, voglia di viere, tristezza, rabbia e qualsiasi emozione esso giornata mondiale della violenza sulle donne 2012provi senza doversi, invece, rifugiare per non essere ferito.

Poi arriva la sera, la donna si guarda allo specchio, decide di togliere quel trucco leggero che aveva accuratamente fatto la mattina prima e per il quale era stata giudicata volgare; toglie il rossetto perché “cosa pensi di poter fare con tutto quel rossetto rosso lì, sedurre e conquistare i nostri clienti?” le aveva sussurrato un collega, scioglie i capelli che aveva raccolto in un particolare chignon che le dava un’aria così dolce, ma che le era costato un numero fin troppo alto di battutine da parte di uomini incontrati nella metro durante il ritorno a casa, e infine toglie quel paio splendido di orecchini, che la sua migliore amica le aveva regalato al compleanno, creavano una cornice perfetta per quel quadro unico che era il suo viso, ma che avevano evidentemente attirato fin troppo l’attenzione del suo capo che quella mattina le si era avvicinato in un atteggiamento per nulla formale.

Si accorge, così, che “quel bellissimo faccino”, come aveva sentito dire da un uomo in lontananza, adesso le sembra così brutto, deformato, tumefatto, come se ogni parola equivalesse ad un pugno in faccia e un graffio sotto la palpebra, un taglio profondo sulle labbra e un livido sullo zigomo.

Quel volto adesso ha assunto un’immagine così diversa da quella che dava la mattina stessa, era così triste, così modificato tanto da essere irriconoscibile, ed è proprio qui che la grande potenza del volto di ogni donna si vede, nel momento in cui tutte queste ferite vengono assorbite, conservate per sempre tra l’occhio e il sopracciglio, divengono ricordo di un’ ennesima giornata, di un nuovo e sconosciuto uomo che inconsapevolmente ha sfregiato il più bel viso, obbligandolo ad indossare una maschera per poter nascondere al resto del mondo quel dolore che mai andrà via.

L’augurio che vorrei rivolgere al volto di ognuna di voi è quello di avere la forza di non tacere mai, di mostrare quel dolore che tantissime di noi ogni giorno provano, di imparare a supportarci perché insieme possiamo farcela meglio di come ogni giorno facciamo, possiamo alleggerire quei momenti in cui pensiamo di non poter sopportare solo un’altra di quelle parole, e cambiare ciò che non ci sta bene; perché la storia ce lo ha insegnato, noi valiamo e siamo abbastanza forti da non permettere a nessuno di deformare quel volto unico che è la cosa più bella che chiunque abbia mai visto”. [NADIA VENERE]

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