Sabato 21 Maggio 2022
   
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Don Marino nei ricordi di Elio Gisotti e dei suoi giovani

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IMG-20201019-143846“La morte di don Marino, in tanti per l'ultimo saluto. Lo strazio dei parenti e di tutta la comunità: "Perché?"

Profondo cordoglio da parte del vescovo Francesco Cacucci e di tutti i sacerdoti della diocesi, tutti presenti. Il Signore ha chiamato a sé don Marino, per la nostra comunità é come se fosse morto un genitore, un figlio, anzi un fratello più giovane che era un’anima bella e limpida, generosa e tenera. 

Tu mi hai chiesto di pregare ed io ero convintissimo che c'è l'avresti fatta dovevamo dirci ancora tante cose, mi chiedevi informazioni e ti fidavi, come io mi fidavo di te ... niente, sei partito, hai deciso tu come al solito, l'ultima parola doveva essere la tua! Che male ci hai fatto! Ancora di più in questi giorni così cattivi, dove non ci si può nemmeno avvicinare! Ciao don Marino, restami amico e da lassù proteggi questa Chiesa che tanto amavi e per la quale hai donato la tua vita.

Ci davamo del tu perché ai sacerdoti moderni piace dare e ricevere del tu, ed eri evidentemente un prete moderno, o almeno così volevi essere considerato, non ci siamo mai confidati del tutto, tu avevi tanto da dirmi ed io tanto da dirti, Elio c'è tanto tempo, mi dicevi, quel tempo è volato via, in cielo con te, e un po’ adesso mi dispiace perché quando una persona se ne va troppo presto avverto in quel momento di aver perso un’occasione.

46463795951-9f114d978f-bAvverto una storia che m’è sfuggita, un’esistenza che poteva essermi preziosa, un punto di vista differente sul quale avrei potuto riflettere, ed invece adesso non potrò più. Sei arrivato a fare il parroco a Gioia del colle, nel momento in cui il mio rapporto con la chiesa e con il sacro era, dai minimi storici, cominciato a ricrescere, ma sei anche arrivato a GIOIA con coraggio e convinzione proprio nel momento in cui il rapporto tra la comunità e la parrocchia stava nascendo nuovamente, e questo certo non si può negare. 

Mentre qualcuno continuava strumentalmente a soffiare sul fuoco della propaganda, mentre la Curia era nel mirino di gran parte dei residenti (e qualche errore di comunicazione fu, a mio modesto parere, commesso), mentre i media costruivano una campagna scellerata e profondamente ingiusta, mentre i social network implodevano d’insulti e le strade esplodevano d’improperi e polemiche, ricordo la tua prima omelia nella quale dicesti: ‘Dobbiamo portare una parola di pace. Camminiamo insieme verso la pace’.

Avevi un carattere mite ma eri rigoroso su certi aspetti, avevi un’ironia tagliente, una vasta cultura biblica e liturgica; sei stato un prete, troppo poco tempo ti è stato concesso per diventare il prete, abbastanza te n’è stato concesso per esser riconosciuto come uomo di pace e d'accoglienza e di grande intelligenza. Non è facile vestire un abito sacro, non è facile di questi tempi, e lo sarà sempre meno, forse l’atteggiamento giusto lo hai lasciato proprio tu, prendere la vita con serietà ma anche con semplicità, che la vita è seria ma anche tanto semplice, a non volersela complicare e a farsi bastare quello che si ha. Tutto è finito, prima ancora di cominciare, ma come è stato possibile, come è potuto succedere?”

Elio Gisotti

Lettera aFB-IMG-1603104397564 Don Marino ... dai suoi giovani e giovanissimi 

“La misura dell’amore è amare senza misura.”

Diceva Sant’Agostino. Ebbene, colui che, dopo mille sofferenze, aveva capito che amare è donare la vita, e donarla ai propri amici. Amare è rispecchiarsi nell’altro, essere specchio dell’amore di Dio. 

Questo è ciò che tu, caro Don Marino, sei stato per noi. Sei stato la nostra guida e ci hai presi con te lungo il cammino della Fede in Gesù Cristo.

Con la tua umiltà e la tua gentilezza sei entrato nel cuore di tutti noi e ci hai insegnato cosa vuol dire accettarsi per quello si è, ed accettare gli altri. 

Non dimenticheremo mai i Campi Scuola e gli incontri di catechismo insieme, ricchi di saggezza, gli abbracci, i tuoi auguri speciali di Natale e di Pasqua, intensi e colmi d’amore. 

Non dimenticheremo le tue pernacchie ogni volta che entravamo in sagrestia, con le quali ci hai sempre strappato un sorriso. 

Grazie per tutto quello che hai fatto per noi e per la parrocchia Immacolata, te ne saremo sempre grati.

Grazie per esserti preso cura di noi e di averci dimostrato che il signore ci ha fatti come un prodigio e che ognuno di noi è speciale e che siamo tutti creature di Dio e che lui ci ama.

Ci mancherai tantissimo, ma siamo sicuri che ovunque tu sia, ci stai guardando e sei fiero di noi. Adesso avremo un angelo custode in più che ci guarda da lassù e che ci proteggerà per sempre. Sarai la stella che illuminerà il nostro cammino, che saremo pronti a seguire e sappiamo che ci condurrà in Paradiso, dove sei tu. Sarai sempre nei nostri cuori.

Ti vogliamo bene, don”.

 I tuoi giovani e giovanissimi

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