“Akundan. Il treno dell'orizzonte” silloge di Francesco Bia

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116796250-126198922507213-5083606939444460614-o Si terrà oggi in piazza Rossini (in caso di maltempo nel chiostro comunale) alle 19 la presentazione di "Akundan. Il treno dell'orizzonte", una raccolta di poesie pubblicate dalla casa editrice Pluriversum scritta da Francesco Bia, docente di lettere a Castelfranco Veneto, giornalista e poeta.

L’incontro inserito nella rassegna culturale “Storie di Piazza” organizzata dall’assessorato alla Cultura di Gioia in collaborazione con la comunità Fratello Sole, che curerà la lettura di alcune sillogi, sarà introdotto dall’assessore Lucio Romano. Dialogherà con l’autore la scrittrice Antonella Caprio.

L’opera si suddivide in quattro capitoli tematici che toccano argomenti di grande attualità: omofobia, femminicidio, morti bianche, con componimenti che percorrono un ventennio per giungere all’essenzialità della parola, in versi privi di punteggiatura. Francesco Bia, classe 1986, lega questa raccolta poetica al ricordo di quel treno che durante l’infanzia nascondeva l’orizzonte, allegoria di un futuro colmo di speranze ed incontri, ed all’esperienza missionaria in Africa, acme di un percorso di fede maturato nel corso di esperienze di catechesi e degli insegnamenti di suo zio, padre Antonio Turra, missionario del Pime, prematuramente scomparso nel 2015, ha lasciato un vuoto enorme nel cuore e nella vita del poeta, che tanto gli era legato.

Lusinghiere le parole con cui l’editore Antonio Di Bartolomeo ha presentato l’opera: “Abbiamo finalmente il piacere di presentare Akundan, che in dialetto africano della Costa d’Avorio significa “poesia”, fiore all’occhiello della collana Nautilus: una silloge di assoluto pregio, con testi che sembrano canti d’Francesco-Biaamore rivolti alle stelle… Una silloge che travalica gli orizzonti del cuore e si offre in tutta la sua brillantezza poetica. Non abbiamo trovato solo un buon autore, ma un caro amico. Grazie, Francesco Bia!”

Francesco con commozione a sua volta ha confessato il travaglio affrontato nel dare alla luce l’opera nella quale sono racchiuse due poesie dedicate alla sua città - "Gioia del Colle è il suo nome" e " Protezione" -, le tante delusioni ed infine l’incontro casuale in piena pandemia con Pluriversum.

“Dopo la pubblicazione numero “0”, di sperimentazione, nel 2014, con le prime poesie in un’antologia poetica con più autori e la partecipazione a diversi concorsi letterari, ho sentito l’esigenza di raccogliere tutte le mie poesie in un’unica raccolta, affidandole alla professionalità e alla sensibilità di un grande editore. In questi anni, ricchi di progetti culturali, ho cercato continuamente qualcuno che si prendesse cura delle mie poesie come dei figli. Ho conosciuto tanti edwww-mondadoristore-ititori: molti mi illudevano sotto il ricatto d’ingenti somme di denaro, altri con l’obbligo dell’acquisto di un numero di copie. Pochissimi rispettavano la scelta etica di non chiedere il contributo all’autore: con alcuni c’è stato un bel dialogo, ma qualcosa non ha funzionato e ci siamo persi di vista, altri consideravano il mio stile non sempre maturo o alle volte, mi chiedevano di violentarle, proponendomi una revisione totale o addirittura la cancellazione di quelle che non avrebbero rispettato il piano editoriale.

Ci sono stati dei momenti in cui mi sono sentito frustrato o non all’altezza, non considerando la soggettività del loro mestiere. Durante una delle tantissime notti insonni della quarantena, mi sono imbattuto per caso, puramente per caso, sulla “Pluriversum”: una giovane ma ben consolidata casa editrice ferrarese, con un piano editoriale preciso, un sito che pulsa di magia e una cura particolare per la collana poetica. Una casa editrice che punta sulla poesia di qualità e crede nella poesia, nonostante sia un genere non sempre letto. In un periodo particolarmente difficile, come quello che abbiamo vissuto, i cui strascichi sono ancora visibili, abbiamo bisogno di dissetarci dalla sorgente della bellezza che solo la poesia può offrirci. È ora di risvegliarci dal torpore per tornare a respirare l’aria della vita. È stato un colpo di fulmine. Ho inviato la mia raccolta senza grandi aspettative. Il responso positivo, il dialogo costruttivo con l’editore e mio personale tutor, Antonio Di Bartolomeo, che mi ha accompagnato nella fase dell’editing, rispettando le mie scelte senza rovinare l’essenza delle mie poesie, e non per ultima la conversazione con la grafica, una vera artista, Marina Vicario, che ha realizzato una copertina spettacolare, sintesi perfetta della mia raccolta; mi hanno semplicemente confermato di aver fatto la scelta giusta. Per questo e per tanto altro, che probabilmente avrò dimenticato, grazie Pluriversum!”