DON ALFONSO GIORGIO, SOLDATO DI DIO, TORNA IN PUGLIA

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don_alfonsoGioia ha dato i natali a molti sacerdoti, alcuni dei quali hanno lasciato gloriosa traccia di sé nella storia e nel tempo. Uno dei religiosi che Gioia si fregia di avere tra i suoi “figli” è Don Alfonso Giorgio, da pochi giorni rientrato in Puglia dalla Terra Santa, ed assegnato alla guida della Parrocchia di Sant’Antonio a Carbonara.

La sua è una vocazione giovanile, temprata da scelte dissonanti che l’han resa matura. Dopo gli studi liceali ed un approccio con l’Università nella facoltà di Scienze Naturali, Alfonso trascorre ben quattro anni nell’esercito, da cui si congeda con il grado di tenente.

Nel 1988, a 21 anni, frequenta il Seminario Regionale Pontificio. Nel 1992 si reca in Rwanda, una delle sue prime mete missionarie “estive” per porsi al servizio dei confratelli, pur se “in vacanza”. Quindi nel 1994, all’età di 27 anni, si arruola tra i soldati di Dio e viene ordinato sacerdote. Nello stesso anno è designato vicario della Parrocchia Immacolata di Lourdes di Gioia, per poi affiancare don Antonio Parisi in un’altra parrocchia, la Madonna di Lourdes, a Parchitello.

giovani_parrocchianiIl quartiere nel 1996 è poco più di un cantiere “di frontiera”, sorto tra una zona residenziale di 4.000 abitanti ed un’altra riservata agli “sfrattati di Bari”.

Ho accettato con Fede questa nuova missione – dichiara don Alfonso - sono tra i parrocchiani per un atto di Fede. Sento già di amare la comunità di Carbonara! Don Mario Sarno, parroco e mio predecessore, è un sacerdote buono e molto preparato. In passato ha contribuito alla formazione di molti catechisti. Sono contento di poter proseguire sul cammino tracciato dalla sua opera di evangelizzazione, soprattutto nella consapevolezza di dover far fronte a diversi impegni. Ogni settimana dovrò recarmi a Roma per l'insegnamento della Teologia fondamentale presso la don_alfonso_con_predecessorePontificia Università Urbaniana, e a Bari per l'insegnamento della Pedagogia. Spero di fare tutto bene nel nome del Signore, che mi consente di offrire umilmente la mia competenza teologica e pedagogica agli studenti e alla comunità ecclesiale affidatami dall'arcivescovo.

Don Alfonso ricorda con emozione il decennio trascorso nella parrocchia di Parchitello.

“E’ stata un’esperienza bellissima! Ho amato con tutto il cuore quella comunità che in un certo senso ho formato, partendo dalle “pietre vive" per poi passare alle strutture di pietra e di mattoni. Ho accolto tutti, indistintamente, in modo particolare i ragazzi e i messa_don_alfonsogiovani per i quali ho fatto realizzare un centro ricreativo e un campo da calcetto. La comunità è cresciuta molto sul piano spirituale e pastorale. La mia più grande soddisfazione è vederla legarsi a Cristo e non a me. Inoltre è una parrocchia singolare sia per conformazione geografica che per ambiente sociale. La mensa di fraternità per i poveri e per tutti, le catechesi nei centri e nei quartieri, il contatto con le famiglie, hanno finito col dar vita ad un clima premuroso, di chiesa originale. Ci sentivamo come prossimi cristiani affettuosi gli uni con gli altri, pronti ad aiutarsi nelle avversità. Ringrazio il Signore per tutto, anche per gli innumerevoli sacrifici che ho dovuto affrontare, anche sul piano personale, a Poggio Allegro, sede per gli sfrattati di Bari, dove ho scelto di abitare per stare con i più deboli ed emarginati”.

con_il_papaAll’esperienza di Parchitello è seguito un prestigioso incarico nella capitale.

L'esperienza di Roma è stata straordinaria, anche lì ho incontrato una bella comunità, ho studiato Teologia per il conseguimento del dottorato e conseguito la laurea in Psicologia. Ho vissuto una pausa culturale che mi ha fatto crescere ancora. Mi mancava comunque la mia diocesi, il mio Sud caloroso e accogliente. Non conosco la realtà sociale ed ecclesiale di Carbonara... Certamente dedicherò il primo anno a conoscere la comunità, cercherò di capire il contesto umano e sociale, le varie situazioni. Incontrerò e ascolterò tutti con rispetto e fiducia. Pian piano mi preoccuperò soprattutto dei più fragili: bambini, giovani, adolescenti e poveri. Vorrei anche attivare una mensa per i poveri che chiamerò "Mensa di fraternità" aperta a tutti, come la comunità degli Atti degli Apostoli. Non ho programmi particolari, solo piccole cose… Il programma per eccellenza è Gesù Cristo! Voglio testimoniarLo, in Gesù è la vita, la vera gioia!”.

libro-don-alfonsoDi don Alfonso si apprezzano tanti doni: tra di essi la “scrittura”. Infatti, ha redatto e pubblicato nel 2004 “Parroco di tutti – La parrocchia scuola e casa di comunione” (Ecumenica editrice), una testimonianza di fede “energetica” che nasce sotto forma di diario di bordo, per poi raccogliere un florilegio corale di omelie, lettere, conversazioni di fede, punteggiato da intime riflessioni che esaltano e confermano l’infinito amore per Cristo ed il desiderio di condividerne “il contagio” con il mondo intero.

Di ritorno dal Brasile, nel ’99, da un viaggio missionario della durata di un mese, afferma con convinzione di aver visto il volto di Dio tra i poveri e gli io_amo_gesuemarginati.

Penso che oggi la carità debba prendere il nome di solidarietà e di giustizia. Se Cristo è la ricchezza dei poveri, perché non può essere la povertà evangelica dei ricchi?

Queste, infine, le parole “profetiche” con cui Don Alfonso saluta la comunità parrocchiale dell’Immacolata di Lourdes nel ’96, quanto mai attuali e condivisibili: “Il progetto di Dio non è mai chiaro agli occhi degli uomini. E’ come un pregevole arazzo: da un lato è un groviglio di fili, dall’altro uno splendido arazzo”.