Sabato 06 Giugno 2020
   
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ECLISSI DI LUNA - FILO DIRETTO CON GLI IMPRENDITORI

eclissi di luna

eclissi di luna“Ognuno di noi è una goccia nel mare della vita. Ognuno di noi può cambiare il corso della storia e costruire qualcosa di meraviglioso, una proposta unica di valore che ci distingua dalla massa. Noi siamo l’essenza originaria del sogno, il frutto palpabile di ciò che con le idee e con la costanza abbiamo prima Marilena Frigiolacoltivato, poi raccolto. In famiglia, al lavoro, mentre pensiamo, in qualche modo agitiamo le fondamenta dell’esistenza stessa, creando scenografie identitarie degne di noi: un’azienda, una famiglia sana e collaboratrice, un brand che catalizzi l’attenzione e non si perda nel grande mercato delle “simili opportunità.

Cosa possiamo fare che già non ci sia stato chiesto? Aspettare dietro le quinte della nostra zona di comfort, oppure guardare il Mondo da un’altra prospettiva e cambiare il nostro vecchio paradigma? C'è chi, dopo il lockdown causato dalla pandemia del Covid19, ha girato per sempre la chiave e chi, invece, ha reagito rimettendosi in gioco.

Domenica, 3 maggio, sulla Pagina FB “Eclissi di Luna - Alexandra Borgia Opere” con il tema “Focus In, restare al centro per ricominciare”, la scrittrice e libraia Marilena Frigiola ha invitato alla sua web diretta alcuni imprenditori locali per discutere del Restart, alla vigilia del 4 maggio, data in cui il Decreto governativo permetterà a molti italiani di ritornare ai propri posti di lavoro.

Siamo nel mezzo di un cambiamento epocale e la coscienza ci esorta a decidere. Meglio aspettare che si calmino le acque? Tutti, imprenditori, insegnanti, attori, dipendenti, dopo la chiusura di molte aziende, abbiamo attraversato una settimana di congelamento interiore. Non sapevamo cosa fare, cosa aspettarci per l’indomani, come muoverci. Mezza Italia era imbavagliata, preda di un’emergenza sanitaria ed economica che, in pochissimo tempo, l’aveva investita da nord a sud, troncando i sogni impavidi e i progetti in corso del popolo.

IL PANZEROTTO GIGARosa&Wanda-RistogreenNTE DI ROSA PISTOIA E WANDA PUCCI

Rosa Pistoia e Wanda Pucci del ristorante green “Rosa&Wanda” non sono rimaste a guardare. Legate da una profonda amicizia e da una forte collaborazione imprenditoriale, si sono rimboccate le maniche ed hanno continuato a lavorare, ingegnandosi in ogni maniera pur di restare in contatto con la loro clientela e offrire, a coloro che amano mangiare sano, la possibilità di continuare a degustare le loro prelibatezze. Ebbene sapere che Laterza vive proprio di un turismo gastronomico legato alla “carne al fornello”, ma Rosa e Wanda si sono distinte immediatamente sul mercato optando per una scelta di nicchia.

Il loro motto? Niente cose scontate. La loro regola? Mangiare sano.

Tante sono state le iniziali difficoltà e queste mamme grintose non si sono arrese. Le hanno affrontate, una dopo l’altra, con coraggio e perseveranza, integrando la pizzeria alla ristorazione, senza abbandonare la linea vegetariana.

Grazie all’idea di un avventore, nascerà il loro prodotto di punta: Il Panzerotto Gigante, ben tre panzerotti in uno.

-Ti racconto una piccola chicca - dice Wanda. - Abbiamo lanciato un contest, chiedendo a tutte le persone che ci seguono sulla pagina face book “Rosa&Wanda Ristorante Pizzeria Green” di fotografarsi con il panzerotto gigante e, considerando che eravamo sul punto di inaugurare dei panzerotti giganti gourmet, con una ricetta ben studiata e totalmente diversa dal solito condimento, abbiamo chiesto di suggerirci alcuni nomi. Una volta scelti, fra le tantissime proposte in gara, sono stati inseriti nel menù il Marchese, il Grand Canyon, Il The King... il quarto nome lo riveleremo più in là. - L’emozione invade gioiosamente gli sguardi delle due ristoratrici. - Sappi, Marilena, che non chiudiamo mai la sera prima di porci la domanda: “Cosa facciamo di nuovo per domani?” - prosegue Wanda - Con molta tristezza, quando abbiamo dovuto chiudere, abbiamo pensato che non stavamo svolgendo il nostro lavoro, bensì fornendo un servizio. Il contatto umano è per noi un fondamento imprescindibile…

AGATA MAgata e Angelo MateraATERA - MOBILI E ARREDI

Seconda ospite della diretta: Agata Matera, arredatrice della Matera Arredamenti, fondata nel 1976, da Giovanni Matera, imprenditore sul campo, grande anticipatore dei tempi, formatore e impegnato nel sociale da ben 40 anni. La sua passione e determinazione hanno fatto di una semplice “falegnameria” un negozio di mobili con ampio spazio espositivo, passando dalla Progettazione al Montaggio che permette alla clientela di arredare casa con eleganza, praticità e design di stile. Oggi, l’azienda è passata di diritto ai figli di Giovanni, Angelo e Agata, i quali, con identica passione, unita ad un team di collaboratori vincenti, portano avanti una storia che, definire grande, non renderebbe giustizia.

-Il 1° gennaio 2020, nostro padre ci ha lasciato il timone della barca e dopo due mesi io e mio fratello ci siamo trovati a fronteggiare le prime difficoltà importanti. - racconta Agata, emozionata. - La prima settimana ci ha visti spaesati e confusi, pensavamo di vivere in un incubo e che a breve ci saremmo svegliati, ma così non è stato. Qualcosa andava fatto in modo da continuare a dare ossigeno alla nostra azienda. Ci siamo isolati mentalmente dalla tv, dai media, da tutto ciò che rischiava di minare la nostra positività, la nostra lucidità. Ecco perché il lockdown, per noi, si è subito trasformato in RESTART. Ho girato un video "Io resto a casa" mettendoci la faccia ed offrendo un servizio di consulenza e di arredamento per restare in contatto con la nostra clientela. – continua l’arredatrice, con crescente entusiasmo - Poi abbiamo contattato una società di marketing con la quale si è dato il via ad una campagna pubblicitaria mirata allo Smart Working , quindi un servizio di progettazione vera e propria, legato ad una promozione tutt'ora in corso. Tale investimento ci sta permettendo di farci conoscere e di prendere tanti contatti con i futuri clienti, anticipando un lavoro che poi concretizzeremo all'apertura.

ANNA CARBOTTI - ATAnna CarbottiTRICE AI TEMPI DEL COVID

Terza ospite della puntata, Anna Carbotti, attrice e cantante molto conosciuta ed apprezzata sia in patria laertina che fuori. Di una bellezza atavica e di un’energia che spinge alla motivazione ed alla positività chiunque incontri sul suo cammino, Anna è co-founder nel 2016 del “TeatroLab-Restiamo Umani”, un’Associazione culturale con sede a Laterza, assieme a Tiziana Mele, laureata e specializzata in Discipline dello spettacolo e in Marketing e Management della Cultura. Il loro quadro vitale si riassume, quindi, in un laboratorio in divenire, che permette agli studenti di crescere e di imparare ovunque e comunque, e nell’umanità che deriva da questa meravigliosa disciplina. Purtroppo, a causa delle restrizioni assunte dal Governo, il settore del teatro è stato uno dei più danneggiati e quello meno discusso durante le reunion amministrative dei poteri forti. 

Spiega Anna: - La cosa che ci dispiace maggiormente è che, dopo i primi tre anni di semina, questo era l'anno in cui iniziavamo a raccogliere i nostri frutti. Noi siamo stati tra i primi settori a chiudere, quindi dal 5 marzo ci siamo trovati improvvisamente al buio, impossibilitati a fare ciò che, sostanzialmente, ci dà da vivere. Stiamo cercando di capire come fare ma è difficile concretizzare delle risposte finché non verrà emanato un ulteriore decreto con misure più libere e che permetta ai “lavoratori” di stare almeno all’aperto. Al momento la nostra categoria è un po' allo sbando. A due mesi dal lockdown, non ci sono soluzioni a riguardo. Quindi il tarlo che ruota attorno al lavoratore dello spettacolo, quindi allo spettacolo dal vivo, è enorme. Pensa, la nostra attività principale in questi ultimi anni è stata quella di fare laboratorio di formazione. Ci sono tantissime classi. - sottolinea con orgoglio, la Carbotti - Abbiamo costruito questa realtà meravigliosa, con un centinaio di persone in visita alla settimana, per cui siamo passati dallo stare in mezzo alla gente a non vedere improvvisamente più nessuno. Per questo, dopo una prima settimana di assoluto sconforto, ho voluto continuare a lavorare con i bambini, con gli adulti, con il gruppo musicale, studiando a distanza. Era importante continuare a mantenere un legame. Insieme, ma uniti, stiamo cercando di capire e di far capire agli altri cosa voglia dire fare teatro pur non avendo un pubblico né un palcoscenico. Tutto questo, unito al nostro amore per l’arte, ci spinge ad approfondire svariati argomenti, a leggere, a scoprire, nutrire la mente, anche se in maniera diversa. Non è tempo perso, ma investito. Anche se la normalità per noi è ancora in data da definirsi, si parla del 2021, non ci perdiamo d’animo. Anzi, quando tutto questo sarà passato, l’emozione che ci coglierà nel ritrovare il nostro mondo così come l’avevamo lasciato, ci farà scoprire la bellezza autentica della vita, della luce, dello stare insieme.

MARIA PAPMaria PapapietroAPIETRO – FIABE SUL REGNO DEL COVID

Dal teatro, regno di magia e di emozioni, Marilena Frigiola ha lasciato la parola a Maria Papapietro, maestra della scuola primaria della Regione Puglia, un fulcro di concretezza dentro il canovaccio, inizialmente fumoso, della fattoria didattica a distanza. Perché si parla tanto di economia, di protezione su larga scala, di politica, di adulti sull’orlo di una crisi di nervi, di aule a metà, di medici e di infermieri, ma nessuno, o quasi, si interroga dell’emergenza psicologica che ha coinvolto il polmone stesso della scuola: i bambini. Appassionata di teatro, autrice di storie e di copioni teatrali, piena di colore e di entusiasmo, Maria si è subito alacremente impegnata nel suo settore fondando la pagina “Maestra Maria Poppins ai tempi del CoronaVirus. La Storia siamo noi”, una scelta importante, fresca, da compiere senza troppi rimugina menti, per far divertire i bambini con storielle e favole, concernenti la quarantena che tutti stiamo vivendo. Perché loro, un giorno, da grandi, potranno dire di esserci stati e di aver scritto una nuova pagina di storia. 

- Noi adulti dobbiamo imparare dai bambini - esordisce la maestra. - Loro, appena hanno capito che si doveva cambiare tutto, l’hanno fatto, senza tanti giri di parole, al contrario dei grandi che, in preda al panico, hanno visto la questione della didattica a distanza in maniera negativa. La capacità di adattamento che hanno i piccoli è davvero qualcosa di eccezionale, anche se il passaggio da un’aula fisica ad una virtuale è stato inizialmente problematico. Con il lockdown è venuto meno il lato emozionale, il contatto fisico e visivo. I bambini hanno bisogno di un punto di riferimento. Necessitano di abbracci, di uno sguardo che li colga uno ad uno e li rassicuri continuamente. Ci siamo reinventati di sana pianta, non potevamo aspettare per decidere. Fortunatamente avevamo già ricevuto una preparazione adeguata, grazie al Preside, Pasquale Castellaneta, il quale tempo addietro, aveva deciso di improntare la nostra scuola ad avere un carattere digitale, invitandoci ad eseguire piccoli esperimenti su class-room virtuali. Ovviamente, la cosa ha lasciato spiazzati prima i bambini, poi i genitori. Per loro si trattava di qualcosa di nuovo, di inconcepibile, ma ci si è trovati catapultati di netto in una realtà che richiedeva impegno e soluzioni immediate, ricreando, da casa, quel contatto che era venuto a mancare. Ecco l’idea di realizzare un percorso di fiabe che raccontasse agli alunni, attraverso la pericolosa figura del Drago Corona, la quarantena di oggi e la storia di ieri. Forse, quando avranno diciotto anni, e penseranno a questo momento, si ricorderanno anche di me… - Maria ride, gli occhi che brillano al di là dello schermo. Tuttavia ci tiene a precisare che, quando si tornerà alla normalità, la didattica a distanza farà parte dell’offerta formativa, un potenziamento della didattica in presenza. Tradizione, presente e futuro, insieme. Sempre. Dopotutto, Maria, che insegna per missione, ha scelto di “vestire” in panni di un personaggio letterario immortale, noto per l’amore e per la dedizione verso i bambini: la Mary Poppins della scrittrice britannica Pamela Lyndon Travers.

STEFANStefano-CastielloO CASTIELLO – IMPRENDITORIA EDILE SUL BARATRO

Quinto e ultimo ospite della Web diretta, ritornando all’imprenditorialità ed alla professionalità gestita nel campo del marketing, Marilena ha intervistato Stefano Castiello, con un curriculum di tutto rispetto ed un’esperienza decennale nel settore delle costruzioni. È imprenditore de L’International Bagno, azienda a conduzione familiare sul territorio laertino, fondata dal 1980 grazie al sacrificio ed alla dedizione del suocero Giuseppe di Taranto, scomparso prematuramente nel 2007. Stefano ne ha raccolto la storia e, assieme alla cognata Francesca, porta avanti un sogno che richiede cura costante e grande spirito di iniziativa. Come gran parte dei suoi colleghi, dopo il Lockdown è stato costretto ad abbassare la saracinesca e a restare a casa. Stefano sfoggia un carattere deciso e al pubblico racconta della preziosa riscoperta del focolare quotidiano, di quegli affetti che, quotidianamente, spesso vengono immolati sull’altare del lavoro, degli impegni, e delle caotiche metropoli dello stress. A casa, Stefano ha avuto modo di ricostruire il proprio equilibrio di padre e di imprenditore, confrontandosi con moglie e figli riguardo ai problemi dell’attività. Un insegnamento prezioso che non intende accantonare alla riapertura.

Stefano ha già apportato modifiche al suo showroom, adeguandosi alle esigenze sanitarie proposte dal Governo.

-Bisogna essere realistici. Le nostre attività sono in Italia, un paese fortemente indebitato. Le nostre economie sono sul baratro, gli aiuti promessi dallo Stato ci pongono in una situazione debitoria ancora più grave. Anche le procedure volte smistare le richieste sono complesse. È bene che la gente lo sappia. Le coperture messe in campo dallo Stato passano per vie dirette dalle nostre Banche, quindi si tratta di coperture che non vanno a proteggere e a sollevare l’imprenditore dalla crisi, piuttosto lo sacrificano perché un domani dovrà restituire tutto. Se l’imprenditore dovesse andare in fallimento, tale cifra andrà a cadere sul fallimento stesso, in quanto la garanzia che lo Stato offre è diretta soltanto al sistema bancario, non copre l’attività in essere. – Parlando di utile netto e di una lunga serie di canovacci economici, Castiello ritorna al focus della motivazione, la stessa che deve agitare e smuovere lo spirito di ogni imprenditore. - L’Italiano deve contare soprattutto sulla propria ingegnosità, sulla capacità di reinventarsi, di combattere affidandosi alla propria genialità, smussare i punti critici dell’azienda, gli stessi che prima lasciavamo in un angolo, ammortizzati dai lati positivi. Oggi, tutti quei punti critici sono venuti alla luce, non possiamo permetterci di averli. Per questo dobbiamo cambiare, eliminando ciò che non va, alfine di equilibrare il nostro cruscotto aziendale. Certamente, non avremo una reattività immediata del mercato, la gente avrà timore di spendere come prima, si limiterà all’essenziale, ma se saremo concentrati sull’obiettivo, se smetteremo di inseguire un’economia decentralizzata, continuando ad esportare la nostra produzione nell’est Europa, in Cina, dove la manodopera a basso costo ci ha fortificati a breve termine, indebolendoci però a lungo andare, riusciremo a riportare in auge il marchio Italiano. Dobbiamo concepire una nuova realtà, senza dipendere dall’estero per ogni necessità e concepire la ripartenza come un punto di partenza, un rinascere a nuovo. Possiamo farcela. Basta pensare che, ogni volta che creiamo qualcosa, un servizio, un prodotto, ci copiano immediatamente, costringendoci ad una guerra interminabile fra Stati, dove vince chi ha il prezzo più basso.

Ripartire, sì. Ripartire con cautela. Ripartire con l’ardente desiderio che una volta ha portato alla nascita di ciò che siamo oggi. - conclude Marilena, chiamando a raccolta i suoi ospiti con il pollice alto - All’Italia non servono altre cattedrali nel deserto. Alle nostre spalle, ci sono le aziende, acciaccate, vissute, solidamente impilate nella terra. Davanti a noi, ci attende il futuro. In mezzo, c’è il cambiamento. Lasciamoci travolgere dalla positività, dal sogno, dalla matita che si intinge di colore, di speranza, poi iniziamo a disegnare. Ali immense e spiegate. Con lo spirito tutto quanto votato alla rinascita.

Totalizzando ben oltre le 1.600 visualizzazioni, la scrittrice laertina annuncia che, nelle prossime dirette a tema imprenditoriale, interverranno alcuni maestri del settore. Motivatori d’eccezione che, in tempi di quarantena, hanno sostenuto, caldeggiato, creato nuovi collanti manageriali assieme a coloro che, fino a ieri, ignoravano la meravigliosa realtà della ricerca introspettiva e della formazione.

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