Domenica 22 Maggio 2022
   
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“E sia” di Grazia Procino nel Foyer del Rossini il 29 febbraio

e sia di grazia procino

e sia di grazia procinoIl 29 febbraio alle 18 presso il foyer del Teatro Rossini sarà presentata “E sia” [G. Landolfi Editore] di Grazia Procino, una raccolta di sillogi, la seconda scritta da Grazia, oggetto di recensioni di pregio, che tanti apprezzamenti sta riscuotendo negli ambienti letterari.

La presentazione ospitata dall’Assessorato alla Cultura in uno dei luoghi “magici” della città ed aperta al pubblico, sarà intervallata da un originalissimo contributo musicale dei CFF e il Nomade Venerabile: quattro delle più suggestive poesie - E sia, Dammi a voce distesa, La veglia, Epilogo - saranno cantate e musicate da Anna Maria Stasi, voce, Anna Surico, chitarre e sequenze e Vanni La Guardia, basso e voce creeranno suggestioni molto particolari ispirate dai testi poetici.

Una affinità, quella tra il ritmo della musica e lo scandire dei versi, che apre ad un dialogo multisensoriale che si nutre di reciprocità, denso di emozioni e riflessioni.

Ricordiamo che Grazia Procino ha pubblicato haiku in due raccolte collettive editee sia di grazia procino da Fusibilia, la raccolta poetica “Soffi di nuvole” (Scatole parlanti, 2017) - Finalista Premio Nabokov e Premio Speciale al Premio nazionale “Poetika” a Verbania - e i racconti “Storie di donne e di uomini” (Quaderni edizioni, 2019). Una sua poesia è stata selezionata per l’IPoet di gennaio 2019 da Lietocolle; sue poesie sono apparse su riviste specializzate come Poesia Ultracontemporanea, Poesia del nostro tempo e Poetarum silva. Una sua intervista è stata pubblicata su L’Estroverso a cura di Grazia Calanna. Il poeta Maurizio Cucchi suLa Repubblica di Milano e il poeta Vittorino Curci su la Repubblica di Bari hanno selezionato una sua poesia. E’ tra i 12 poeti selezionati nell’antologia “Officina iPoet 2019” della casa editrice Lietocolle (Libriccini da collezione). Il poeta Antonio Nazzaro ha tradotto in spagnolo e pubblicato sul sito Centro cultural Tina Modotti una sua poesia “Distanze incolmabili”, tratta dalla prima raccolta.

La locandina dell'incontro realizzata da Antonio Nicastri esprime e racchiude nei toni e nella grafica la bellezza dell'opera.

Di seguito la recensione a firma di Gianluca Conte pubblicata su Linea Carsica, blog di letteratura.poesia.saggistica.arte.

E SIA DI GRAZIA PROCINO

«Mi chiedete, quello e sia di grazia procinoche resta./Davvero, non lo so./Forse la tana dei vermi/nel terreno grasso e umido./Le vite dei santi e le stanze dei detenuti./I giorni mai uguali l’uno all’altro/i minuti di sofferenza sempre uguali [...]».(Quello che resta, p. 47)

Se il panorama della poesia italiana contemporanea sembra languire, da un lato per l’annosa questione dell’elitarismo dei poeti, dall’altro, di contro, per un effimero successo di poetanti da ipermercato, la cui qualità di scrittura è di una mellifluità assiomatica ma che ha incontrato il favore dell’attuale mediocritas, vi sono (esistono, credetemi!) delle perle preziose, neanche tanto celate, che immettono linfa vitale nelle vene liriche dell’oggi. Questo, è bene sottolinearlo, soprattutto a opera di piccole e medie case editrici, dove la poesia ha trovato dimora ormai da tempo.

È il caso di E sia, opera di Grazia Procino, Giuliano Ladolfi Editore, 2019, una notevole raccolta che corrobora, attraverso il suo elegante classicismo, la nostra tesi, secondo la quale la buona poesia è tutt’altro che spirata ma, a chi sa dove cercare, dona ancora momenti di eccelsa beatitudine letteraria. La presente raccolta, divisa in sezioni che rimandano all’antica tragedia greca – prologo, stasimi, monodia, epilogo – del dramma conserva anche l’altezza e la profondità sine die del sentire classico: «Incede stravolta / il sangue è solo tormento / per la figlia di Ecuba, / punita dal dio amante dei poeti. / Tutti la guardano / ora che sanno di avere sbagliato / a deriderla quando tracciava / ampie e furiose / le strade della sciagura [...]». (Cassandra minore, p. 51). Grazia Procino tesse una trama pregna di pathos, dove al centro di tutto è l’umano, con tutta la sua bellezza e tutto il suo abisso. Leggendo questi versi, si ha l’impressione di essere sempre in viaggio, attraverso infiniti peripli, e di non approdare mai definitivamente a Itaca. Eppure, nel travaglio di un percorso frastagliato e inquieto, vi sono sprazzi di luce che illuminano i cuori e le menti: «Tu sei la mia scialuppa, io la tua». (Pretesto di Narciso, p. 43). È una gioia aver incontrato questa piccola gemma di poesia contemporanea, poiché è dagli incontri inattesi – e fortunati – che spesso originano le più belle esperienze di lettura e di condivisione culturale. Importante, a nostro avviso, è anche portare l’attenzione sulla lingua e sulla sintassi poetica dell’autrice, in quanto la cura della forma non è slegata dalla profondità dei contenuti ma, se possibile, accentua alcuni passaggi: «In questo cupo silenzio cullo / le mie ossa stanche somigliano solo / a se stesse e non sono capaci, ahi, non ancora, / a scrollarsi di dosso l’argento delle ragnatele [...]» (Il canto interrotto delle cicale, p. 60) e ancora: «Io non so dell’amore che le onde alte / e Odisseo che ritorna / a un’Itaca piena di sassi / sterposa e brulla / il profumo del mare lieve che / intona nostalgie e robusti desideri». (Orizzonti, p. 66).

La poesia, dunque, non può prescindere dall’amore per la parola e dal transito dal particolare all’universale - pena lo sconfinare nel diario personale o in un format asfittico, simile a un asettico reportage giornalistico - e Grazia Procino sembra amare proprio la parola alta, il logos poetante che appare come l’unico strumento capace di mettere in contatto due mondi apparentemente inconciliabili: quello dell’umano e quello del divino, dell’oltreumano. Così, negli elevati versi di E sia, l’autrice ci restituisce un po’ del maltolto, di ciò che è andato perduto nei meandri della poesiola compiacente e fintamente ingenua del mainstream odierno, o si è inaridita e impoverita - nel lessico, nelle figurazioni, nella profondità di scandaglio – in certi scimmiottamenti pseudo-impegnati nel civile. Nondimeno, l’autrice ci porta il conto dell’odierno stato della società, poiché, se la lettura del mondo che danno i poeti è cartina al tornasole dei tempi, il senso civico si muove anche tra le forme alte del poetare della Procino e diventa un grido di dolore: «[...] Impazzire di fatica è umano? // Chiedo a chi guarda dall’altra parte / E non vuole vedere. / Se Dio sopravvive / non è certamente qui». (Raccoglitrice di pomodori in una campagna pugliese, p. 23).

Desidero, infine, salutare i lettori di Linea Carsica con questa breve e intensissima lirica, che percorre ancora il cammino dell’inquietudine entro cui l’umano è gettato:

«Davanti al dolore di chi vi affoga / la carne sente brividi di freddo/ incupisce il cerchio/ si chiude sterile./ I fiori rossi cadono anche / d’estate così le scottature/ al dolore. Io crebbi./ Al giardino d’acacie racchiusi sono i segreti». (Davanti al dolore, p. 53)

Questa la riflessione del poeta Leopoldo Attolico(Roma, 5 marzo 1946), autore di sette titoli di poesia e di quattro plaquettes in edizioni d’arte - sull'autrice: "Lontana da sudditanze, filiazioni e canti di sirena, la poesia di Grazia Procino si fa apprezzare per una propria personale espressività, subito riconoscibile, che sa muovere le parole in funzione di una comunicazione molto diretta in grado di rispettare ad un tempo chi legge e l'oggetto del ricordo. Forse l'aspetto più vistoso di questo lavoro è rilevabile nella bella capacità di sintesi, che in alcuni testi può ricordare la felicità epigrammatica dei lirici greci rivisitata in chiave moderna, con l'apporto di una aggettivazione sempre sapientemente calibrata e corposa. Una lezione poetica, dunque, carica di echi e di suggestioni che si colloca, con lodevole equilibrio ed esemplare maturità, tra le più certe della odierna poesia italiana."

Di seguito alcune recensioni sull'opera.

Recensione pubblicata su Incanto Errante:https://www.incantoerrante.com/2019/10/17/e-sia/

Recensione di Federico Migliorati: https://www.ilgazzettinonuovo.it/la-poesia-grazia-procino-classicita-contemporaneita/?fbclid=IwAR3XbNds8-XpalS20PdI8DTZ3KHTMrI6yy4QbTfuF6VbxEP5zsPx4dcjo48

 

Commenti  

 
#1 obiettivo 2020-02-26 12:32
La cultura fa sempre notizia! :-) GRAZIE Professoressa Procino! Le Sue iniziative sono ossigeno per lo spirito e la mente.
 

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