Giovedì 01 Ottobre 2020
   
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“Formazione continua: il ruolo delle OP”. Partecipato convegno

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formazione continua “La formazione dei nostri agricoltori è necessaria a superare il gap accumulato negli anni in termini di efficienza e produttività. È questa la conclusione emersa al termine del convegno svoltosi lunedì mattina, 20 gennaio, a Gioia del Colle, presso l’Hotel Svevo, e promosso dalla Coop. Parco Murgia Latte OP. Si è trattato del primo di una serie di incontri dedicati agli addetti del settore agricolo, sul tema “Formazione continua: il ruolo delle OP”.

Di fatti, oggetto degli illustri interventi che si sono susseguiti, è stata proprio l’importanza della formazione e dell’informazione per incentivare l’innovazione in un settore chiave per il nostro territorio, le cui difficoltà spesso dipendono proprio da fattori di gestione piuttosto che da congiunture economiche avverse.

A portare i saluti per l’Amministrazione Comunale, è stato il sindaco Giovanni Mastrangelo che, nel ringraziare gli organizzatori, ha sottolineato come «nel comparto della produzione lattiero-casearia, non siano ancora formazione continuaabbastanza sviluppate politiche atte a promuovere le opportunità che la normativa – pur complessa – offre agli operatori». Di qui, l’importanza di momenti di confronto come quello di questa mattina, soprattutto ora che volge al termine l’iter per il riconoscimento della DOP “Mozzarella di gioia del Colle”. «Importante è anche la capacità di cooperazione, per aumentare il potere di negoziazione degli imprenditori e porsi come obiettivo comune l’ottenimento delle certificazioni di qualità, con tutte le conseguenti ricadute positive per il territorio».

Anche il Presidente della Coop. Parco Murgia Latte Tommaso Giannico, nel portare il suo saluto, ha ribadito che «informare i nostri associati su queste nuove possibilità, può aprire prospettive interessanti per il futuro».

Questo ciclo di incontri inaugurato oggi è stato reso possibile grazie ai fondi del PSR 2014-2020, Programma di sviluppo Rurale della Regione Puglia che promuove misure a supporto del comparto. «La nostra cooperativa è nata a dicembre del 2005 su iniziativa di 9 produttori. Siamo stati i primi, nel 2016, a stringeformazione continuare accordi con i caseifici per l’acquisto del nostro latte. Oggi siamo 50 soci, di cui 38 conferitori, con 9 caseifici aderenti, di cui 4 certificati con il marchio Qualità Puglia – ha spiegato Vito Giovanni Laterza, nel suo intervento sulle “Strategie di sviluppo delle OP”. – L’obiettivo più importante per una cooperativa non può che essere quello di ottenere le certificazioni di qualità, come primo strumento di promozione dei nostri prodotti. E su questa strada stiamo lavorando».

Non ha potuto essere presente il Sottosegretario alle Politiche Agricole On. Giuseppe L’Abbate, che ha però fatto giungere il suo saluto e le sue riflessioni attraverso un video messaggio. «La formazione è fondamentale per le nostre imprese agricole. Fare formazione vuol dire portare innovazione, introducendo pratiche che consentono di risparmiare risorse, sia dal punto di vista economico che ambientale. Ma fare formazione vuol dire anche saper affrontare le sfide imposte dai mercati e dalla globalizzazione. Proprio per questi motivi, la formazione trova spazio nell’ultimo Regolamento europeo sui fondi per lo sviluppo rurale. E qui un ruolo fondamentale può e deve essere svolto dall’organizzazione fra i produttori».formazione continua

Ecco quindi che, attraverso gli interventi dei relatori invitati, è stato possibile prendere consapevolezza su come sta evolvendo la zootecnia e su quali sfide ci attendono nel prossimo futuro. Partendo dal presupposto che la sostenibilità economica e la sostenibilità ambientale devono procedere di pari passo. Si tratta di un obiettivo che trova concretizzazione nella zootecnia circolare e nelle tecnologie applicate nella zootecnia di precisione, che, in ultima analisi, ci consentono di affrontare una volta per tutte le sfide dell’agricoltura moderna.

A focalizzare l’attenzione sul concetto di zootecnia circolare è stato, nel suo intervento, Roberto Bandieri. «L’economia circolare tiene insieme ambiente – e quindi sostenibilità – e tecnologia – ovvero innovazione. In questo, importanza cruciale ha la gestione dei dati. Si parla sempre più spesso di scenari futuri, ma noi dobbiamo ancora confrontarci con gli scenari dell’oggi, che sono molto complicati. Per farlo, dobbiamo partire dalla visione dei produttori, e dalla sua storia. La Natura, per sua definizione, è già caratterizzata da cicli; è stato l’uomo a deviare da questa naturale circolarità, con conseguenti impatti negativi sull’ambiente in cui è andato ad operare. Pformazione continuaer questo motivo, il rapporto tra Natura e Agricoltura è stato caratterizzato da alti a bassi. In un sistema a economia circolare, innanzi tutto, gli scarti di produzione diventano risorse. Le possibilità di fare questo in agricoltura sono immense. Ma bisogna alimentare la ricerca e l’innovazione, anche attraverso strumenti quali il PSR. Ma non è da meno il ruolo delle Op, poiché solo la cooperazione consente di attivare processi circolari all’interno del comparto».

Di zootecnia di precisione ha parlato, invece, Marco Manzini. «La zootecnia di precisione si basa su una regola semplice: fare la cosa giusta nel momento giusto e nel modo giusto. Così si ottengono maggiore efficienza e, di conseguenza, maggiori risparmi. Ma serve un cambio di paradigma: dobbiamo immaginare che la macchina possa guardare per noi, riducendo i costi e anche i margini di errore nell’elaborazione dei dati, senza con ciò intaccare la qualità dei prodotti. La convenienza deriva semplicemente dall’immagazzinamento dei dati e dalla loro messa a sistema, che ci aiuta a prendere le decisioni giuste, producendo benefici esponenziali. Anche in questa operazione di raccolta dei dati e messa in rete delle informazioni, possono svolgere un ruolo di rilievo le Op».formazione continua

D’accordo anche Franco Ghelfi, che, proseguendo sulla stessa linea di ragionamento, ha sottolineato come «la raccolta di dati possa agevolare lo sviluppo di una consapevolezza circa quello che accade a tutti i livelli di produzione, in modo oggettivo. Per questo risulta quanto mai necessaria nella gestione di un’azienda, soprattutto se questa si pone come obiettivo la sostenibilità oltre che il benessere delle persone e degli animali».

Benessere degli animali sul quale si è soffermato in modo particolare, nel suo intervento, Richard Echeverri. «La scienza ha ampiamente dimostrato che una vacca che sta bene, si riproduce più facilmente, produce latte regolarmente e si ammala meno». Una delle principali patologie con le quali gli allevatori devono fare i conti è la mastite bovina. Per ridurre il rischio di mastite, è necessario lavorare sulla resistenza e ridurre l’esposizione ai batteri. Quindi fare in modo che l’animale riposi quanto e come dovrebbe, evitare fonti di stress, le condizioni igienico-sanitarie della staformazione continualla e l’alimentazione, sono tutti elementi fondamentali a garantire il benessere anomale e mantenere alta la produttività.

Presente anche il prof. Gaetano Vitale Celano, della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari, che è brevemente intervenuto per sottolineare l’importanza del ruolo della ricerca in una regione come la Puglia, in cui un terzo dell’economia si fonda sull’economia agroalimentare e ambientale.

Il convegno, molto partecipato, ha fornito innumerevoli spunti, grazie anche agli esempi concreti che i relatori hanno mostrato a supporto delle tesi avanzate. Tutte informazioni di cui è necessario far tesoro, per favorire l’ammodernamento e lo sviluppo del settore zootecnico sul nostro territorio”.

Ufficio Stampa Coop. Parco Murgia Latte OP

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Commenti  

 
#1 Perla 2020-01-26 20:49
Il nostro Assessore all' Agricoltura non ha bisogno di accrescere le sue conoscenze?
È molto occupato?
 

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