Lunedì 03 Agosto 2020
   
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Prima tappa a Gioia del convegno su Coscienza civica e Legalità

Coscienza civica e Legalità

Coscienza civica e Legalità Progetto di Vita in collaborazione con Tribunaliitaliani.it e il patrocinio della Città Metropolitana di Bari, del comune di Gioia del Colle, di Casamassima e di Sammichele di Bari e Romanzi Italiani hanno organizzato presso la sala congressi della ex LUM di Gioia un convegno dedicato alla “Coscienza civica e ai valori legalmente riconosciuti”. Un convegno in cui sono state affrontate tematiche inerenti alla mafia e ai poteri forti, due nemici da sconfiggere a tutti i costi, soprattutto per migliorare non solo il nostro presente, ma anche il futuro di noi cittadini.

EDUCARE I GIOVANI AI VALORI

All’incontro, moderato dalla giornalista Maria Teresa Notarianni, ha partecipato anche il sindaco Giovanni Mastrangelo il quale, nel suo discorso, si è occupato principalmente di educazione e formazione dei ragazzi ai valori della giustizia, della legalità e del rispetto. Secondo il sindaco gioiese, infatti, «la famiglia e la scuola svolgono un ruolo primario nell’educazione ai valori dei giovani cittadini in quanto essi rappresentano le nuove generazioni». Motivo per cui Mastrangelo ha invitato i relatori Adriana Colacicco, Gerardo Gatti e Paolo De Chiara ad affrontare questi argomenti nelle scuole gioiesi.

ADRIANA COLACICCO: RICORDARE PER ESSERE LIBERI

La co-fondatrice del Progetto di Vita, Adriana Colacicco, ha spiegato quanto i poteri forti siano influenti negli accadimenti che riguardano la legalità. Infatti, la riflessione di Adriana Colacicco è dedicata «a tutti coloro che rischiano la vita ogni giorno per portare la legalità in ogni luogo, senza paura di combattere con mafie» e altri poteri che contrastano il rispetto della legalità e della giustizia. Tutto questo, secondo la Colacicco, è importante farlo perché «si deve restituire la dignità delle vittime, si deve ricordare l’infamia degli assassini e soprattutto dichiarare che i poteri forti sono sempre presenti e vivi più che mai». I poteri forti o deviati - così nominati dalla relatrice - quali ‘ndrangheta, Cosa Nostra, Massoneria, ecc. sul territorio italiano sono molto numerosi e vengono rappresentati da apparati o organizzazioni che influenzano la vita politica, economica e sociale della nazione.

Adriana Colacicco ha poi proseguito affermando che «questi poteri ci avvelenano e noi dobbiamo imparare a dire di no. Fino a quando ci saranno l’omertà, la paura e l’indifferenza questi poteri saranno sempre vincitori e noi cittadini saremo sempre perdenti. Quindi, parlare significa ragionare e far capire da che parte stare». Ma soprattCoscienza civica e Legalitàutto parlarne significa lottare per la libertà, affinché essa possa essere costudita da una grande rete formata da: istituzioni, comuni, scuole, magistratura, persone comuni e intellettuali con l’intento di offrire supporto a tutti.

DE CHIARA RACCONTA LE VICENDE DELLA MAFIA IN ITALIA

Il giornalista e scrittore Paolo De Chiara, vincitore del Premio Legalità 2019, ha precisato come l’Italia sia legata alla mafia attraverso patti e trattative sancite a partire dall’unità nazionale nel 1861, ricordati alcune vicende garibaldine. Successivamente Paolo De Chiara ha raccontato numerosissimi episodi (leggendo anche delle intercettazioni) in cui la mafia ha colpito personalità di spicco come magistrati ed intellettuali, ma anche luoghi strategici durante il periodo storicamente denominato strategia della tensione. L’assenza di simili episodi non significa che la mafia e gli altri poteri siano scomparsi. Anzi, essi sono ancora vivi e continuano ad agire. Il nostro compito è quello di contrastarli per essere liberi. Il giornalista De Chiara si è inoltre soffermato sulla parola chiave dell’incontro: legalità. Questa parola - a suo avviso - si è trasformata in un «termine inflazionato» dal momento che viene costantemente utilizzato in modo spropositato e scorretto soprattutto nei discorsi pronunciati da personalità che agiscono contro la legge e lo Stato, appartenenti alla mafia o ad altre organizzazioni criminali.

GERARDO GATTI: DOBBIAMO IMPARARE A DENUNCIARE

Gerardo Gatti, infine, si è occupato principalmente di due argomenti: le minacce e la denuncia. Per quanto concerne il tema delle minacce egli ha ricordato un episodio negativo accaduto nel nostro comune nei giorni scorsi: il ritrovamento di proiettili in una lettera comunale. Egli ha infatti specificato come anch’egli si è trovato in simili situazioni ricevendo diverse tipologie di minacce e questo significa - secondo Gatti – che «il sindaco sta compiendo un buon lavoro poiché questo episodio significa che egli ha toccato dei temi che hanno colpito alcuni individui». Per quanto riguarda la denuncia, ognuno di noi «dovrebbe imparare a denunciare» dal momento che la denuncia rappresenta un importante strumento individuale e sociale che noi cittadini abbiamo a disposizione per contrastare atteggiamenti illeciti e ingiusti.

 

Commenti  

 
#2 pinko 2019-12-11 10:58
Il pianoforte è bene comunale.
 
 
#1 Trasparenza 2019-12-08 16:44
Spiegassero dei 50.000 euro la delibera ritirata grazie a Colacicco!
Spiegassero l'affidamento diretto di 4.980 euro per le luminarie!
Spiegassero il motivo di essersi aumentati lo stipendio!
Spiegassero la poca trasparenza nei concorsi del personale esterno all'asilo nido comunale che, benche' richiesto, l'aiuto cuoca non ha nessun titolo professionale!
Spiegassero l'affidamento gratuito triennale del teatro Rossini con Capano, vicepresidente del consiglio, che tramine determina fa stornare soldi per far accordare il pianoforte, a spese nostre!
Spiegasse bene, Mastrangelo!
 

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