Venerdì 17 Gennaio 2020
   
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"Schegge di memoria". MALAPUGLIA di Andrea Leccese al Classico

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def falcone borsellinoCon il Patrocinio del Comune di Gioia del Colle, la Biblioteca “Liberi di volare Rosa Protino Vinci” di Libertà e Giustizia, in collaborazione con il Liceo Classico "P.V. Marone" e la Libreria Minerva, martedì 26 novembre 2019 alle ore 18.00 Aula Magna del Liceo Classico in via Roma, all'interno dei Progetti scolastici "Schegge di memoria", in approfondimento dei fenomeni di Mafia e Terrorismo "Anni di piombo", presenta "MALAPUGLIA" di Andrea Leccese. La serata sarà magistralmente condotta dal Prof. Leopoldo Attolico, già Docente del Liceo Classico "P. V. Marone" che dialogherà con l'autore. La cittadinanza è invitata.

Andrea Leccese, laureato in Giurisprudenza, Scienze Politiche ed Economia e Commercio, è un saggista esperto di mafie.Nel 2009 ha vinto il premio Nazionale “Paolo Borsellino”. Con Castelvecchi ha già pubblicato, nel 2008, Massomafia. Il 27 novembre 2019, ritirerà presso la Camera dei Deputati in Roma, il Premio OMCOM LIBRO – Osservatorio Mediterraneo sulla criminalità organizzata e le mafie, Fondazione “Antonino Caponnetto”.

In “MALAPUGLIA” denuncia l'autonomizzazione della malavita pugliese che si realizzò con un processo di imitazione dei modelli strutturali delle organizzazioni criminali tradizionali. Ma quello non era sufficiente. I criminali pugliesi riuscirono a ottenere il riconoscimento della 'ndrangheta (in gergo la "santizzazione"), senza il quale non sarebbero andati molto lontano. Per realizzare con successo un progetto del genere, bisognava avere per forza un potente nume tutelare.

La mafia calabrese apparve l'organizzazione più adatta a quel fine, più forte e prestigiosa della camorra ma meno invadente. I calabresi non hanno mai avuto la pretesa di invadere la Puglia, ma si sono sempre accontentati di allacciare relazioni con i sodalizi autoctoni per allargare la loro rete di traffici illeciti. A un certo punto sembrò loro conveniente legittimare la nascita di una nuova mafia, che contrastasse l'espansionismo cutoliano. Fondamentale fu allora il ruolo di Pino Rogoli, un comune rapinatore di Mesagne destinato a diventare presto il capo carismatico della SCU. Rogoli era infatti legato a Umberto Bellocco, potente capocosca di Rosarno, pronto a benedire il germoglio della malapianta. E così fu.

 

 

Commenti  

 
#1 Rabbrivido 2019-11-27 07:13
Un ufficiale della Guardia di Finanza ed uno scrittore di primissimo livello. Complimenti.
 

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