Venerdì 20 Settembre 2019
   
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"Le relazioni internazionali, come gli stati si rapportano: teorie e approcci"

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68809558_479867192797633_6177842995350470656_n Il 12 agosto presso Largo Scarpetta nel corso della rassegna la rassegna "Diritti di Libertà" organizzata dalla BibliotecaLIBeRI di Volare” e LeG, Ilaria Antonicelli, laureanda in scienze politiche, relazioni internazionali, diritti umani, che il prossimo 16 ottobre si laureerà a Padova, ha introdotto il tema delle relazioni internazionali e di come gli stati si rapportano.

Accanto a lei la professoressa Piera De Giorgi che ha portato la sua testimonianza sulle tante attività legate all’Erasmus avviate nelle scuole.

Ad introdurre la serata Tonia Scarnera, che ha fortemente voluto dedicare a Rosa Protino Vinci cui è intitolata la biblioteca ed a suo marito Vito Vinci la rassegna “Diritti e Libertà”

“Le relazioni internazionali - afferma Ilaria - si qualificano come la disciplina che studia i rapporti fra gli stati e fra questi e attori di diversa natura, come le organizzazioni internazionali o le organizzazioni non governative. Durante l’incontro sono stati analizzati i principali approcci delle relazioni internazionali, primo fra tutti il paradigma statocentrico, appartenente al filone realista della disciplina, il paradigma della democrazia internazionale e quello della governance multilivello. Il primo approccio, quindi anche il filone del realismo, mette al centro della politica internazionale l’interesse degli stati concepito come incremento dei margini di sicurezza degli stessi e non prevede alcuna organizzazione che abbia un potere sopraelevato agli stessi. Vige quindi il concetto derivante dalla pace di Westfalia, per cui non è ric69145771_2430019710590085_7120692486959267840_nonosciuta alcuna autorità al di sopra degli stati. Questa concezione viene capovolta con gli altri due approcci che, rispettivamente, prevedono l’applicazione della pratica democratica all’interno del sistema internazionale attraverso istituzioni genuinamente sopranazionali in grado di superare l’intergovernativismo che può essere riscontrato tanto nelle Nazioni Unite quanto nell’Unione Europea, e, per la MLG l’attuazione di nuove pratiche di governo che coinvolgano tutti i livelli decisionali, da quello locale a quello nazionale, fino ad arrivare a quello sopranazionale.

L’avvento di questi nuovi approcci è maturato in seguito a grandi processi di mutamento, tra i quali possiamo ritrovare anche l’internazionalizzazione dei diritti umani, la cui piena attuazione necessita di un contesto che sia democratico anche a livello internazionale. La seconda parte della relazione è basata su quelli che sono gli attori del sistema internazionale, non più unicamente di natura statale e non più classificabili in base ad attributi di posizione lungo una scala di potenza, come l’estensione territoriale o la quantità di strumenti bellici. È anche con l’introduzione di questi nuovi attori che il tradizionale paradigma statocentrico entra in crisi: organizzazioni come quella delle Nazioni Unite, analizzata nella sua composizione istituzionale e nelle sue funzioni, hanno scatenato quel processo chiamato “erosione della sovranità degli stati”, pur prendendo atto del trionfo che i nazionalismi stanno conoscendo in questo periodo. In ultimo, si è parlato di un tema molto attuale: la sicurezza. La sicurezza dello stato, nelle relazioni internazionali, è considerata in pericolo qualora un nemico potenziale o concreto minacci i valori percepiti come fondamentali o vitali da una nazione. Questi valori v69273481_3605988736093651_5533996388016193536_nengono sostanzialmente definiti dalle istituzioni statuali, lasciando, ancora una volta, spazio alla sovranità degli stati.”

All’intervento di Ilaria Antonicelli è seguito quello della professoressa Piera De Giorgi, incaricata di gestire il progetto Erasmus presso il Liceo Scientifico di Gioia del Colle, che ha parlato del contributo dell’Unione Europea nella vita di tutti i giorni e in progetti così importanti come l’Erasmus, grazie al quale è stata creata una rete tra università e scuole superiori di tutta Europa e che ha permesso non solo agli studenti, ma anche agli insegnati, di ricevere un’ulteriore formazione, anche dal punto di vista linguistico. Si tratta quindi, di un progetto che ha alla base la presa d’atto dell’importanza della cultura come mezzo di educazione e di apertura verso altre culture, di un progetto che può essere qualificato come una forma di cooperazione internazionale.

 

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