Sabato 24 Agosto 2019
   
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MEDIOEVO NEI BORGHI CON LA SAN FILIPPO NERI/foto

palio delle botti delle scuole

palio delle botti delle scuole In agosto veder mobilitati docenti, famiglie e scolari in un progetto che richiede impegno e sacrificio, utilizzando il proprio tempo libero ed investendo del proprio per realizzarlo, non è per nulla scontato. Sono loro, gli alunni di terze C e D, quarta H e quinta D con le loro maestre, Valeria Di Gravina - funzione obiettivo con capacità organizzative da vera manager -, Susanna De Mattia da quest’anno promossa “amanuense” per le scritture non solo teatrali e le miniature medioevali, Giovanna Addabbo, Annalia Benedetto, Laura Pellicoro, Marianna Notarnicola e Linda Gemmati.

Un plauso più che meritato va quindi tributato all’I.C. San Filippo Neri-Losapio diretto dal professor Raffaele Fragassi di cui è vicaria Gianfranca Magistro, per aver animato nelle due serate del Palio, il 3 e 4 agosto l’intera città.palio delle botti delle scuole

A spinger la botte vincente, un tripudio di tranci, grappoli e scene di vendemmia realizzate con l’aiuto della pittrice Francesca Orfino, sono per il plesso di via Eva Gabriele Zalli, Sofia Cavaleri e Alessandro Gigante di quarta H. Al secondo posto si classificano Giuseppe Scarpetta, Valerio Lisco e Alberto Costanza di quarta E con una botte “vestita” di immagini che ritraggono Federico II da bambino, intento a leggere a lume di candela, poi sdraiato sull’erba mentre fantastica sui luoghi e sui personaggi incontrati nelle sue letture e infine semplicemente sorridente in compagnia dei libri che tanto amava. Intorno alla botte è ben visibile uno spartito. Pierluca Cetera nel suggerire di inserirlo ha immaginato che la botte rotolando avrebbe sprigionato una piacevole melodia medievpalio delle botti delle scuoleale.

 Gli scolari dell’I.C. Mazzini-Carano hanno dato il loro contributo realizzando bellissime bandiere con la professoressa Clelia Stasi e partecipando al palio. Tra gli spingitori delle botti Roberto Donvito, Antonio Procino, Aurora Mastrovito, Ilaria Ammaturo e Martina Cinelli, molto bravi sia nel gareggiare che nel decorarle con ciliegie velate dal vino e decori di antiche ceramiche sotto la supervisione di Lea Gallizzi.

Gli scolari dell’I.C. S. Filippo Neri hanno anche partecipato al corteo, recitando e danzando nel Castello, in piazza e nei due archi allestiti alla perfezione dai genitori e dalle docenti, con una cura dei dettagli davvero spettacolare.

Un progetto che parte da lontano - dall’incontro con gli ideatori del Palio delle botti Cpalio delle botti delle scuolelaudio Santorelli e Marilena Limitone che in questi anni hanno dato indicazioni e suggerimenti preziosi, organizzato laboratori e creato sinergie con altre realtà -, un progetto condiviso con entusiasmo in un percorso di ricerca ed approfondimento di tutti gli aspetti di quell’epoca, dalla realizzazione degli abiti confezionati con l’aiuto di mamme dalle mani d’oro, agli arredi del mercato nell’arco Nardulli ed alle ambientazioni di vita quotidiana nell’arco Mastrocinto, suddivisione resa necessaria dalla numerosa adesione di bimbi e famiglie.palio delle botti delle scuole

Non mancano dettagli di classe e… gusto, ad esempio il vino dell’epoca, l’ippocrasso, preparato con miele, zenzero, chiodi di garofano e spezie ed offerto da mamma Francesca nelle vesti di “locandiera”. Ed ancora la costruzione dei recinti, dello scaffale delle spezie e degli scudi di legno affissi agli ingressi degli archi ad opera di Filippo Bellacicco, con le scritte in lettere medioevali dipinte da Susanna De Mattia.

Un altro oggetto di preziosa manifattura è il libro disposto in bella mostra su un leggio, illustrato con l’aiuto di Valerio Pastore in un progetto con “L’altra scuola” intitolato “I segreti dell’imperatore”. Realizzato e “cucito” interamente a mano con la preziosa copertina ad effetto cuoio e oro decorata con una spada dalla quinta D della S. F. Neri, l’opera racchiude testi curati con i bimbi dalla maestra Susanna.

Sono loro ad palio delle botti delle scuoleaver recitato la storia raccontata nel libro rievocando la nascita e l’incoronazione di Federico II nel salottino di via Serpente, spazio condiviso con i burattinai.

Ed ancora arredi d’epoca, suppellettili portate da casa o rivenienti dal museo dell’Arte contadina, gentilmente prestati dal dottor Vito Santoiemma: madie, panieri, setacci, pentolame, mestoli e piatti, utensili vari tra erbe essiccate dai profumi mediterranei, le stesse appese a fili che tessevano un suggestivo reticolato tra i balconi del borgo…

Accanto al banco delle stoffe alcuni bimbi vendevano piccoli scudi in legno, da loro decorati. Altri schiacciavano noci che offrivapalio delle botti delle scuoleno ai passanti, seduti sulle numerose balle di paglia, anch’esse portate dai genitori. Nel recinto degli animali erano ospitate due caprette e un dolcissimo asinello, vera star dell’ambientazione, pronto a lasciarsi accarezzare da tutti e a mangiare le noccioline offerte dai bimbi. A portar gli animali dalla sua masseria è stato papà Gennaro. Ad intervalli più o meno regolari nei due archi si aprivano le danze: salterello, balletto dei veli, balli in cerchio con quadriglia con musiche medioevali ininterrottamente diffuse in sottofondo da papà Raffaele. Tra i genitori di Lia, Vanessa, Chiara, Rossella, Fiorella, Miriana, Domenica, Marialuisa, Martina, Nicolò, Alessandro, Diego, Donato, Ciro, Pasquale e Mary più volte ringraziati dalle docenti per l’impegno, la passione e l’affetto dimostrato anche in questo frangente, trovamo: Antonella, Angelica, Angelo, Maria Rosaria, Maddalena, Luciana, Annalisa, Lucia, Ilaria e la piccola Serena. A loro spese hanno acquistato le stoffe dei vestiti, il materiale utile per l’allestimento, trasportato masserizie, rimesso tutto in ordine “ritrasportando” tutto a casa e persino vigilato sugli archi dormendo sul posto, con unico conforto un piccolo locale messo a disposizione da un residente, il signor Antonio, per il secondo anno di seguito, per cambiarsi, mettere in fresco qualcosa da bere e usare i servizi igienici.

Pari l’impegno e la dedizione di Domenico, Livia, Fabiola, Paride, Piero e Maria Elena, Pina, Giulia, Karim e Annalaura con le rispettive mamme: Mirghena, Daniela, Lidia, Lucia, Carla, Isa, Daniela, Leila e Maria Rosaria.

Quasi dispiace a fine manifestazione allontanarsi dal borgo, immerso in atmosfere antiche… Emoziona vedere le piccine intrecciare ghirlande, usare il setaccio e lavorare la pasta, ed i giovanotti schiacciare noci da offrire al pubblico e mostrare con orgoglio quanto costruito con le proprie mani. Uno spaccato d’altri tempi evocato con gioia e semplicità che ha restituito al centro storico bellezza e memoria. [Foto Emanuele Franco]

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Gioia del Colle: Palio delle botti delle scuole

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