Giovedì 22 Agosto 2019
   
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“HIDDEN: MILANO NASCOSTA” DI ALESSANDRO CAPURSO

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01   17991197_1157162857726547_7036498891704906136_n A breve avremo modo di apprezzare ed applaudire l’ultima ricerca fotografica di Alessandro Capurso alla scoperta di una Milano inedita, nascosta. Una metropoli lontana dalle luci psichedeliche e dalle grandi industrie, da complessi bancari e patinate lobbies… una città colta in meriggi silenziosi, nella sua solitudine, lontana anni luce dai ritmi frenetici che di solito abitano vie e quartieri. Una città che rinasce cedendo cemento, ruggine e degrado al verde per tornare a vivere in una diversa dimensione. Un lavoro che ben si coniuga con la poesia “verista ed ermetica” di un paesaggio urbano rivisitato attraverso lo sguardo di Alessandro Capurso, esperto nel percepire le vibrazioni dei luoghi ed il loro non detto.

“Voglio ringraziare la mia editor Pamela Barba che ha fatto un lavoro eccezionale nel selezionare e mettere in progetto questa ricerca. Un lavoro difficile che esce dai miei classici schemi fotografici. L'abbandono diventa vita con la natura che si riappropria dello spazio urbano.”

Di seguito le bellissime parole dedicate da Pamela Barba a Capurso che il 10 luglio al caffè letterario PORTINERIA 21 alle 19.30 con l’Associazione Culturale ARTIEMIELE porterà la mostra a Bari e subito dopo a Putignano.

Bello sarebbe rivedere anche a Gioia i suoi lavori apprezzati in tutta Italia ed all’estero…, ricordiamo una delle ultime sue esposizioni - “Metamorphosi”- quando di concerto con l’attuale assessore alla Cultura Lucio Romano, suggerì e promosse il brand di Palazzo Romano inaugurandone la felice stagione culturale.

"MILANO E IL SUO ABBANDONO”

Abbandonati, esclusi, ignorati e lasciati morire, i luoghi che un tem2   Hidden-10po erano parte integrante di Milano oggi riposano nel degrado e sono avvolti dalla solitudine.

Questi luoghi sono ancora in grado di raccontare la funzionalità di un tempo non troppo lontano. Come un esploratore, Alessandro, va alla ricerca di tracce del passato che si nascondono tacitamente tra le nuove costruzioni di una metropoli come Milano. Con accurata attenzione e con la sua inconfondibile impronta stilistica, il fotografo analizza un territorio, sconfinando dal centro abitato più modaiolo. Si imbatte in Ex cinema, scuole e officine, scuderie abbandonate e interi edifici, ci conduce in un piccolo viaggio alla scoperta di alcuni gioielli nascosti dell’urbis milanese. Alessandro immortala luoghi che, in un latente deterioramento, ritornano ad avere un’identità mancata e dimenticata. Luoghi fermi nel passato, dove lo spazio si interseca col tempo e dove il tempo scorre sotto gli occhi dei passanti.

Non si può far altro che notare un degrado che prende il sopravvento lasciando che questi luoghi eclissati restino ancorati al loro passato. Alessandro, si avventura nel cuore storico del quartiere Niguarda, in via Passerini 13 incontra Villa Trotti-Bentivoglio che dal 2009 vive nella sua solitudine, poi verso Rovereto e proseguendo in direzione Parco Trotter vede emergere dalla vegetazione l’Edificio dell’acqua potabile, 800 metri quadrati disposti su due piani, li abbandonato dal 1969.3   Hidden-17 Poco lontano dalla storica Piazza delle Cinque giornate, quartiere invaso da attività commerciali di ogni tipo, a due passi dal rinomato IED (Istituto Europeo di Design) al civico numero 14 di corso XXII Marzo, scruta un edificio, un ex cinema, in stato d’abbandono e nota come oramai la gente del quartiere si sia abituata a convivere col rudere. Successivamente si dirige verso la tangenziale ovest, in via Noale, immerso in una folta vegetazione, scopre un possente edificio, considerato un capolavoro dell’architettura brutalista, ridotto in stato di grave abbandono, l’Istituto Marchiondi Spagliardi. Questa contrapposizione di eclatante architettura e avanzato degrado la incontra anche presso le Scuderie de Montel, vicino al colossale Stadio San Siro. Durante la sua ricerca incrocia, altresì, esempi di rifacimento e di riadattamento a nuove funzione come la Casa dell’Opera Nazionale il cui edificio è stato interessato dall’avvicendamento di attività e dal conseguente adeguamento, ciò non ne ha impedito il degrado, oggi piuttosto diffuso; altro esempio di riutilizzo è la Stazione di servizio Agip in Piazzale Accursio, rimasta in attività sino alla metà degli anni Ottanta e tuttora legata al settore automobilistico in quanto ospita in una parte del fabbricato l’attività di un gommista. 

Questo viaggio ci porta indietro, nel passato, e ci racconta una storia. In questi spazi, passato e presente insieme si amalgamano ma sono discordanti, si scontrano ma convivono. Coesistono in una metropoli4   Hidden-16 che si  muove velocemente e che freneticamente rincorre le avanguardie e la modernità, lasciandosi alle spalle un passato, un passato tuttavia presente, visibile e nel contempo nascosto, mimetizzato. 

Scaturisce dall’attenta analisi di questo lavoro, una forte contrapposizione di strutture, di architetture, di luoghi e di forme. Così, nel nostro presente, questi Luoghi silentemente resistono e tutti noi abbiamo modo, esaminando le fotografie di Alessandro, di  percepire il tempo come un fiume nel quale si susseguono passato, presente e futuro.

Quella di Alessandro è un'investigazione che non si ferma alla mera rappresentazione visiva, ma sente la necessità di INDAGARE, di ricostruire la storia di questi edifici e il fotografo stesso si assegna il compito di scovare ulteriori protagonisti di una Milano Nascosta. Quasi come un atto di denuncia, ci guida con i suoi occhi, lasciandoci con degli interrogativi. cosa riserva il futuro a questi luoghi? Come è possibile in una società così sviluppata non riuscire a trovare una soluzione all'avanzare del tempo? intanto, in silenzio, come fantasmi, questi luoghi ingbbiati dall'avanzare del nuovo attendono un destino.

Locandina

Commenti  

 
#7 Cittadino Honesto!1! 2019-07-09 19:33
@Pippolungo

Sono sia avvocato che notaio personale del fotografo, e a tempo perso brain trainer; nessuno ti obbliga a sorbirti l'opera fotografica in questione (modo piuttosto offensivo di parlare di un'opera artistica). non è stata pagata con soldi tuoi o soldi pubblici, quindi il fotografo fa quello che gli pare.
Il problema è che a Gioia c'è troppa gente presuntuosa, che fa polemiche inutili e non apprezza mai nulla per partito preso e senza averne le competenze

p.s. Milano è a solo 1 ora di aereo e ci vive mezza Gioia, altro che lontanissimo paese del Nord...
 
 
#6 Sinceramente 2019-07-08 19:56
Alex capurso è un bravo grafico nonché un grande fotografo. Non ha bisogno di pubblicità. Mi risulta che abbia già fotografato Gioia, la statale 100, Bari e la Basilicata. Ora ha scelto Milano. Per fortuna sua espone a Bari così il gioiese medio non andrà nemmeno a vederlo. Meglio così per lui.
 
 
#5 obiettivo 2019-07-08 19:23
Cittadino Honesto!1! è il numero UNO! Complimenti. Grazie per l'indicazione. Io provvedo di sicuro
 
 
#4 Pippolungo 2019-07-08 16:38
X Cittadino onesto
Ma chi sei,l'avvocato difensore del fotografo?
Che c'entra andare a cena fuori con le foto?. E comunque non mi sembra una baggianata esprimere il desiderio che si diffondano scorci del nostro territorio,invece che sorbirci foto di angoli nascosti di una lontanissima città del nord che nemmeno ci degna del suo
interessamento.
 
 
#3 Cittadino Honesto!1! 2019-07-06 12:52
per obiettivo e Pippolungo

ma il fotografo sarà libero di fare ciò che gli pare? prossima volta pagatelo così fotografa ciò che volete voi.
di quello che avete scritto ricordatevene la prossima volta che andate a cena fuori, a fare la spesa all'auchan etc etc ricordatevi delle baggianate che scrivete
 
 
#2 Pippolungo 2019-07-05 14:04
Non sarebbe stato meglio fotografare e diffondere scorci di Gioia del Colle,in modo da incentivare il turismo?
Che ci azzeccano con la nostra comunita'le foto di Milano,fatte da un Gioiese?A chi e a cosa giovano?
Boh!
 
 
#1 obiettivo 2019-07-05 07:58
fino a milano alessa! e fai gioia nascosta o sammichele nascosta prima e poi vai a dire ai minesi che hanno pure loro risores
 

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