Volontari gioiesi in viaggio con l’A.M.A.S.I.-foto

Volontari gioiesi in viaggio con l’A.M.A.S.I.

Maria Rosaria Accardi e Nicola Ferrara Sono sei i volontari gioiesi dell’A.M.A.S.I. (Associazione Mariana Assistenziale Sollievo Infermi) di Bari, coordinata da Maria Rosaria Accardi, figlia del fondatore Alfonso Accardi, realtà che da 40 anni opera nel sud: Laura Nico, Vita Nacci, Franco Rizzi, Vita Caterina Masi, Mary De Rosa e Lucia Parlantesono loro gli angeli gioiesi che accompagnano i malati in pellegrinaggio a Lourdes e Fatima, rendendo più leggero il pesante fardello della disabilità e della malattia con la loro dolcezza, la loro sensibilità, la loro gioia di vivere, la loro contagiosa simpatia

Una realtà intercettata per caso, lontana dai riflettori e dai clamori dei media, durante la presentazione del libro di Fabio Bolzetta “I miracoli di Lourdes” che pur a Gioia è attiva. Infatti l’A.M.A.S.I è da anni presente con i malati alla messa che ogni anno si celebra in piazza Plebiscito, in occasione della festa di San Filippo, una idea di Rosanna D’Aprile presidente del Centro di Ascolto “Dal silenzio alla parola”.

Il 7 aprile Laura, Vita, Franco e Rosanna D’Aprile sono in viaggio verso Telese per partVolontari gioiesi in viaggio con l’A.M.A.S.I.ecipare al raduno annuale organizzato dal presidente Nicola Ferrara con Maria Rosaria Accardi, operosissima fondatrice dell’A.M.A.S.I. di Bari che accoglie i volontari gioiesi.

Maria Rosaria racconta dei trascorsi dell’associazione, dell’impegno dei suoi figli Luca e Augusta, dei personaggi anche famosi incontrati in questo percorso… Scopriamo che Massimo Giletti è un barelliere, Claudia Koll, Laura Efrikian, Gianni Morandi e suo figlio hanno partecipato ad eventi organizzati dall’Associazione, che il suo papà nell’Unitalsi vedeva poco spazio per la gente comune, non “nobile” e da qui la sua decisione di istituire l’A.M.A.S.I. cui destinò tutti i suoi averi, coinvolgendo in questo progetto di solidarietà l’intera famiglia e i suoi figli. Confessa la fatica nel portare avanti la “croce” organizzativa ed associativa senza “aiuti” istituzionali, in quanto l’associazione opera solo grazie al contributo libero e gratuito dei propri volontari e simpatizzanti, e la necessità di nuove e giovani energie per una associazione in movimento, in costante crescVolontari gioiesi in viaggio con l’A.M.A.S.I.ita perché capace di dare un senso ed una prospettiva alla sofferenza.

Giunti a Telese incontriamo Nicola Ferrara, presidente dell’A.M.A.S.I.T., una splendida persona ed un uomo eccezionale che pur duramente provato dalla sorte - ad 11 anni mentre raccoglieva asparagi nei campi, lo scoppio di un ordigno bellico lo ha reso cieco, privo delle mani e gli ha portato via il fratello quindicenne Valentino - con coraggio e fede ha reagito e dato un senso alla sua vita, dapprima come barelliere a Lourdes, poi mettendo su una bella famiglia e da venti anni curando l’A.M.A.S.I.T., realtà esemplare di come in una piccola cittadina del Sud si possa operare un vero e proprio “miracolo” riunendo tutti - volontari, sindaco, assessori, parroci, giovani, anziani e malati - intorno ad un progetto di solidarietà che vola alto.

Scaldano il cuore l’entusiasmo percepito in questo incontro, la gioia autentica dello stare insieme e condividere con chi è meno fortunato momenti di conviviale serenità, l’emozione nella voce di Nicola Ferrara in chiesa, nel ricordare l’ultima, dilaniante prova cui la vita lo ha sottoposto, la perdita quattro anni fa per un male che non perdona dell’amatissimo figlio Valentino, appena quindicenneVolontari gioiesi in viaggio con l’A.M.A.S.I.

Il coraggio di quest’uomo e di sua moglie Nunzia, la fede con cui hanno affrontato questo dolorosissimo calvario, pur vedendo negarsi la speranza di una guarigione attesa, meritata, giusta… sono un esempio per tutti coloro che per molto meno perdono se stessi.

Nel suo libro “La mia seconda vita” - assolutamente da leggere e da presentare anche a Gioia - il racconto fluisce ed incanta e soprattutto rasserena ed incoraggia chi è in cammino.

Nel settembre del ‘74 il suo primo viaggio a Lourdes, per chiedere la guarigione.

Non riacquistai la vista, non vidi la luce, ma più ascoltavo le richieste dei malati, più il mio desiderio di guarigione si attenuava…” E l’incontro con Nunzia “[…] Sì, è vero, ero cieco, ma ugualmente percepivo la sua bellezza, la sentivo nell’aria, l’avvertivo nelle sue parole, nel suo modo di porgersi, la coglievo nella sua sensibilità…”

Il 13 settembre del 1997 Nicola istituisce l’A.M.A.S.I. nella diocesi di Cerreto Sannita - Telese - Sant'Agata de’ Goti e viene designato presidente. Da allora, nel corso di questi ventidue aVolontari gioiesi in viaggio con l’A.M.A.S.I.nni, migliaia di ammalati sono stati accompagnati a Lourdes, Fatima e nei santuari italiani, centinaia gli incontri spirituali e di preghiera, i momenti ricreativi, le giornate di studio e di formazione organizzate. Il forte e solidale senso di appartenenza da questa piccola, bucolica cittadina si è esteso ed ha contagiato gli altri gruppi. Il raduno annuale nel quale incontrarsi, condividere tutto, scambiarsi doni, è sempre più atteso a partecipato.

Il 7 aprile dopo la Santa Messa seguita dal saluto emozionato ed emozionante di Ferrara, circa trecento presenti tra malati, dame e barellieri hanno raggiunto una sala in cui i volontari dell’ A.M.A.S.I.T. di Telese avevano allestito un pranzo davvero gustoso, con specialità locali, prosciutto crudo, lasagne fatte a mano, carciofi raccolti negli orti, braciole faraoniche e persino frutta e dolce. A scandire le abbondanti libagioni, canti tradizionali eseguiti dal vivo e danze.

Tanti anche i doni generosamente distribuiti, in ricordo della giornata. Ma quel che più di ogni altra cosa sarà ricordato, è il sorriso di Daniele, un rVolontari gioiesi in viaggio con l’A.M.A.S.I.agazzo paraplegico che ha danzato “in carrozzella” scatenandosi come non mai, ridendo fino alle lacrime con Laura Nico, stremata da tanta energia. Ed ancora la serafica presenza di nonno Ciccio e nonna Nardina, il canto non sempre intonato ma felice di un ragazzo e della sua mamma, gli abbracci sinceri ed affettuosi dei volontari che non trattano i malati da malati, ma da fratelli e sorelle, tenendo alto il morale, coccolandoli…

Concludiamo con alcuni versi tratti da una poesia di Nicola Ferrara tratta dal libro biografico da lui scritto con l’aiuto della giornalista Liliana Naimoli... “Quello che vorrei”

“[…] Quello che vorrei è che ogni uomo riesca a vedere/ nell’animo del prossimo/ al di là di ogni disabilità./ Quello che vorrei… / è che Dio illumini la mente dei sofferenti/ affinché possano vivere la malattia/ come una condizione privilegiata/ per avvicinare se stessi a Dio./ Quello che vorrei …/ è che il volontariato diventi/ parte integrante della società futura,/ del mondo in cui vivranno i nostri figli. […]”.

Un sincero grazie a Laura Nico per le belle foto ed aver reso possibile questo magico incontro!