Venerdì 23 Agosto 2019
   
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Oggi e il 7 informazioni sulla 5^ Giornata di Prevenzione del Diabete

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diabete “Il 7 aprile 2019 dalle 9.30 alle 14:00, con il Patrocinio della ASL Bari, si terrà la 5^ Giornata di Prevenzione del Diabete presso l’ex Ospedale Paradiso Ambulatorio di Endocrinologia a Gioia del Colle, promossa dalle associazioni Libertà e Giustizia, Centro d’Ascolto e Sportello Sanitario virtuale.

Con quest’ultima, si conclude il ciclo di Giornate di prevenzione partite lo scorso 11 novembre, con l’obiettivo dell’acquisto di un Ecotomografo e l’apertura di un ambulatorio sociale a carattere preventivo. La Giornata vedrà coinvolta una fascia adulta, ma rivolgerà una particolare attenzione anche ai bambini, molto spesso inconsapevolmente colpiti dalla patologia, per le abitudini alimentari errate. A questo proposito, è stata nostra cura richiedere la presenza di Medici nutrizionisti, che potranno guidare i genitori verso un corretto stile di vita dei loro bambini. La quota d'iscrizione per gli adulti di €.20.00 e per i bambini fino ai 14 anni € 5.00 e comprende: Per gli adulti visita, test e consulenza nutrizionale, per i bambini visita, stick e consulenza nutrizionale.
Oggi, giovedì 4 aprile alle ore 18.00 nel chiostro comunale si terrà un incontro sul tema" diabete e obesità infantile, prevenzione e cura".

All'interno della serata i bambini delle scuole di Gioia, saranno coinvolti in un Progetto del mangiar  sano e sabato mattina, a squadre, saranno accompagnati nei supermercati, dove, in base alla lezione seguita,  dovranno effettuare una spesa equilibrata, acquistando prodotti che rispettino la loro salute. La squadra vincente sarà premiata. Tutti i bambini che si iscriveranno, con i loro numeri di accesso parteciperanno ad una pesca di beneficenza con tanti premi. Per informazioni e iscrizioni: 3479969288.

GIORNATA DELLA TIROIDE


 Anche questa volta, come per la Giornata della Tiroide, lo staff merita attenzione. Coordinati dalla dr.ssa Monica Modugno Endocrinologa DSS13, saranno presenti la dr.ssa Manuela Delle Noci Endocrinologa, il dr. Filippo Procino Nutrizionista, e la dr.ssa Ilaria Donvito Nutrizionista presso l’Ospedale Miulli. L'obiettivo della Giornata è sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sul diabete, una malattia grave e diffusa la cui prevalenza, secondo l'OMS, è in continuo aumento. Nel 2014 era stimata pari al 8,5% della popolazione a livello mondiale, a fronte del 4,7% del 1980. Secondo tali stime, nel mondo si contavano circa 422 milioni di persone affette da diabete mellito, 64 milioni all’interno della Regione europea dell'OMS. In Itadiabetelia, in base ai dati ISTAT, nel 2016 si è stimata una prevalenza del diabete noto pari al 5,3% (5,4% negli uomini, 5,2% nelle donne) pari a oltre 3 milioni di persone, con un trend in leggero calo negli ultimi anni, dopo un decennio di crescita costante. La prevalenza aumenta al crescere dell'età fino a un valore di circa il 20% nelle persone con età uguale o superiore a 75 anni. La prevalenza è mediamente più bassa nelle regioni del nord (4,7 e 4,5%) rispetto a quelle del centro (5,7%), del sud (6,1%) e delle isole (5,8%)


DIABETE DI TIPO 1 E DIABETE DI TIPO 2


Si distinguono un diabete mellito di tipo 1 (detto anche diabete immunomediato, circa il 10% dei casi) e un diabete mellito di tipo 2 (detto anche diabete non immunomediato o dell'adulto, circa il 90% dei casi). 

Si tratta fondamentalmente di due malattie distinte, in quanto i due tipi di diabete si differenziano per: eziopatogenesi: distruzione autoimmune delle cellule beta del pancreas nel tipo 1, ridotta sensibilità all’insulina e insulino-resistenza periferica nel tipo 2; età di insorgenza: bambini-adolescenti nel tipo 1, adulti nel tipo 2; sintomatologia di esordio: acuta nel tipo 1, più sfumata e graduale nel tipo 2; strategie terapeutiche: insulina dall’esordio nel tipo 1, correzione degli stili di vita e farmaci ipoglicemizzanti nel tipo 2; possibilità di prevenzione primaria: il tipo 1 non è prevenibile, il tipo 2 si può prevenire. L'insorgenza del diabete di tipo 2, infatti, come per altre patologie croniche (malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche), è correlata alla presenza, oltre che di fattori ereditari, anche di fattori di rischio quali: l’obesità e il sovrappeso, la sedentarietà, lo scarso consumo di frutta e verdura, l’abuso di alcol, il fumo di tabacco e le diseguaglianze socio-economiche che, unitamente a ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa, sono responsabili del 60% della perdita di anni di vita in buona salute in Europa e in Italia. Pertanto, mentre il diabete di tipo 2 è in parte prevenibile modificando gli stili di vita delle persone a rischio, particolarmente per quel che riguarda la nutrizione e l’attività fisica, il diabete di tipo 1 non può essere prevenuto, in quanto sono ancora poco chiari i fattori di rischio che interagiscono con la predisposizione genetica scatenando la reazione autoimmunitaria.

Un ricovero al pronto soccorso in condizioni molto gravi. Esordisce spesso così il diabete infantile, la malattia metabolica più diffusa nell’infanzia: solo in Italia colpisce 20.000 bambini e adolescenti, con un’incidenza che negli ultimi 15 anni è raddoppiata. Se non riconosciuto, il disturbo può innescare una chetoacidosi: nel sangue si accumulano glucosio e corpi chetonici, sostanze tossiche che possono essere fatali perché provocano lesioni cerebrali. Proprio per questo, la Società italiana di diabetologia e endocrinologia pediatrica (Siedp), con il contributo di Bayer Health Care, ha avviato una campagna di informazione nelle scuole e presso i pediatri. L’obiettivo è sensibilizzare i genitori, che devono imparare a riconoscere i primi campanelli d’allarme. Ce li spiega Mohamad Maghnie, responsabile dell’Unità operativa di endocrinologia clinidiabete_mellito1_galleryca e sperimentale dell’Istituto Gaslini di Genova.


 I SINTOMI DA NON TRASCURARE


Il diabete infantile (o di tipo 1) è una malattia autoimmune che ha come bersaglio le cellule beta del pancreas, specializzate nel produrre insulina, l’ormone che regola il metabolismo degli zuccheri. Aggredite da autoanticorpi prodotti dall’organismo, vengono letteralmente distrutte. Questo processo è lento e, anche se la malattia può essere presente sin dalla nascita, l’organismo riesce inizialmente a compensare la carenza di insulina. Quando però l’ormone diminuisce troppo, il glucosio si accumula nel sangue e viene eliminato nelle urine, provocando l’aumento della sete e dell’esigenza di fare la pipì, anche di notte. Così il bambino si disidrata e perde peso, anche se è tutt’altro che inappetente. Se poi ha sonno e respira in modo superficiale, ha l’alito che odora di frutta marcia e ha gli occhi cerchiati occorre intervenire subito. Di fronte a segnali di questo tipo bisogna andare subito al pronto soccorso. Così si evita che la chetoacidosi possa aggravarsi, portando a danni irreparabili.


LE NUOVE LINEE GUIDA


Grazie alle recenti indicazioni, stilate dalla Siedp, per la gestione di questa emergenza, oggi tutti i medici sanno che le prime due ore sono fondamentali: attraverso la somministrazione di soluzione fisiologica (acqua e sali) possono far fronte alla disidratazione, che può portare a una crisi ipoglicemica. Poi, le cure per il diabete non mancano e si basano essenzialmente sulle infiltrazioni di insulina. Sport e dieta sono grandi alleati. Ok agli sport aerobici (corsa, pallacanestro, pattinaggio, nuoto) da effettuare tre volte alla settimana: aiutano a bruciare gli zuccheri, permettendo di ridurre le dosi di insulina da utilizzare. Anche la dieta corretta è fondamentale. Quella ideale è calibrata così: 50- 55% di carboidrati, 15% di proteine e 25-30 % di grassi. Da evitare gli zuccheri semplici (zucchero da tavola o miele,per esempio) che possono essere sostituiti da dolcificanti. No anche all’abuso di succhi di frutta industriali e di bevande gassate mentre un “vero” dolcetto (una fetta di torta fatta in casa, per esempio) può essere concesso, senza rischio di picchi iperglicemici se il bambino è ben compensato. Vi aspettiamo!"

I Coordinatori

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