Mercoledì 22 Maggio 2019
   
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Antonello di Giorgio: “Gas Radon, seconda causa di tumore ai polmoni”

gas radon

gas-radon-pericoli “Era il 2018 quando la notizia del Gas Radon è piombato prepotentemente nelle nostre vite. Cosa sconosciuta a tutti ma considerata la seconda causa di tumori ai polmoni dopo il fumo, Inodore e insapore, il gas radon si trova in natura.

A lanciare l’allarme furono i geologi, portando l’attenzione su un tema poco trattato ma che dovrebbe essere divulgato, dal momento che l’esposizione della popolazione a questo gas presente nell’aria può essere davvero pericolosa.

Si parlò per la prima volta in un convegno organizzato dal Dott. Antonello di Giorgio dello studio Opus in qualità di consulente di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, dal presidente del consiglio comunale Franco De Donato in qualità di consulente del lavoro e da un esperto fisico.

La legge regionale n.30 del 3/11/16 stabilisce come limiti 300 Bq/m3 valore oltre il quale subentra un rischio cancerogeno per l'essere umano. Il radon è un gas nobile radioattivo naturale che deriva dal decadimento dell'uranio, si trova in natura in piccole quantità nel suolo e nelle rocce, è incolore, insapore e inodore. Il radon è quindi un agente cancerogeno, la cui esposizione nei luoghi chiusi aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare.L’entità del rischio dipende dalla concentrazione di radon a cui si è esposti e da quanto dura l’esposizione.A parità di condizioni di esposizione al Radon, i fumatori sono più a rischio dei non fumatori.In Italia l'esposizione al Radon è responsabile (secondo la stima del 2010 dell'Istituto Superiore di Sanità) di circa 3200 casi di tumore polmonare all’anno. E' soprattutto l'INAIL che dice che il radon è considerato la principale causa di morte per tumore ai polmoni dopo il fumo di tabacco.

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Dott. Di GiorgDott. Antonello Di Giorgioio dopo quasi un anno dalla presentazione di questo nuovo fenomeno qual è la situazione in paese?

“Dai primi esiti ottenuti con i monitoraggi ai propri clienti, ho notato che in alcuni casi il limite di 300 Bq/m3 è stato notevolmente superato. In particolare in attività interrate nei centri storici con tufi, marmi o pietra e con poca aereazione. La differenza è notevole con le attività di recenti costruzioni e dei locali a piano terra con vetrine sempre aperte”.

Da cosa può dipendere, c’è un fattore scatenante?

“Faccio un esempio. C'è stato un caso di una stessa attività dove in un'area appena ristrutturata si sono riscontrati valori nei limiti e in un area di vecchia costruzione valori abbastanza alti, questo evidentemente può significare anche che il materiale edile di anni e anni fa' rispetto a un materiale moderno conforme CE, può incidere nell'addensamento del Radon”.

Ma in cosa consiste il monitoraggio. In parole chiare come ci possiamo avvertire la presenza?

“Il monitoraggio consiste nel posizionare un dosimetro CR-39 in ogni ambiente aperto al pubblico con superficie maggiore di 20 mq a piano terra o interrato per un’anno suddiviso in due semestri.

La procedura per il monitoraggio consiste nel collocamento di uno o più dosimetri , in base alla superficie delle attività per una durata di sei mesi. Terminati i primi sei mesi il dosimetro va tolto e inviato al laboratorio accreditato per essere analizzato e viene istallato un nuovo dosimetro che dovrà monitorare i successivi sei mesi. Al termine dei successivi sei mesi, viene rimosso anch'esso per poi essere analizzato. la relazione finale, viene inviata all'ARPA e al SUAP del comune di appartenenza dell'attività tramite posta certificata. Tutta la procedura del monitoraggio si ripete ogni cinque anni”.

Possiamo tracciare una linea generale su Polignano?

“In generale Polignano a Mare rispecchia l'andamento dei comuni della provincia di Bari, cioè più ci si avvicina nei centri storici dove il tufo ne fa da padrone con poca ventilazione e maggiore è la presenza del Radon. Più ci si sposta nelle zone residenziali più a monte e meno è presente il Radon”.

Dunque, abbiamo trovato il gas, quale proceduta viene effettuata?

Una volta accertata la presenza di Radon, si può diminuirne la pericolosità con il supporto di un tecnico esperto che collabora con il mio studio, che decide quale azione di rimedio più appropriata può essere vantaggiosa per risolvere la problematica. Le azioni di rimedio sono la depressurizzazione del terreno, aerazione degli ambienti, l'aspirazione dell’aria interna specialmente in cantina, la pressurizzazione dell’edificio, ventilazione forzata del vespaio, l'impermeabilizzazione del pavimento, la sigillatura di crepe e fessure, l'isolamento di porte comunicanti con le cantine, la ventilazione forzata del vespaio.

Il metodo più efficace ed immediato, ma provvisorio e d’inverno sicuramente  dispendioso per liberarsi del gas è arieggiare correttamente. Ad esempio le finestre devono essere aperte almeno tre volte al giorno per dieci minuti, iniziando dai locali posti ai livelli più bassi; la chiusura, invece, deve iniziare dai piani più alti, per limitare l’effetto ‘camino’”.

Questa procedura va bene per i locali storici, mi sembra di capire. Quindi per le nuove costruzioni si può stare tranquilli?

“Il problema è differente per gli edifici di nuova costruzione. Una semplice prevenzione può ridurre il rischio e limitare i costi. Intervenendo già in fase di predisposizione dei piani urbanistici e, soprattutto, di progettazione degli edifici. È indispensabile, ad esempio, monitorare il terreno anche dopo lo scavo delle fondazioni, isolare l’edificio dal suolo mediante vespai o pavimenti galleggianti ben ventilati, impermeabilizzare i pavimenti e le pareti delle cantine con guaine isolanti, evitare collegamenti diretti con interrati o seminterrati, isolare le canalizzazioni degli impianti, usare materiali non sospetti. Sabbia, ghiaia, calce sono quasi sempre innocui; così come la pietra calcarea, il gesso naturale, il legno, il cemento puro e quello alleggerito”.

Possiamo tranquillizzare tutti dunque. Non c’è allarmismo?

“Assolutamente no, la situazione è sotto controllo. Qualora invece ci fossero dei dubbi o delle perplessità, potete contattarci tranquillamente. Provvederemo ad un sopralluogo e se ci fosse la necessità avvieremo tutte le procedure di controllo e di messa in sicurezza”.

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