Inquinamento. Le preoccupazioni di Roberto Cazzolla Gatti

panoramica gioia del colle

Roberto Cazzolla Gatti"Spett.le Redazione di GioiaNet - La Voce del Paese, come accade ormai da alcuni anni, ho trascorso le ferie invernali a Gioia del Colle e le festività natalizie con parenti e amici gioiesi. Ritornare in Italia, in Puglia e in particolare nel mio paese d’origine è sempre una gran felicità. Purtroppo, però, non riesco a smettere di sorprendermi di alcune situazioni forse ancor più evidenti a chi, mancando da mesi, si ritrova dinanzi a problematiche allarmanti per quanto apparentemente ignorate (o almeno poco sentite) da molti che le vivono quotidianamente. Oltre al disastroso stato in cui versano le strade e le vie di comunicazione con i comuni limitrofi del paese e all’assurda quantità di discariche a cielo aperto (quella d’amianto, plastiche e inerti sulla Gioia-Turi è abominevole) e di rifiuti, a volte persino ben imbustati, selvaggiamente lanciati da auto in corsa, ciò che più mi ha negativamente colpito in questo mio rientro festivo è stata l’aria pesante che si respira nel paese. E non lo dico da un punto di vista politico o sociale, che da quanto mi viene riferito lo è già da tempo, ma ambientale. Credo di non esser l’unico ad accorgersi che qualcosa non va nell’aria del centro urbano gioiese!

L’incredibile traffico automobilistico, se paragonato alla dimensione del paese, che s’intensifica in molte ore della giornata, combinato a un parco auto spesso privo delle più recenti misure di contenimento delle polveri sottili (come le marmitte catalitiche Euro 4 e 5), immettono nell’aria monossido di carbonio, ossidi di zolfo e azoto, ozono, additivi dei combustibili, nanopolveri prodotte dai veicoli a diesel e dall’erosione del manto stradale e degli pneumatici.

Durante le festività natalizie, passeggiando lungo le strade del centro, l’aria mi è sembrata davvero irrespirabile. A volte, persino dalle finestre di casa si percepisroberto cazzolla gatti sulla rivista internazionalece l’enorme inquinamento atmosferico che sembra interessare molte zone di Gioia del Colle. Ovviamente, quanto da me riportato è frutto di percezioni, letteralmente, “a naso” e sono consapevole che qualche mio collega tuttologo locale potrebbe, per istinto, tacciarmi di “allarmismo”, come fatto in occasione del mio monito sull’incredibile riduzione d’insetti riscontrata nell’estate 2017 (http://www.gioianet.it/attualita/14583-ve-poca-gioia-in-questa-indifferente-gioia-del-colle.html). In quell’occasione, infatti, piuttosto che considerare la serietà del problema, qualcuno mise in dubbio la veridicità dell’allarme che, invece, si è rivelato essere un dramma globale (http://www.gioianet.it/attualita/14844-roberto-cazzolla-gatti-il-declino-degli-insetti-e-unemergenza-globale.html) al quale, proprio questa settimana, la rivista Internazionale ha dedicato la copertina.

Ora, poiché il metodo scientifico ci insegna che per poter lanciare un allarme è necessario avere i dati alla mano e i risultati di esperimenti ripetibili, per evitare inutili e controproducenti polemiche alla ricerca di qualche istante di notorietà, mi riservo di sottolineare che la preoccupazione da me qui espressa è frutto di una constatazione soggettiva e priva di dato empirico. Questo aspetto, però, non la rende meno degna di attenzione da parte della popolazione e di coloro che andranno ad amministrare la città a breve poiché è motivata da:

- l’interesse nel garantire livelli d’inquinamento atmosferico che non superino le normative vigenti e che non mettano a rischio la salute dei miei ex concittadini, nonché parenti e amici;

- l’evidente particolarità geografica e atmosferica di Gioia del Colle che la pone al centro delle ricadute delle polveri sottili degli impianti industriali di Taranto e delle diossine dell’inceneritore di Massafra, e collocata in un’area di accumulo di fenomeni meteorologici stazionari come nebbie e foschie che permettono il ristagno degli inquinanti atmosferici;

- l’incremento del traffico automobilistico del centro urbano, spesso costituito da auto vecchie o di grossa cilindrata (tipo SUV);

- la presenza di una pista di decollo e atterraggio di velivoli militari ad altissima emissione di inquinanti atmosferici a ridosso del centro urbano;

- la presenza di un impianto sperimentale presso l’ex Ansaldo Termosud che da anni emette ignote quantità di inquinanti atmosferici derivanti da ignote sperimentazioni su ignoticiminiera sperimentazioni itea rifiuti;

- l’impossibilità di fornire un dato oggettivo sul reale livello d’inquinamento atmosferico durante tutto il corso dell’anno per l’assenza delle tanto annunciate, ma mai installate, centraline di rilevamento e la necessità, pertanto, di fidarsi del “proprio naso”.

Questa mia missiva, dunque, vuole essere un semplice monito per i cittadini e i futuri amministratori a prestare particolare attenzione alla propria salute e alle problematiche ambientali locali e a porre tra le priorità dell’agenda politica una maggior tutela della salute e dell’ambiente.

Sarebbe, a mio avviso, estremamente urgente limitare il traffico automobilistico nel centro urbano e vietare l’accesso ai mezzi inquinanti e, in particolare, installare sistemi di monitoraggio degli inquinanti atmosferici (inclusi PM10 e PM2.5, diossine e IPA) distribuiti in vari punti della città, affinché quelle sensazioni “a naso” e quell’aria soffocante che si respira nel paese non siano “allarmismi” presi di mira da esperti commentatori del web, ma dati concreti sui quali lavorare per garantire un miglioramento urbano, ecologico e sociale del proprio paese.

Nella speranza che le vecchie e nuove generazioni di gioiesi, a me tanto cari, colgano questa mia preoccupazione con spirito proattivo e che facciano pressione sulla prossima amministrazione affinché, dopo decenni d’attesa, si conosca il reale livello d’inquinamento atmosferico del paese e si mettano in atto le misure necessarie a contenerlo, colgo l’occasione per augurare a tutti voi buon lavoro e di essere sempre in buona salute".

ROBERTO CAZZOLLA GATTI, PH.D.
Biologo ambientale ed evolutivo
Professore associato presso la Tomsk State University, Russia
Ricercatore associato presso la Purdue University, USA