Martedì 11 Dicembre 2018
   
Text Size

Nuovo successo a Palazzo Romano Eventi con Martino Sgobba

martino sgobba a palazzo romano

martino sgobba a palazzo romano Il primo appuntamento della serie di incontri organizzati da Palazzo Romano Eventi nell’ambito della iniziativa ‘Domus verba’ ha visto, giovedì 22 novembre,  la presentazione del nuovo romanzo dello scrittore e Dirigente Scolastico Martino Sgobba dal titolo ‘La stanza dei racconti’ presso Palazzo Romano.

L’iniziativa parte dalla volontà dell’avvocato Lucio Romano di offrire un luogo di sua proprietà, diventato un punto di riferimento nella cultura gioiese, in qualità di  ‘casa delle parole’, un luogo in cui si possa coniugare l’incontro con intellettuali del territorio con l’incontro con tutte le arti. La serie di incontri organizzati da Palazzo Romano Eventi ha l’obiettivo di fornire esperienze di cultura, dialogo fra le arti, condivisione e conoscenza della vitalità artistica del nostro territorio mettendo al centro della riflessione ogni vmartino sgobba a palazzo romanoolta una forma d’arte. Il primo incontro ha visto ‘la scrittura’ come concetto chiave.

Il professor Giacomo Leronni nella presentazione del romanzo di Martino Sgobba ha premesso che il libro è una esperienza che si deve fare poiché ciò che il lettore può apprendere non può essere spiegato né dall’autore né dallo scrittore.

Il romanzo, anche se risulta difficile definirlo romanzo, è racconto ma anche riflessione sulla scrittura e sul mondo, riflessione sul rapporto col tempo e con le cose. Un bilancio sul senso del vivere, sull’apertura al mondo, sul rapporto uomo – città e uomo-mondo, sulla necessità di raccontare e raccontarsi.

 ‘La stanza dei racconti’ può anche essere lettmartino sgobba a palazzo romanoo come un breviario sulla scrittura ma offre anche la consapevolezza che la scrittura è una attività per persone inquiete, cerca le radici dell’inquietudine e non ha niente a che vedere con la pacificazione o la risoluzione dei conflitti. E’ un romanzo, come è emerso dalla presentazione, che non ha niente a che vedere con la melassa che si legge oggi, confezionata per offrire consolazione, è un romanzo che scava nell’intimo, nel senso del reale, nelle verità e false verità. Sin dall’inizio vi è infatti una esplicita ammissione di resa dello scrittore: ‘trattasi di scrittura, le parole soffiano dove e come vogliono’. Dunque, la scrittura stessa avvia un percorso che neanche lo scrittore sa dove lo condurrà.

Il professor Leronni ha più volte sottolineato nella introduzione che il lettore perde i punti di riferimento in quanto il romanzo oscilla fra verità e menzogna. La scrmartino sgobba a palazzo romanoittura rivela molte verità di noi stessi, delle relazioni in cui siamo immersi, ma è anche fonte di rilevazione delle menzogne. La scrittura diventa una esperienza di ambiguità: lo scrittore si pone al servizio della scrittura. Sgobba rende il rapporto con il testo scivoloso: si perde il senso del tempo e della storia. L’autore gioca fra ricordi e ricordi falsi. La menzogna viene usata per confondere le idee dei lettori, per confondere le idee dell’autore stesso.

Come lo stesso Sgobba sostiene ‘La scrittura è un viaggio poco importa la meta’. Il libro infatti è un continuo viaggio olfattivo e visivo del protagonista Luca nella Belluno e nelle altre città in cui ha vissuto. Si è sempre in movimento non solo nello spazio e nel tempo ma anche attraverso le numerose vite incrociate. ‘La stanza dei racconti’ è infatti diviso in tre parti di lunghezza differente nellemartino sgobba a palazzo romano quali si passa dal diario di ricordi, al presente narrato in prima persona fino a giungere al presente raccontato in terza persona. Pur essendo un libro pervaso da una grande solitudine, Martino Sgobba descrive non solo le vicende del protagonista ma anche ‘le vite pulviscolari’ ovvero le vite degli emarginati, di persone minori, di tipi strani con una straordinaria capacità di immedesimarsi che fa comprendere al lettore che nessuna vita è marginale. Quando questa vita viene illuminata ci mostra ricchezze e tesori perché tutte le vite si condensano nello stesso punto.

L’autore ha confessato che un verbo importante per descrivere il romanzo è ‘rivelare’. Il senso è stato raccontare Belluno per rivelare, svelare il rapporto col mondo e con le cose, con la scrittura e con l’ispirazione perché la scrittumartino sgobba a palazzo romanora procede sempre per tentativi, virate e ritirate.

Il primo incontro di ‘Domus verba’ ha certamente emozionato ed incuriosito il pubblico, confermando che ogni scrittura, ed ogni lettura, provoca uno smottamento, un viaggio verso l’ignoto che induce anche il lettore a fare i conti con se stesso e con i propri punti di riferimento, con il proprio passato e presente.

Un po’ come la poesia di Borges citata da Sgobba nel romanzo ‘ La memoria del tempo è piena di spade e di navi e di polveri di imperi/ e di rumori di esametri e di alti cavalli da guerra e di clamori e di Shakespeare. Io voglio ricordare quel bacio con cui mi baciavi in Islanda’.

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI