Martedì 11 Dicembre 2018
   
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Mai più violenza sulle donne - La “voce” di Elisabetta Destasio Vettori

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la-violenza-sulle-donne-lisa-battelli-psicologa-1140x724 Nessun evento è stato progettato dalle istituzioni, dalle scuole, dal centro antiviolenza o dalle associazioni in occasione dellaGiornata Internazionale contro la violenza sulle donne”.

Un 25 novembre inspiegabilmente silenzioso in questa nostra città, così come silente è il pianto di chi non trova coraggio e voce per denunciare le violenze subite.

Lo scorso anno “But Tomorrow, what will we do?”, mostra fotografica con evento a tema di Pio Meledandri, curato da Pino Scaglione, portò a Gioia una donna molto speciale.

Una donna che sa dar voce a quel silenzio e che ha esorcizzato il dolore, la sofferenza della violenza, attraverso la parola: Elisabetta Destasio Vettori.

Ed è con i suoi versi che invitiamo ogni donna a lottare e sperare, affinché non si debba più morire per amore, che amore non è.

Sono 32 le donne che in questi primi nove mesi hanno perso la vita… Il loro grido di aiuto non è stato ascoltato nell’assordante silenzio dell’indifferenza. Un silenzio che con la complicità di chi non vuol vedere o vede e tace, arma quei carnefici nati da donne che non sanno amare, nelle cui vene scorre insieme all’odio ed alla rabbia, il virus di un amore malato, che amore, se amore era, più non è.

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“Il mio grido per tutte le donne senza voce.la-violenza-sulle-donne

Il mio carnefice

 
Il mio carnefice, aveva degli occhi di cielo
l'odore incantato dei tigli,
il bianco e pulito dei petali
con cui mi ricopriva i seni.
Il mio carnefice, 
aveva il colore rosso e caldo dei fiori del flamboyant e della pianta odorosa e
prodigiosa del qat, a ricordarmi lo Yemen lontano.
Il mio carnefice,
accendeva
candele e mi scriveva sulla
schiena parole di miele, di mirra. Non c'erano notti e avevo la pelle di luna;
così diceva, mentre mi ammazzava la vita.
Il mio carnefice,
aveva occhi di ghiaccio, affilava lame di parole come ad infilare perle.
Aveva l'odore del vuoto e dei fiori di tiglio calpestati, macerati.
Macerie.
Il mio carnefice,
aveva il colore rosso della ferita, della menzogna, delle botte.
Un pezzo alla volta si è cibato
delle mie nudità, fino all'anima,
fino all'ultimo centesimo, fino all'ultimo brandello.
Fino all'ultimo.
Sono stata carne, sono stata merce, sono stata acqua, sono stata aria,
sono stata niente.
Nemmeno la voce ho avuto per gridare. Le corde vocali strozzate.
Sono stata merce, sono stata acqua, sono stata aria, sono stata niente.
Ma sono viva anche da morta e cado dal cielo sotto forma di mille altre donne
e le mie ferite sono oro intarsiato, tra la parola coraggio e la parola amore.
E grido, grido con la voce di mille donne:
coraggio
amore”.

[Elisabetta Destasio]

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Elisabetta De45536241_10216167315847965_6725347198403346432_nstasio è nata e vive a Roma. Sin dall’adolescenza ha sviluppato la predilezione per la scrittura, la poesia, il canto e la danza. Inclinazione naturale rafforzata da un ambiente familiare fertile e dalla stretta amicizia di suo padre con Pier Paolo Pasolini. Di formazione classica, oltre a comporre poesie per pura passione, ha intrapreso dal 1995 un intensa attività nell’ambito delle produzioni teatrali e musicali, collaborando con Carmelo Bene, Luciano Berio, Lina Sastri, Ennio Morricone.

Dal 2013 è anche consulente editoriale ed editor. È membro del comitato organizzativo del Premio Poesia Città di Fiumicino, dal 2015.

Per i tipi di Annales Edizioni e con la prefazione di Alberto Bertoni ha pubblicato le sillogi “Sogno d’acciaio” e “Corpo in animae”. LietoColle Editore l’ha inserita nell’Agenda Poetica 2013 ed è presente nell’Atlante dei Poeti redatto dal Portale di letteratura dell’Università di Bologna.

Ed ancora “La ricerca”, con la supervisione e cura di Alberto Bertoni e Milo De Angelis, “Quartine d’amore e d’altri sensi”, “Romanzo in rosso” e “Inedita”, un’opera in endecasillabi. E poi “Donne senza voce”, un racconto/testimonianza di donne nel sud est dell’Africa. Storie di violenza e vita sopravvissuta. Conduce approfondimenti sul tema del dolore e della malattia, in collaborazione con l’équipe del Policlinico di Tor Vergata a Roma. Coordinamento letterario di Giampaolo Gombi e del prof. Gianmario Anselmi, già direttore del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica, presso l’Università di Bologna.

Elisabetta Destasio è stata ed è ospite e relatrice in numerosi convegni ed iniziative dedicate al tema della lotta contro la violenza di genere. Presso l’Ordine dei Medici di Roma, la Camera dei Deputati, la Casa della Cultura di Milano, ed altri ancora.

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