Martedì 11 Dicembre 2018
   
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Un centenario della “Grande Guerra” da ricordare grazie all’UTE-foto

centenario grande guerra

centenario grande guerra Giovedì 15 novembre  nel chiostro comunale di Gioia, in occasione del centenario della fine dellaGrande Guerra” 1918-2018, l'UTE (Università della III  Età e del Tempo Libero) ha organizzato una serata in ricordo dei circa 650.000  italiani caduti.

Due i nomi di prestigio che hanno discettato, in modo diverso, sui fatti tragici di quel periodo; il prof. Sergio D'Onghia e il prof. Giacomo Leronni. L'introduzione è stata affidata al Presidente UTE Vito Mastrovito che ha ringraziato tutti i presenti e i vari rappresentanti delle associazioni civili e militati. Ha evidenziato inoltre come ad  una intera generazione del secolo passato  fosse stata rubata la vita e che non si può parlare di vittoria  in una guerra, perché non ci sono né vincitori né vinti ma solo perdenti. “Questa serata non è per celebrare ma per fare memoria”.

Il prof. Sergio D'Onghia ha contestualizzato il periodo storico in cui andava maturando il conflitto mondiale, anni in cui stavano cambiando gli assetti geopoliticentenario grande guerraci dell'Europa e con le nuove tecnologie e nuovi mezzi militari vi era anche una corsa agli armamenti da parte di tutti gli Stati. Nell'aria quindi si respirava già la guerra e la miccia fu accesa il 28 Giugno 1914 a Sarajevo, la capitale bosniaca,  con un attentato in cui persero la vita il granduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria e la consorte. La guerra fu dichiarata in quell'anno ma l'Italia per ragioni diverse e politiche  entrò in conflitto il 24 Maggio del 1915. Il prof. D'Onghia avvalendosi di diapositive, ha illustrato il suo lavoro di ricerca fatto in quattro anni , ma non ancora completato, visionando migliaia di documenti conservati negli archivi del comune di Gioia. All'epoca non vi era la possibilità di avere notizie circa i soldati partiti in guerra e il comune di Gioia, nella fattispecie, faceva da intermediario fra il fronte e i cittadini. Vi erano quindi richieste di informazioni sui dispersi e se l'esito era positivo l'eventuale moglie poteva ottenere la pensione di guerra. Documenti sulla prigionia o lettere commoventi  dalla zona di guerra, e ancora per la sezione caduti i 330 dicentenario grande guerra Gioia del Colle a cui fu dedicato il monumento ad opera dell'architetto gioiese Giuseppe Masi situato in piazza Cesare Battisti.

Il prof. Giacomo Leronni, cambiando prospettiva,  ha catapultato tutti in trincea e “facendo memoria”  ha fatto tornare in vita i soldati , qui con noi, attraverso  testimonianze letterarie di scrittori  partiti per il fronte citando Giuseppe Ungaretti, Renato Serra, Emilio Lussu, Soffici Ardengo; da quegli anni bui germogliava una buona letteratura. Tanti i passi letti dal prof. Leronni e tutti di grande valore artistico e carica emozionale, non tradendo il carattere della serata “non per celebrare ma per fare memoria”.

Il coro dell'UTE diretto dal Maestro Francesco Lorusso ha interpretato brani della Grande Guerra: La Tradotta, La Rivista dell'Armamento, Sul Ponte di Bassano, Ta Pum!, Stelutis Alpinis ed infine Il Canto degli Italiani.

“Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie”, la condizione dei soldati in trincea racchiusa in questa breve e meravigliosa poesia di Giuseppe Ungaretti.[foto Mimmo Castellaneta]

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