Lunedì 12 Novembre 2018
   
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IN RICORDO DEL PROFESSOR FILIPPO FIORINO

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In questi giorni è venuto a mancare il professor Filippo Fiorino. Lo ricordiamo proponendo ai lettori l’articolo pubblicato sul settimanale “La voce del paese” del 1 aprile 2017, pochi giorni dopo il suo centesimo compleanno organizzato e festeggiato nella sede del Circolo Unione presieduto da Dino Marazia, di cui il professore era socio.

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Filippo Fiorino - Cento anni di garbo, gentilezza e bon4

Stupore, curiosità e tanto, tanto amore colto insieme ad un bacio al volo in risposta alla domanda di Isa: “Mi vuoi davvero bene?”… Il professor Filippo Fiorino, classe 1917 e 100 anni compiuti il 24 marzo scorso circondato dai suoi cari e da soci e amici nel Circolo Unione, non ha alcun dubbio!

Conferma con il cuore ed uno sguardo che non lascia spazio ad interpretazioni la scelta compiuta all’età di 17 anni, quando Isa ne ha appena 14 e dona il suo cuore al giovane seminarista residente nel borgo di San Vito.

“lo avevo notato, era bellissimo! Un giorno lo vidi senza l’abito talare, allora mi dissi che avrei potuto conquistarlo, e così è stato! Eravamo giovanissimi e non ci siamo più lasciati.”

Per Filippo i sette anni trascorsi in Seminario, sotto l’egida di don Sante Milano, sono formativi. Ma a dirla con le parole di don Di Maggio, meglio un buon secolare che un sacerdote indeciso se la vocazione non infiamma.

Una scelta che avrebbe reso felice i suoi genitori, papà Adamo, direttore dell’Enel e mamma Anna Giulia. Dopo gli studi liceali Filippo accontenta i suoi genitori e si iscrive presso l’Università Cattolica di Milano alla facoltà di Lettere e Filosofia. Il 3 novembre del 1944 si trasferisce a Roma, il clima umido del capoluogo lombardo gli ha procurato problemi di salute, soffre infatti di una forma reumatica che gli crea problemi agli arti inferiori.

L’esame in Filosofia affrontato senza successo con il temutissimo Padre Gemelli, è brillantemente superato alla Cattolica di Roma con un meritato trenta e lode. Filippo lo ricorda con orgoglio, così come il coronamento del suo sogno d’amore, dopo quindici anni di fidanzamento, molti dei quali trascorsi lontani da Gioia, con il rischio che qualche spasimante finanziere rubasse il cuore della sua amata, ma il professor Filippo Fiorinorapporto temprato anche dalla lontananza, diviene ancor più solido. Il matrimonio ha luogo a Bari, nella Chiesa di San Giuseppe ed è celebrato da don Schirale con una messa cantata cui partecipano tre sacerdoti.

Da allora sono passati 67, una intera vita vissuta con gioia, affrontando le tante difficoltà quotidiane con coraggio ed ottimismo. Filippo è in ospedale per curare un invasivo angioma che in quegli anni, oltre a deturpare i suoi lineamenti, mette a repentaglio la stessa salute, quando la sua Isa perde la bimba che tanto avrebbe voluto donare come sorellina al piccolo Adamo.

Oggi Adamo, sessantaseienne è l’orgoglio dei suoi cari con la sua bella famiglia, la moglie dirigente scolastica a san Benedetto e due splendidi nipoti, Alessandro e Arianna, entrambi laureati ed affezionatissimi a nonno Filippo e nonna Isa.

Filippo per 42 anni insegna Lettere, una istituzione alla Carano e nell’ultimo anno presta servizio al Liceo Scientifico “Canudo”, lo ricordano con affetto studenti e colleghi.

“A scuola era un professore molto paterprofessor Filippo Fiorinono e gentile - afferma Leonardo Marazia, presidente del Circolo Unione -, non alzava la voce e se proprio non avevamo studiato, il suo rimprovero era un buffetto e l’invito a prepararci per il giorno dopo. Quando svolgevamo i compiti leggeva la Gazzetta, amava tenersi informato ed ha continuato a farlo negli anni trascorsi al Circolo, di cui è socio da sempre. Non ricordo di averlo mai visto arrabbiato…”

Per Anna Martoscia, sua collega presso l’istituto Carano, Filippo è da sempre accogliente, disponibile, gentile, galante, affettuoso e le dispiace non aver saputo della bella festa organizzata al Circolo.

“Era educatissimo, gioviale e aveva buoni rapporti con tutti. Sapeva stare con gli altri. Nel lavoro era preciso e coscienzioso, puntuale, intelligente, discreto e tollerante ma non permissivo. Averlo conosciuto ed aver condiviso con lui l’esperienza della docenza, è stata per me un’esperienza importante.”

La sua dieta negli ultimi tempi è spartana, non ha molto appetito ed a parte i biscotti della sua Isa, un capolavoro di dolcezza, si concede ben poche trasgressioni. Ricorda con nostalgia il pane cotto tra due mattoni quando era nell’esercito ad Oristano,in Sardegna.

“Ero caporale ma mi ritrovai degradato a soldato semplice per aver cantato “Bandiera rossa!” Filippo non abita in caserma ma ha casa ad Oristano e l’aver cantato insieme ad altri soldati milanesi questa arietta gli 9costa undici giorni di consegna in prigione con un assassino, le stellette ed il biasimo del comandante che pur non sente di volerlo condannare, salvandolo dall’accusa di tradimento… E’ anch’egli laureato ed anni dopo si ritroveranno colleghi nella stessa scuola, per la serie corsi e ricorsi storici.

Nel ricordare l’evento, un sorriso aleggia nello sguardo del professore… uomo di pace e non certo di guerra, ha tratto da quel banale incidente un prezioso insegnamento: il canto può essere pericoloso se il contesto è quello sbagliato.

Oggi circondato con vivace affetto da Isa, 97 anni di allegria, ottimismo e dinamicissima verve, pur non riuscendo più ad ascoltare la sua bella voce, legge nel suo sguardo un amore immutato che davvero commuove ed incanta! Perché 100 anni sono un traguardo raggiunto insieme, sostenendosi a vicenda, tenendosi per mano ed amandosi. Sempre e per sempre!

Dalila Bellacicco

 

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