Lunedì 12 Novembre 2018
   
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S.S. 100 di Alessandro Capurso - Scatti di antropologica mediterraneità

statale 100 di alessandro capurso

statle 100 scatti di Alessandro Capurso Una striscia di asfalto, troppo spesso bagnata di sangue, usurata dal flusso ininterrotto di automezzi, bloccata da lavori e messa in sicurezza con barriere di ferro e cemento tra due città e due mari, quale poesia può ispirare a chi ogni giorno la percorre stancamente per lavoro, con lo sguardo saettante tra gli specchietti o assonnato mentre si viaggia in autobus?

Alessandro Capurso ha colto nel suo percorso quel che nel caos del traffico sfugge a molti: la sua lineare bellezza che di grigio ha ben poco, quando si eleva tra cielo e mare e sfiora le più insolite, talvolta orride architetture concepite dalla mente umana, ingentilite da arbusti, colori, scritte e linee gialle.

Eppur la bellezza si annida nei dettagli di quel capannone in cemento con pannelli vestatle 100 scatti di Alessandro Capursordi e color crema inanellati di bidoni di acciaio, testimonianze di operosità imprenditoriale che dà linfa al Sud. Ed ancora ponti, alcuni vetusti come i manifesti circensi che li sporcano, altri futuristici templi della viabilità, adagiati su colonne che sostengono trabeazioni ed architravi senza fregi, icone di essenzialità sacrificata alla funzionalità.

Tra siepi incolte, palme longilinee poste a sentinella di luoghi di ristoro, costruzioni mai finite, abbandonate al degrado ed altre svettanti d’orgoglio, sbocciano a sorpresa frutti gravidi di mediterraneità come il luogo che attraversano e li attraversa. La loro intensa fragranza si mescola alla polvere ed all’effluvio di benzina e gomme, ricordando che sotto l’asfalto sgretolato c’è ancora fertile terra e vita. statle 100 scatti di Alessandro Capurso

Ed ancora in primo piano paesaggi colonizzati da francesi con scritte rosse su bianche domeniche spese tra gli acquisti, nel tentativo vano di sfuggire a quella latente solitudine che attanaglia nei giorni di festa chi non sa più condividere con i suoi cari e con sé stesso il tempo. Nella confusione di voci e corpi in coda alle casse o in sosta alle vetrine, si rispecchia il volto di una civiltà votata al consumo. Poco più avanti è l’oriente a dominare quel baricentro economico perduto e svenduto a pochi passi da realtà che dovrebbero elargire a piene mani cultura e formare all’impresa, ingrigite dallo smog e da costose lezioni.

Giunti alla meta, l’emblema dei nostri tempi… l’uomo “nero” che stancamente di avvia con il suo fardello di povertà e sogni alla ricerca del futuro. A diffstatale 100 di alessandro capursoerenza dei “bianchi”, apparentemente immune alle chimere del gioco che ammiccano colorate, promettendo denaro e successo in cambio del sostentamento quotidiano e di sogni perduti tra slot machine, fishes e poker d’assi. Sfiora le grate che proteggono tesori privati e la vita che lo circonda, immerso nei suoi pensieri.

Quest’uomo ed il contadino che osserva i suoi agrumi sono gli unici due gli scorci di umanità tra tante antropologiche presenze, scelta e cifra stilistica di Capurso che lascia parlare la loro assenza, per altro rarissima espressione in luoghi a così alta percorribilità.

Alessandro come ogni artista, si concede infine una licenza “poetica”, uno sguardo in prospettiva, in cui domina l’azzurro. In questo scatto della Statale 100 vi è apparentemente ben poco. Tre strisce colte in fuga rasoterra - il grigio dell’asfalto su cui sbiadiscono le frenate, il bianco della linea spartitraffico sporcato dal flusso delle auto e il ferro brunito di un guardrail non ancora ferito, macchie di verde ed ai margini della foto il focus di un ponte a stento visibile…- eppur vi è tutta la sua storia, la sua essenza, la sua bellezza, la sua drammaticità colte nella totale, quasi miracolosa assenza di umanità. Narrazioni di arte fotografica a firma di Alessandro Capurso, aedo dei luoghi che attraversa!

Commenti  

 
#1 Vito 15 2018-10-19 15:03
La percorro ogni giorno.. Da domani la guardero' con un nuobo occhio.. Grazie
 

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