Domenica 18 Novembre 2018
   
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Il ballerino Diego Buttiglione da Gioia vola a Budapest

diego buttiglione

diego buttiglione Nell’aprile dello scorso anno Diego Buttiglione era a Tokyo sul palco del Bunka Kaikan nel balletto “Nina Ananiashvili's final gala” per celebrare l'addio alle scene di Nina Ananiashvili, sua maestra e ballerina del Bolshoi per il Daily Telegraph una delle dodici più grandi ballerine di tutti i tempi e nel 2002 nominata “Miglior Ballerina dell'Anno” dal Dance Magazine USA, in primo piano sulla scena del balletto sovietico, russo e georgiano per decenni.

Lo spettacolo oltre ad aver registrato il tutto esaurito - ben 1900 posti - omaggiò i danzatori con 35 minuti ininterrotti di applausi.

Diego a soli 18 anni diplomatosi nel 2013 presso il Bolshoi Ballet Academy, in agosto, dopo tre anni di ingaggio nel Balletto statale georgiano approderà a Budapest in forza nel Balletto nazionale ungherdiego buttiglioneese. Per la sua famiglia, per papà Leo e mamma Silvana, una grande gioia, anche perché in sole due ore di volo potranno raggiungerlo e farsi raggiungere. Per Diego una nuova sfida da vincere, l’incontro con altri prestigiosissimi maestri e tanto entusiasmo velato da un pizzico di malinconia… a Tblisi in questi tre anni è stato bene ed ha anche messo su casa.

Abbiamo incontrato il ballerino nel giorno del suo 23esimo compleanno, il 26 luglio a Gioia in compagnia dei suoi amici: il russo Nikita Kapustin, suo fraterno amico con cui ha condiviso otto anni di duro e intenso studio e la sua ragazza, la brasiliana Mariana Gomes, entrambi ballerini del prestigioso Bolshoi che il 7 settembre si esibirà alla Scala. Con loro i ballerini del Balletto nazionale georgiano di cui ha fatto parte Diego: lo statunitense Philip Fedulov, Nuza Chekurashvili, Eka Surmava e la dolcissima Ruika Yokoyama, prima ballerina di nazionalità giapponese e compagna di Diego. La più silenziosa del gruppo in quanto parla solo inglese che più di ogni altro soffrirà per l’assenza di Diego. Un dolore che trapela dal suo sguardo quando lo osserva mentre ride e parla, accalorandosi.

Un affetto ed un calore pienamente ricdiego buttiglioneambiato dai ragazzi che intervistati hanno confessato di adorare il ballerino gioiese per la sua capacità di farsi voler bene, di essere sempre disponibile ed ospitale oltre che amico sincero, affettuoso e leale. Per loro non ha difetti, ed avendo imparato alla perfezione il russo è praticamente uno di… famiglia!

Ed è proprio sul senso di famiglia che Diego si sofferma.

“Ero poco più che adolescente quando ho studiato danza al Bolshoi, la mia famiglidiego buttiglionea mi mancava molto… In Russia i maestri sono preparatissimi ma molto severi, nonostante non amassi studiare al linguistico, ho imparato la lingua per sopravvivere e questo mi ha aiutato molto nei rapporti con gli altri ballerini. Si è creata subito complicità tra di noi ed una sincera amicizia… condividevamo spazi, esperienze e solitudine. Devo ringraziare mio padre che mi ha sempre esortato a parlare ed aprirmi, soprattutto quando a tredici anni ero timido e chiuso.

All’inizio, sapendo che ero italiano, erano un po’ diffidenti, temevano che catalizzassi l’attenzione di tutte le ragazze e rovinassi loro la piazza… All’estero siamo famosi per essere dei latin lover! Professionalmente parlando c’è sempre stata una sana competizione, per crescere devi dare sempre il massimo, e questo crea spirito di squadra e aiuta tutti a migliorarsi. Durante le esibizioni siamo davvero un unico corpo di ballo, se interpreti un ruolo nuovo o difficile, chi lo ha già interpretato ti dà consigli, ti aiuta perché quel che conta è il risultato finale, l’armonia che si crea e che viene percepita dal pubblico durante lo spettacolo per raggiungere il successo.

Essendo in tanti, nel Bolshoi 220, in Georgia 180, turniamo un po’ in tutti i ruoli, non ci sono protagonisdiego buttiglionemi.”

A sorpresa scopriamo che i ballerini, quelli davvero bravi… non si piacciono quando danzano!

“Rivedendoci nei video, non ci piacciamo… anche se per gli altri tutto è perfetto e siamo stati bravissimi, noi sappiamo che non è così, vorremmo migliorarci ancora e questo è lo spirito che ci accompagna sempre.”

Il sogno più grande Diego lo ha già realizzato: danzare a questi livelli, ed è il sogno anche dei suoi amici…

“Fare della propria pasdiego buttiglionesione, del proprio sogno una professione è il massimo! Il mio sogno lo realizzo ogni volta che danzo e miglioro la tecnica. Certo, in questo settore sei già provato fisicamente a quarant’anni, mantenere livelli alti non è facile…”

E’ importantissimo infatti il luogo in cui studiare, allenarsi ed esibirsi, perché saltando su un pavimento duro le articolazioni sono messe a dura prova e possono compromettere il futuro.

“Qui in Puglia non ci sono luoghi adatti per allenarsi, una scuola di danza ha bisogno di un buon parquet elastico e uno specchio, una delle più attrezzate con un buon pavimento è a Castelfranco Veneto, in un capannone. Il mio sogno nel momento in cui non dovessi più danzare è aprire una scuola di danza di altissimo livello in Puglia…”, magari invitando come maestri i suoi amici.

La cosa li fa ridere di cuore… sono già sparsi per il mondo e ritrovarsi per loro è una grande gioia, progettare il futuro insieme in una terra che profuma di vacanza è davvero un sogno!

Se ce ne fosse stata la possibilità, con delle eccellenze simili riunite eccezionalmente nello stesso luogo, sarebbe stato davvero bello vedere danzare sul palco del Rossini Diego ed i suoi amici, ma questo sì che è un sogno irrealizzabile, con il teatro chiuso e la burocrazia sempre in agguato… Per vederli danzare occorrerà pagare centinaia di euro nei teatri internazionali del mondo!

Ascoltare Diego ridere e chiacchierare in fluente russo, intercalando di tanto in tanto frasi in inglese per coinvolgere Mariana, Philip e Ruika e non farli sentire esclusi dalla conversazione, rende surreale l’atmosfera nella saletta del caffè “Il professore”. diego buttiglione

Ma i sorrisi, la luce che brilla negli sguardi, gli stessi toni con cui i ragazzi si raccontano, non hanno nazionalità. Sono felici di essere qui con Diego ancora per qualche giorno prima di riprendere a danzare nel mondo, dorati dal sole pugliese…

“Per assurdo sgarro con gli orari di più qui che quando sono fuori Italia… Dopo una giornata di prove si è stanchi e non vedi l’ora di tornare a casa, altro che ore piccole!”

Oggi Diego ha anche una responsabilità in più, dovrà aver cura del suo cucciolo Pippo, un trovatello che fino a quando non farà nuove amicizie a Budapest, sarà tutta la sua “famiglia”, ma un ragazzo così buono - è il primo aggettivo che gli amici hanno usato per descriverlo -, non sarà mai solo e poi ci sono i tanti amici gioiesi che lo attendono ogni anno con impazienza e la sua bella famiglia, vicina sempre ed orgogliosa di lui.

A fine “intervista” tutti in campagna a mangiare i panzerotti preparati da mamma Silvana per far contento il nonno, il giorno dopo festa con gli amici. Un’altra estate volge al termine e tante novità sono in arrivo e… ne scriveremo!

 

Commenti  

 
#1 Tonino 2018-08-15 12:11
Bravissimo Diego. Grazie al tuo costante e serio impegno impegno, sei diventato un simbolo
e un esempio da seguire.
Un abbraccio a te e ai tuoi genitori Silvana e Leonardo.
 

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