Lunedì 22 Ottobre 2018
   
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“STUPOR MUNDI” DI MARIO VACCA: “STUPOR GIOIAE”

presepe di mario vacca

sculture mario vacca “Stupor mundi” è l’indovinato titolo dato dallo scultore Mario Vacca alla mostra di opere scultoree in pietra esposte il 4 e 5 agosto nell’arco di Costantinopoli e in via Carlo III di Borbone, a ridosso del suo studio, in occasione del Palio delle botti.

Una mostra che ben figurerebbe in contesti importanti per qualità, originalità, complessità e progettazione storica di cui Mario Vacca è a pieno titolo “Maestro”.

I suoi grifoni -sculture mario vacca creature mitologiche tra cielo e terra dal fascino rapace e dalla grazia felina - incutono un istintivo, reverenziale timore pur se ingabbiati in scudi e cornici rettangolari scavati nella pietra con la tecnica dell’alto e del basso rilievo.

Mentre gli artigli disegnano e compongono arabeschi surrealmente floreali di superba bellezza, non privi di grazia nella loro accentuata aggressività, la fierezza delle loro pose, l’elegante accenno di apertura alare con piume sovrapposte in diversi ordini, lo sguardo profondo e rapace, creano un sortilegio cui è impossibile sottrarsi.

Nel candore della pietra color zucchero, queste creature dalla bellezza inquietante catturano lo sguardo e, al pari di numi tutelari di lignaggi smarriti, proteggono casati e regni mentre con ali, artigli e denti acuminati tra lunghe lingue e becchi appuntiti, tentano di riconquistare la libertà e spiccare il volo.

Genera non poco stupore l’abilità con cui lo scultore riesce a trasferire alla pietra non solo emozioni, ma anche una scintilla di vita. I soggetti scelti, sempre rivisti attraverso l’inconfondibile stile di Mario Vacca, sono resi ancor più preziosi dalla cura dei dettagli con intagli su diversi piani.

Ai grifoni si alternano in varie pose, fogge e linee Federico II e Bianca Lancia in diverse fogge.sculture mario vacca

Colli modiglianeschi esaltano volti regali, dagli zigomi arrotondati o a sorpresa spigolosi, con scavi ad arte per creare ombre e luci. Le corone diversamente intagliate ingioiellano il capo ed al pari dei sontuosi ricami su gorgiere e mantelli, impreziosiscono di regalità ogni figura che appare senza tempo, antica e moderna, adatta ad ogni arredo, in grado di sfidare ogni moda e tendenza… Opere pensate per l’eternità.

La pulizia ed il nitore della pietra levigata, i decori sobri e la ricerca di simmetria in geometrie perfette nelle loro imperfezioni, creano un senso di litica duttilità e morbidezza, un ossimoro che plasma la cifra stilistica di un grande artista in grado di “lavorare” con ruvida plasticità la pietra come pochi, accarezzandola con lo scalpello, scavandola con le sgobbie, levigandola con le mani e lo sguardo. Quel che semplice appare, è in realtà frutto di ricerca ed esperienza e grande inventività.

Accanto allo studio di Mario Vacca, Bianca Lancia e Federico all’interno di bifore e archi si osservano, i loro profili si stagliano sulle mura antiche, scolpiti su chianche che ancora mostrano segni d’usura e tracce di un recente passato. Anche in queste opere la cura dei dettagli è estrema, dal taglio diamante alle zigrinature delle superfici, dalle colonne con capitelli alle ogive, con figure che si librano nel vuoto per poi fondersi con la pietra, umile λίϑος che lo scultore trasforma in gioielli d’arte senza prezzo.

Una produzione ricca e corpsculture mario vaccaosa, in gran parte con generosità donata alla città. Ricordiamo le opere custodite ed incastonate nel Castello - il volto dell’imperatore Federico in tenuta da caccia e tre monete con il conio dell’epoca federiciana -, le decine e decine di sculture che abbelliscono il centro storico frettolosamente inaugurate il 22 dicembre del 2012, e gli splendidi presepi lo scorso anno in mostra nel chiostro. Ed ancora santi, briganti, monete e sator, imperatori e regine…

Mario Vacca scopre questa sua passione da ragazzo, nella bottega del maestro Curione ed anche nella sua carriera di costruttore, le sue opere architettoniche si distinguono per la cura dei dettagli artistici. Al ritorno da una vacanza in Sardegna inizia a scolpire il legno, la sua prima opera è un cucchiaio donato a sua moglie. Salva da fuoco cippi, legni e radici di ulivi riconoscendo nei nodi, nelle imperfezioni volti, sinuose figure femminili e maschere che la pianta ha in sé, restituendole vita. Con Mario Pugliese e gli artisti di Artensione ed i suoi “allievi” progetta arte.

Sculture in cedro bianco, ulivo, ciliegio o melo, mascheroni in corteccia si affiancano a bassorilievi, statue, rosoni in pietra bianca di Carovigno. La delicatezza dei ricami in pietra stupisce ed incanta.

Mario Vacca… un grande artista cui Gioia deve molto e che da Gioia ha avuto davvero poco! Ma non è tardi per rimediare….[Foto Mario Di Giuseppe]

sculture mario vacca

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