Lunedì 20 Agosto 2018
   
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INCHIOSTRO DI PUGLIA: PARTIRE DAI GIOVANI!

palazzo romano eventi

Angela Leo “Inchiostro di Puglia” quest’anno ha aperto la sua quarta edizione con tre studentesse del liceo classico “Publio Virgilio Marone” - Valentina Lippolis, Sara Galiotto e Delia De Gaetano - che hanno letto proprie composizioni letterarie a tema libero.

Una proposta suggerita dalla loro professoressa di Lettere, Angela Leo, che le ha esortate a mettersi in gioco e condividere questa esperienza con gli altri autori.

“È stato anche un bellissimo modo per esprimersi - afferma Valentina -, per condividere con gli altri la passione per la scrittura, che non è solo “scrivere”, ma significa mettere un po' di se stessi all'interno di ogni singola parola!”Sara Galiotto

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Da piccoli i bambini quando hanno paura cercano sempre la luce. Io no: io cercavo il buio.

Chiudevo tutte le finestre per non far entrare neanche uno spiraglio di luce, mettevo la testa sotto le coperte e stavo lì, al buio, per reprimere le mie emozioni. Ma ora è da un po’ che non reprimo più le mie emozioni. Ora queste mi attraversano la pelle, come fosse uno scivolo. A loro piace giocare con me: l’una vuole prevalere sull’altra, ma nessuna riesce mai a vincere. Tutto è ancora buio, ma le coperte profumano. Nessuno si chiede cosa faccia io sotto quelle coperte, forse perché a nessuno interessa: e se io riuscissi ad immaginare un mondo dove a qualcuno importi qualcosa? E mentre la mia mente continua a volare, io rimango qui giù, risucchiata e delusa. Ma le coperte profumano ancora. Mi sembra di giocare a nascondino, nessuno mi troverà mai: e se nessuno mi stesse cercando? Riuscirò mai a perdermi, prima di ritrovare me stessa?

Sara Galiotto - II A

LE ALI DangeloI APULIA

Tanti anni or sono, quando le sorgenti cristalline dai monti scorrevano verso il mare lasciando scie di diamanti, e quando il cielo non era poi così lontano dalla terra e le permetteva di toccare le nuvole senza esitazione alcuna, Apulia era un angelo bellissimo. Aveva due ali bianche e soffici come la seta, una veste color azzurro e dei capelli bruni come i suoi occhi. Guardiana delle virtù, aveva il compito di preservare tutti i valori terreni, conservandoli in dei boccioli e li spargeva qua e là sulla terra, affinché divenisse piena di gioia. Difendeva le tradizioni e le famiglie, vegliava affinché le tenebre non prevaricassero sulla luce e la discordia non prendesse il posto della condivisione.

Ma presto si rese conto che il buio stava affogando il mondo che pian piano sprofondava in un mare di egoismo e prevaricazione, l'alta marea stava prosciugando i valori e ne portava alla deriva i detriti, che, come conchiglie si adagiavano sulla spiaggia spargendone i pezzi un po' qua un po' là. Le famiglie si sfasciavano, come le scialuppe in balia delle onde che lasciano nel legno buchi e crepe da cui l'acqua penetra e ne consuma il materiale. Le tradizioni erano ormai fili sottili mossi dal vento che li trasporta logori e consunti in tutte le direzioni.

Tutte le compagne di Apulia finirono per essere inghiottite dai buchi neri del male e prima che le capitasse lo stesso Apulia decise di salvare il restante di ciò che non aveva potuto difendere. Si ritirò in una grotta e tra le lacrime decise di rinunciare a ciò che più teneva: le sue ali e poi tutta sé stessa.

Così, per salvare il mondo e creare una piccola porzione di paradiso che potesse sopravvivere in eterno, si tagliò un'ala e la gettò dal cielo. Leggera come una piuma si andò a posare sulla terra, formando una regione del Sud Italia che ancor oggi conserva il candore e lo splendore di quell'ala.

Poi, con un soffio, sospinse le lacrime che le rimanevano e, come pioggia, caddero accanto all'ala. Cinque di queste si materializzarono e divennero isole e le altre circondarono la bella regione e l'arcipelago bagnandole di acque cristalline e fresche.

Poi, pian piano, si lasciò morire e un sorriso le si disegnò sul viso: era riuscita a preservare ciò per cui aveva lottato tutta la vita, salvando il mondo intero.

Ancora oggi l'angolo di paradiso che ha preso il nome dall'angelo che l'ha creato si mostra in tutta la sua bellezza, le acque cristalline continuano a essere la culla di valori, virtù e tradizioni mai dimenticate, fungendo da ponte verso Oriente, oltre quel mare da cui il sole mai scompare. Dicono, anche, che ogni capello dell'angelo si sia posato nei cuori di chi ci abita, e ci abbia lasciato un po' di magia che da lì non vola più via.

Puglia è il nome di questo paradiso, chi ci entra la vive con un splendido sorriso!      

Valentina Lippolis - II B

NON OCCORRE UCCIDERE FACENDO UN GRAN RUMOREDelia De Gaetano 2

Immagino puntualmente donne sedute su una piccola sedia color legno mogano, una piccola radiolina nella mano e le rigorose lacrime dinanzi a quella nuova sconfitta.

Automobilisti in carreggiata con le proprie auto, intenti nell'ascoltare le ricorrenti "notizie Flash" della radio. Televisioni che mandano "Edizioni straordinarie" o "notizie speciali" riguardanti, ancora una volta, le stesse ennesime sconfitte.

Tavole calde con piatti fumanti, famiglie radunate come di buona usanza intorno alle stesse, ed un posto vuoto: impossibile da colmare, difficile da accettare, devastante da pensare.

Immagino gente che segue i cortei funebri in lacrime ed altra, di gente avvezza al crimine che sorride scomposta dinanzi ad un altro lutto di stato.

Per uso conforme della lingua italiana con il termine mafia si intende: "Organizzazione criminale originaria della Sicilia che esercita un controllo parassitario su atti illeciti e su traffici illeciti".

Circoli viziosi ove non vi sono alla base dell'umanità stessa la giustizia ed il dovere nei confronti della propria terra ma, al contrario, i propri vizi ed i propri interessi. Un circolo ove, non puoi scegliere a questo mondo se schierarti o meno dalla parte della giustizia, però, puoi decidere di combattere per i tuoi ideali, per la tua vita e per il tuo "domani" vissuto dai nostri figli.

Giovanni Falcone diceva che: "Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.". Un inno innalzato dalla sete di giustizia non complice della paura. Omertà e la paura; la stessa paura combattuta che ha portato alla morte centinaia e centinaia di persone.

Sono gli anni novanta a rendersi il più spudorato campo di battaglia ove, magistrati, forze dell'ordine e tutti coloro i quali abbiano quella stessa sete di giustizia di chi ha sacrificato la propria vita per la sua terra, si trovano a combattere i traffici illeciti presenti nel nostro paese. Droga, giri di soldi, appalti, onore ed omertà: ognuno di questi elementi è il simbolo della tanto combattuta mafia.

Tantissimi sono i nomi sotto il governo del Presidente del Consiglio Giulio Andreotti che potremmo ricordare: Il magistrato Giovanni Falcone, ammazzato per opera di Cosa Nostra (organizzazione criminale Siciliana) con sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella giudice, e gli uomini della scorta in un'esplosione sull'autostrada A29 in direzione Palermo in quella che noi oggi ricordiamo come "La strage di Capaci" nel 23/03 del 1992. 

Paolo Borsellino, strettissimo amico e collega dello stesso Giovanni Falcone: ucciso il 19/07/92 perché considerato un pericolo per gli interessi dei mafiosi. Ad oggi ricordata come: "La Strage di Via D'amelio".

Il generale Carlo Alberto dalla Chiesa ucciso il 3/09/82 perché anch'egli scomodo dinanzi allo sguardo avverso ed intransigente ancora una volta del cancro criminale della mafia; ed ancora Rocco Chinnici condannato dalla stessa inquisitrice nel 29/07/83, Salvo Lima 12/03/19, Peppino Impastato, Don Pino Puglisi, Pio La Torre, e tanti, tanti altri nomi accomunati dal loro stesso movente. Un movente senza né giustizia né coraggio pronto ad andare contro lo Stato per i propri interessi.

Non occorre uccidere attraverso le armi e facendo un gran rumore: la mafia uccide in silenzio provocando una grande esplosione.

Sarebbe bello che, ogni tanto, alzando di notte gli occhi al cielo, qualcuno pensando a questi stessi avvenimenti possa pensare a quanto grande potesse essere l'amore nei confronti della propria patria e dei propri diritti: diritti che, ad oggi, quotidianamente non vengono totalmente apprezzati quanto ignorati. Sono quelle le disfatte da parte dello Stato: grida di dolore innalzate nei confronti di quello stesso cielo ed ammirazione nei confronti di chi della propria vita ha deciso di fare una battaglia quotidiana.

Potremmo continuare a dire ad oggi, a distanza di venti anni che ogni popolo ha i suoi difensori: uomini divenuti grandi poiché protettori della propria terra contro gli invasori. L'Italia è, forse, l'unico paese ad avere uomini, difensori della propria patria non da invasori esterni, ma interni. Uomini che hanno deciso di proteggere questa stessa terra da se stessa. Carlo Alberto Dalla Chiesa a tal proposito diceva che: "Certe cose non si fanno per coraggio; si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli".

Ognuno di noi, come l'Italia ha un lato oscuro. La cosa che ci rende davvero buoni non è l'insistenza in quello stesso lato, ma la lotta contro quello: solo allora potremmo definirci dei veri eroi o semplicemente, gente che, della propria terra è innamorata, arrivando anche nel proprio piccolo a difenderla dai soprusi e dagli attacchi.

Una lotta dove lo Stato ha sofferto, cadendo ed inchinandosi più volte con le morti di vittime innocenti per vizi e cattiverie; morti innocenti che ad oggi i cittadini onesti piangono ancora.

Delia De Gaetano II A

Commenti  

 
#1 armando ruggi 2018-05-07 16:31
complimenti Delia.. complimenti alla vostra sensibilità ed alla vostra voglia di cambiamento per una vita in cui la violenza e la morte non siano primari, ma sia primario il sorriso, la gioia e la felicità nel vivere quotidiano, nel confronto e nel benessere proprio ed altrui... .. brave
 

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