Mercoledì 17 Ottobre 2018
   
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TeatroLab “ἡ παρ' ἡμῖν θάλασσα, Il mare vicino a noi”-foto

teatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -

Milteatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -le gru perché un sogno si avveri ed uno spettacolo - “ἡ παρ' ἡμῖν θάλασσα, Il mare vicino a noi” - che tesse sogni di pace tra incubi e tempeste. “Al di là della nebbia gli uomini si trasformano in sogni, i ricordi cambiano forma, diventano essenza”.

Il mito sussurra parole che vibrano tra corde annodate che evocano sartie. Mentre Clòto, Làchesi e Àtropo annodano e recidono trama e ordito dell’umanità, Odisseo sfida il mare anche quando gli dei lo usano per rubargli tutto, tranne la vita. Non lo doma il naufragio, e neanche la magia…

“Ogni uomo uccide ciò che ama, alcuni con lo sguardo, altri con le parole, il vigliacco con un bacio, l’eroe con la spada…”, una profezia quanto mai attuale, quella di Circe. Struggente il suo canto a voce nuda mentre intona “Amandoti”. Intensa la drammaturgia con cui dà voce al sortilegio della passione che la avvince e seduce, mentre Odisseo, trattenuto da rosse catene, resiste alle sue lusinghe ed anela libertà.

L’amore non offusca il presagio ed in quel liquido azzurro, tra relitti che schiumano sulla battigia, il suo destino si compie e si dilata nel tempo, mentre Penelope disfa la sua tela e la sua vita in notti insonni.

La blasfemia di un mare nostro che “non è nei cieli” assume altre connotazioni… l’acqua abbraccia i confini delle isole e del mondo, non oppone resistenza ma accarezza, non può fermarsi… “perché l’acqua è paziente, consuma la pietra, va dove vuole andare e niente le si può opporre…”

Ed è lì che tutto ha inizio per poi finire in un ciclico, liquido divenire. Il futuro ha il colore della fuliggine e occhi bianchi, colmi di sogni traditi e terrore. Non ci sono vele ma zattere di gomma stipate di disperazione, con ferocia e mani tese, non più tuniche di velluto rosso e sacrali ampolle di vetro, ma abiti colorati di povertà e sogni. I gesti, le parole, la postura narrano un dramma senza tempo, anche luci e musiche recitano in questo spettacolo, talvolta in dissonanza temporale, eppure assolutamente indovinate. Sono sonorità scelte per il loro legame con il 40° parallelo: Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia, Grecía salentina… Riecheggiano sole e salsedine in “O mar” del gruppo di fado portoghese Madredeus, “Cancao do mar” di Amalia Rodriguez e “La plage” di Yann Tiersen.teatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -

Il viaggio continua, le corde divengono croci, le madri Madonne, i figli poveri cristi che contano le stelle per non ricordar l’inganno d’amore. “Conosci il giorno in cui parti, mai quello in cui arrivi, né il luogo dove vai a finire…”

E’ un mantra quello recitato dai trentuno studenti del Canudo e del Virgilio sul palco del Rossini. Sono loro ad aprire il 22 aprile ed a chiudere il 1° maggio il Festival TeatroLab 2.0 “Chièdiscena” con uno spettacolo che vivono tutti da protagonisti con una coralità che ha del prodigioso, cifra stilistica delle opere di Maurizio Vacca, - direttore artistico e regista che con passione e creatività vive e respira teatro e danza - a fine di un percorso costruito insieme ad Anna Maria Stasi, cuore e mente del progetto con Sic! ProgettAzioniCulturali, un viaggio nella drammaturgia del mito stemperato nella più drammatica delle realtà: gli sbarchi degli immigrati a cui il mare troppe volte ruba la vita.

FESTIVAL ALL’INSEGNA DI “COSA SARÀ?

“Cosa sarà?” Una domanda teatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -che apre alla speranza, senza negare il dolore.

La prima cosa è il loro nome, la seconda è lo sguardo di chi li ha condannati a quel destino abbandonandoli, la terza un pensiero, tra preghiere e lamenti, rabbia e terrore, morte e speranza… La quarta la notte che arriva, la quinta i corpi straziati dalla salsedine che brucia sulla pelle e nel respiro, la sesta è la fame, è sete di vendetta, la settima è orrore, l’ottava i fantasmi della follia, la nona la carne che sanguina e aveva un nome, la decima è un uomo che guarda e non uccide. L’ultima l’orizzonte!

In un crescendo di pathos e disperazione la beffa finale… per non dover tornare indietro e render vana tanta sofferenza. “Nessuno” è il loro nome, non c’è posto per Nessuno, ma gli angeli sulla riva del mare tendono la mano e “Nessuno si salva”.

“Nessuno è il nostro nome - scrive in una sua bellissima riflessione Grazia Procino - è la sorte amara di chi sradicato va in altra terra e privato della propria identità non ne acquista un'altra. Si sente straniero, oltre a esserlo. Quando esce per le strade della nuova terra avverte disagio e un senso forte di in-appartenenza, non è più qualcuno e non è ancora qualcun altro. Odissteatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -eo come i nuovi migranti che solcano il mare nostrum sono i protagonisti dello spettacolo "Ἡ παρ' ἡμῖν θάλασσα", ideato e diretto da Maurizio Vacca, con Annamaria Stasi […]Trentuno studenti dei Liceo Classico e Scientifico di Gioia, dopo il percorso laboratoriale di quest'anno, sul palcoscenico a vivere l'Odissea mitica e le nuove odissee perigliose della contemporaneità, in un incastro tragico di vite gettate nel mare, nell'acqua che "non oppone resistenza, scorre", è madre e matrigna, dà vita e morte. La scrittura letteraria e creativa si è fatta gesto e musica e ha veicolato emozioni, ma non solo; perché le emozioni passano con il tempo e possono essere epidermiche. Il teatro, questo spettacolo, offre stimoli eccellenti di riflessione, è sempre teatro civile e forma le menti e le coscienze degli individui; in questo spettacolo ho ritrovato intenzioni autenticamente educative e in grado di arrivare allo spettatore in modo colto e popolare, insieme. L'uomo esiliato e in esilio dalla propria terra è metafora e realtà insieme, passato e presente insieme: dalla Grecia si parte e si arriva. Grazie a Maurizio Vacca, ad Annamaria Stasi, agli studenti e alle studentesse: ogni approdo dopo un viaggio pericoloso non è mai certo e salvifico, è il viaggio che insegna, sempre.”

Nessuno si salva… un gioco di parole che nella sua ambiguità rende circolare la narrazione creando un continuum tra tempo e spazio. Una possibile risposta a quel “Cosateatro lab 2.0 chièdiscena  - mare - sarà”, se lo vorremo, se ricordiamo di essere stranieri quando a decidere sono i venti della povertà, le tempeste della guerra.

II FESTIVAL INTERNAZIONALE TEATROLAB 2.0 – CHIÈDISCENA “COSA SARÀ”

Uno spettacolo icona di un progetto corale vincente, ideato con Daniele Franci, eclettico show man e simpaticissimo direttore artistico del Festival internazionale “TeatroLab” e di “Etoile”, ed avviato l’8 aprile nel teatro Tagliavini di Novellara che ha portato in teatro 8000 spettatori alcuni dei quali provenienti da Germania, Cipro, Polonia, Grecia e Bruxelles, nell’ambito del Progetto Erasmus Plus KA 2, ragazzi non solo accolti dai 50 studenti di alternanza scuola-lavoro, ma anche “coinvolti” nei flash mob per la città, momenti di pura poesia recitati interagendo con i passanti e donando loro un sogno e piccole gru di carta.

Ben dieci gli istituti provenienti da tutta Italia che hanno aderito alla seconda edizione del festival, due le docenti dei licei gioiesi diretti da Rocco Fazio, entusiasta e commosso da tanta appassionata bravura, che hanno incoraggiato e seguito ogni passo dei ragazteatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -zi - Fausta Demichele e Saria Veroli - tre le giornaliste ospitate grazie ad un bando vinto dal Comune che in questo festival ha creduto ed investito - Gabriella Perego di Agita Teatro, Laura Squarcia e Miriam Larocca di Casa dello Spettatore - ed ancora i partner e gli sponsor che hanno scommesso su questo successo: Palazzo Romano Eventi di Lucio Romano, il Lions Club Monte Johe, l’Università della Terza Età e del Tempo Libero che sta curando lo splendido reportage fotografico di tutti gli spettacoli, Fita - Federazione italiana teatro amatori, a cui Sic! ProgettAzioni Culturali è associata, la Fondazione Puglia, Gioiella Latticini e Soardi Pneumatici.

Madrina del Festival impreziosito da spettacoli serali e laboratori teatrali con professionisti del calibro di Gianfranco Berardi, Marco Chenevier e Leonarda Saffi è l’attrice Anna Terio. Maurizio Vacca ricorda i registi con cui ha lavorato: Castellucci, Bellocchio, Comencini ed Emma Dante, a conferma del suo talento. Il 28 aprile nel matinèe ai ragazzi Anna Terio consegna questo suo pensiero: “All’inizio è rumore: l’insistenza di un gocciolio di vetro e l’eleganza di uno scroscio… omaggiano la forza vitale dell’acqua… Un intreteatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -ccio di corde spezza e modella la profondità di un palcoscenico che sa di velluto rosso e pelle nuda. Si parte per un viaggio senza tempo. I dervisci rotanti, al largo, dimenticano il sapore della terraferma… a riva invece c’è la pazienza dell’attesaE si riparte a contar le stelle, con una valigia di cartone, via dal proprio paese. Il viaggio è di tutti, è ovunque, è ogni giorno… Siamo fatti di viaggio, siamo fatti di mare.”

IL 1° MAGGIO ALLE 21 ULTIMA REPLICA AL ROSSINI

Tra il pubblico numerosi immigrati. Sul palco nella serata della prima, una testimonianza: Demba Mballo, senegalese che nel 2011 abbandona la Libia in piena guerra civile, per giungere in Italia, oggi sia moglie e i suoi bimbi vivono qui. Del suo viaggio non riesce proprio a parlare, tanta, troppa l’emozione e il dolore da cauterizzare.

Anche il liceo classico P. V. Marone ha una storia da raccontare, ma tra i banchi di scuola, dimenticata in teatro, quella di Jerry e Joy provenienti dalla Nigeria che in Italia hanno messo su famiglia e dato vita a Jeffry di quattro anni, Giovita di appena due anni. Il professor Leopoldo Attolico nel 2016 ha preso a cuore lteatro lab 2.0 chièdiscena  - mare -a sorte di questa giovane famiglia e con gli studenti della sezione A ed i docenti Grazia Procino, Saria Veroli e Gennaro Ferrara, ha condiviso la loro testimonianza ed offerto aiuto in un incontro in aula magna.

Un grazie grande ai protagonisti e bravissimi attori che tante emozioni hanno donato al pubblico e che stasera alle 21 nel Teatro Rossini di Gioia del Colle chiuderanno il Festival riproponendo “ἡ παρ' ἡμῖν θάλασσα, Il mare vicino a noi”: Federica Indellicati, Toni Bia, Luca Cardetta, Giorgio Russo, Pierluigi Cozzolino, Max Lippolis, Giuseppe Sati, Denis Uldedaj, Raffaele Ricciardi, Silvano Donvito, Roberto Indellicati, Claudia Fiorente, Simona Indellicati, Manuela Colacicco, Rosalba Orfino, Andreea Cristian, Gennifer Callea, Maria Paola Giorgio, Martina Lerario, Sara Galiotto, Sara Abruzzese, Arianna Ancona, Annabella Buonomo, Mirea Milano, Virginia Nardelli, Lucia Sati, Giulia Lattarulo, Serena Cassano, Lucrezia Castellaneta, Carla Covella e Isabella Gisotti. [Foto Giovanni Addabbo, Rosangela Mancino e Anna Maria Mancino.]

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