Mercoledì 17 Ottobre 2018
   
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“LA PRINCIPESSA PIUMINA” DELLE OMBRE AL ROSSINI-foto

la principessa Piumina

la principessa Piumina Dolcezza, delicatezza, creatività, musiche e luci da fiaba… “La principessa Piumina” prima creatura laboratoriale portata in scena al Rossini il 19 aprile dalle “Ombre” a fine percorso di “Piccoli attori lab”, un racconto riscritto da Mariana Borrelli per i suoi piccoli attori, che ha incantato anche i grandi e suggerito commenti poetici.

Scopriamo che tutto nasce da una immagine, dall’intuizione che dietro ci fosse una storia, poi le musiche che “trovano” Mariana mentre le cerca, ed una drammaturgia bambina che riempie il cuore di tenerezza.

Hai dato il cuore ai bambini e loro lo hanno restituito a te. E nelle parole spontanee e commosse di Sofia che alla fine a nome di tutti ha detto che sei un’insegnante meravigliosa e che tutti dovrebbero seguire il laboratorio con te, c’è tutta la grazia che hai seminato in questi mesi…” scrive Fausta Demichele in un suo commento.

E tra gnomi, fola principessa Piuminalletti, fatine bambine che con le lanterne hanno percorso la platea prima di salire sul palco, brillava magia… quella di una grande passione, di un grande amore per il teatro.

I piccini sul palco si muovono con grazia, accarezzano, ascoltano, tiran fuori la voce senza timore e non sbagliano nulla. La scenografia è simbolicamente essenziale, a tratti metafisica… pochi oggetti densi di senso per non distrarre dalle emozioni.

“Questo spettacolo è il frutto di un laboratorio sensoriale, si è lavorato sull’ascolto, sul tatto, sulle emozioni e recitato affidandosi ai sensi. La principessa Piumina, diafana e sottile con i suo sgargianti leggins fucsia e non cipria, come Sofia Albanese avrebbe voluto per sentirsi perfetta, sono un tocco di artistica dissonanza.

Piumina è profondamene connessa con la natura, ed Alce, il simpaticissimo Roberto Donvito, lo sa bene tanto da portarla nel suo regno, nel bosco incantato abitato da folletti, fatine ed alberi pla principessa Piuminaarlanti.

Nei silenzi le luci crepuscolari danzavano sulla musica creando altra magia e disegnando sui piccini pennellate di colore. Una luminosa magia di colori, ombre soffuse, chiaroscuri che profilano ed esaltano lame di luce sui piccoli attori creata ad arte da Fabio Fornelli.

A fine racconto, la commozione dilaga. Per ogni bimbo un sorriso, parole che ne sottolineano la bellezza e unicità: il capo troll Michele Ferrovecchio, il folletto Angelo Capodiferro, la fatina Vittoria Albanese, Marta Boggia aiuto scenografa, Cristiano Boggia, assistente alla regia ed adolescente albero, Lauretta Loliva, la fatina delicata, la dolcissima Lucia Romano, “una dolce poesia” e Simona Angelillo, la più piccola del gruppo. E’ Sofia a nome di tutti a ringraziare Mariana e farle capire quanto è importante per loro, invitando tutti a frequentare un corso con lei.

E’ stato un tempo prezioso per me quello trascorso con i bambini che hanno recitato la principessa piuminaper tanti motivi - confessa Mariana fuori microfono -, motivi che legano in modo sempre più stretto la mia vita al teatro ed è tra queste corde intrecciate che ricordo il punto preciso da cui siamo partiti quando abbiamo iniziato questo lavoro insieme che per altro abbiamo anche provato a Montursi, immersi nella natura, con grande gioia dei bambini.”

Ma chi è la principessa Piumina?

“Nel 1907, in Svezia, nasce la rivista,  Bland tomtar och troll (tra gnomi e troll) fatta di fiabe e di illustrazioni meravigliose, pubblicata da allora in poi ogni Natale. Proprio nei primi otto numeri appare per la prima volta il lavoro di John Bauer, illustratore che io adoro! La fiaba della Principessa Tuvstarr è la più bella ed è quella per cui è più famoso. Sono stata subito affascinata dall'immagine della Principessa - quella che ho scelto di riportare sulla locandina -, poi ho fatto una ricerca e ho trovato i suoi disegni veramente molto particolari.  Nei lavori di John Bauer è tutto un po’ più scuro, ad esempio nel bosco non è quasi mai pieno giorno, ci sono occhi e visi stravaganti tra muschio, licheni e tra le spaccature delle rocce.  In ogni suo lavoro si percepisce un mondo fatto di folletti e giganti troll dall’aria confusa e, in alcuni casi, si cla principessa piuminaelano, appena nascoste, creature straordinarie tra le forme della natura. La fiaba della Principessa Tuvstarr è la storia di un alce maschio, Skutt, e una piccola principessa. Storia scritta da Helge Kjellin e apparsa sulla rivista nel 1913. Tra le mie varie ricerche, dopo aver trovato solo piccole versioni sintetiche in svedese, sono riuscita a recuperarne una in inglese che ho tradotto e integrato. Tuvstarr è tradotto con Cottongrass, erba-cotone, ovvero l’erioforo, la pianta di piumini bianchi che cresce sui bordi dell'acqua in montagna. 

La Principessa Tuvstarr è esile, diafana, con lunghi capelli biondi. Vive nel Castello del Sogno. Qui viene a trovarla l’alce Skutt, forte e leale spirito nobile della foresta, con cui la bambina stringe una singolare amicizia, un amore oltre la specie. La piccola, nel suo viaggio alla scoperta del bosco, lotta tra i buoni consigli da seguire e la sua inarrestabile curiosità. 

L’ultimo luogo che vla principessa piuminaisita è l’acqua scura e ipnotica di un piccolo lago, dove l’alce va all'inizio dell’autunno. Tuvstarr è la prima umana che lo vedrà. Skutt sa che il lago è incantato ma non può evitare che la principessa ne sia attratta. Tuvstarr si sporge sullo strano specchio nero, colmo di echi e presenze e il cuore d’oro che le ha dato sua madre nel giorno della nascita le si stacca dal collo per scivolare nell'acqua. La Principessa diventa essa stessa parte del bosco.

Nell’illustrazione di Bauer, la principessa è inginocchiata "tra i tronchi lisci e scuri degli alberi, le radici che bevono dal lago e l’acqua che riflette e non dice". Il successo del libro lo elesse ad uno dei maggiori illustratori di fiabe svedesi.”

Una storia decisamente suggestiva, che dà ancora più valore alla pièce portata in scena! Bravi davvero tutti! [foto di Gianni Loliva e Gabriella Giannoccaro]

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