Lunedì 18 Giugno 2018
   
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Al Canudo Crepet spiega come trovare il coraggio-foto

Paolo Crepet al liceo

Paolo Crepet al liceo «La ricerca dello scopo della vita? E' la vita» con questa risposta il Prof. Paolo Crepet ha introdotto il suo incontro con i numerosi ragazzi e non solo accorsi all'Auditorium IISS R. Canudo di Gioia del Colle, il mattino di sabato 16 marzo.

L'occasione ha permesso al noto psichiatra, sociologo e scrittore, di alimentare un dibattito affascinante e vivace intorno al suo ultimo libro: "Il Coraggio. Vivere, amare, educare". 

Nei suoi interventi, anche provocatori, ha cercato di stimolare il giovane pubblico presente, attraverso personali esperienze. Ed ha lanciato l'invito a non cedere allPaolo Crepet al liceoe tentazioni di restare chiusi e di non farsi ingannare dall'influenza dei social network.

«Aprite le finestre e non dite mai di no, il suo suggerimento, perché a restare chiusi si corre il rischio di perdere l'occasione di conoscere: «La cultura non è fatta di soli libri, è incontri di vita. Se non ascolti la vita degli altri resti ignorante».

E critica quanti sostengono che la solitudine faccia bene, per lui l'uomo da solo è perduto. 

Contesta e disapprova un sistema di vita fatto di paure e pigrizie. E non ama la contaminazione da iperconnessionPaolo Crepet al liceoe da cui attingere ogni cosa. E spiega come: «Tutto quello che è semplice è stupido, mentre ciò che è scomodo è intelligente».

E per questo sollecita i ragazzi a essere orgogliosi di avere una propria idea e perseguirla con impegno e sacrificio. Il futuro è degli irragionevoli di coloro che sanno dire di no e che inventano le cose. E anche perché, aggiunge «… la vita è una fabbrica meravigliosa che non finisce mai». 

Non poteva, nell'incontro, mancare un riferimento al "coraggio della politica". E cita l'ex Presidente di Francia, François Mitterrand, che nel 1981 ha abolito laPaolo Crepet al liceo pena di morte. Allora il 65 per cento dei francesi era favorevole alla pena capitale, ma Mitterrand era di diverso avviso. Non ebbe ripensamenti. Non andava secondo le note, secondo il vento. Il suo è stato un gesto di grande coraggio politico.

E' stata, dice Crepet, una questione di dignità. Don Milani ci ha insegnato che nella vita occorre avere l'orgoglio di saper dire di no.

Non risparmia poi critiche ai genitori, iperprotettivi dei propri figli.

«Un genitore - sostiene Crepet - è un istruttore di volo e deve insegnare ai figli a volare e non a trattenerli nel nido».

«LPaolo Crepet al liceoa vita è assunzione di autonomia» che va ricercata con senso di responsabilità, appena si spicca il volo, fuori da quel nido materno dove se si rimane oltre il dovuto,si corre il rischio di essere soffocati. Occorre esporsi a sacrifici solo così si costruisce. La vita è fatta di felicità che ha un costo come ha un costo il coraggio.

La vita è come una partita di calcio. Nel primo tempo assimili, ascolti, assorbi e più lo fai e meglio è. Il secondo tempo è quello della restituzione di tutto quello che ti è stato insegnato che hai appreso e così fino all'infinito. L'importante è che il bilancio sia in rosso, cioè che tu abbia dato più del ricevuto. Se hai vissuto così, hai vissuto bene. Al contrario sei egoista.

Però c'è un'aPaolo Crepet al liceoltra possibilità: la sopravvivenza. In molti la preferiscono, non costa fatica. E sono gli ignavi, coloro che non hanno voglia di schierarsi, di costruire la propria identità e il proprio pensiero, perché costa fatica.

Crepet, attraverso le pagine del suo libro, vuole veicolare un'ambiziosa forma di coraggio. Quella a cui ci si deve ispirare per creare un nuovo mondo, se non vogliamo che siano altri a inventarlo per noi; quella che i giovani devono riscoprire per non ritrovarsi tristi e rassegnati a non credere più nei loro sogni; quella che tutti devono scovare in se stessi per iniziare un rinascimento ideale ed etico. Perché, alla fine, il coraggio è la magica opportunità cPaolo Crepet al Canudo di Gioia del Collehe permette di capire il presente e di costruire il futuro. 

E incita i giovani a smetterla di lamentarsi e a non copiare i difetti degli adulti. «Godete della vita» il suo invito.

In conclusione del suo intervento, sollecitato da una studentessa sul tema della legalità, spiega che il non accettare compromessi è un sentimento che ognuno, se lo sente suo, deve allevare e custodire in sé senza pubblicizzarlo.

Il messaggio che l'incontro lascia è il coraggio che i giovani devono avere di mettersi in discussione attraverso lo sviluppo delle potenzialità, di quelle nascoste che sono dentro di noi. Uno stimolo che può tradursi in capacità creativa. Paolo Crepet al liceo

Perché nei giovani è riposto il destino del nostro Paese e perché in un'epoca di frenetico cambiamento del mercato del lavoro, una delle competenze fondamentali che le aziende ricercano è la creatività. Non è facile, essere leader creativi vuol dire saper stare nell’incertezza, lasciare il certo per l’incerto, affrontare dei rischi. Il leader creativo deve avere il coraggio di cambiare e deve saperlo trasmettere anche ai suoi collaboratori.

L'incontro con Crepet è il quarto appuntamento delle “Lectio magistralis - Percorsi innovativi” organizzate dall’IISS “R. Canudo” diretto dal prof.  Rocco Fazio, curato dalla prof.ssa Irene Martino con l’Associazione dei genitori presieduta da Pino D’Aprile e patrocinato dal Comune di Gioia. [foto Mario Di Giuseppe]

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