Domenica 16 Dicembre 2018
   
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“Il coraggio. Vivere, amare, educare” - Paolo Crepet al Canudo

paolo crepet al canudo

paolo crepet al canudo Il quarto appuntamento delle “Lectio magistralis - Percorsi innovativi” organizzate dall’IISS “R. Canudo” diretto da Rocco Fazio, curato dalla professoressa Irene Martino con l’Associazione dei genitori presieduta da Pino D’Aprile, vedrà il 16 marzo, alle ore 10.15, nell’auditorium del liceo scientifico Paolo Crepet, celebre psichiatra e sociologo.

La sua lectio magistralis trarrà spunto dal suo libro “Il coraggio. Vivere, amare, educare”, nel quale parla di bambini insicuri o ribelli, adolescenti in crisi, rinchiusi in sé stessi o "sopra le righe", comunque preoccupati o impauriti dalle responsabilità che comporta diventar adulti, un saggio dedicato a genitori e educatori nel quale individua una chiave per affrontare il quotidiano disagio generale: il coraggio.

Il coraggio che devono avere, quello di credere in sé stessi, nei propri figli e nei propri allievi, e il coraggio che devono insegnare loro per superare le difficoltà di ogni giorno fuori e dentro la scuola, per affermare le proprie idee e le proprie vocazioni, la propria libertà e autonomia, per non rinunciare ai propri sogni e costruire la giusta dose di autostima.

Perché coraggio significa agire sapendo che la propria fiducia nel successo è molto più forte della paura del fallimento. Un insegnamento importante per tutti coloro che hanno a cuore il proprio ruolo di adulti e il destino degli adulti di domani.

Al riguardo dei recenti accadimenti di cronaca, lo psichiatra e sociologo padovano afferma che le nuove generazioni che non conoscono i sogni perché non sono state insegnate le passioni.

« A forza di dire di sì tutto diventa grpaolo crepet al canudoigio, si perdono i colori. Oggi giustifichiamo tutto, non conosciamo i nostri figli, siamo abituati a non negare loro mai niente».

Paolo Crepet, 67 anni, è un volto noto in tv.

“Da trent'anni ho fatta tantissima tv di tutti i generi, dai tg ai talke-show, ho avuto un maestro come Paolo Limiti. È stato un esercizio importante, devi essere in breve tempo molto convincente. La tv se la usi come semplificazione è di grande aiuto. “

Suo nonno era Angelo Maria Crepet un grande artista, amico di Amedeo Modigliani, avevano frequentato insieme l'Accademia di Venezia.

“La sua arte ha permeato la casa e la famiglia. Il nonno materno era un artista della ceramica. Sono nato dentro un atelier e questo mi ha dato una forza creativa, un'immaginazione straordinaria. Ho studiato a Padova, poi sono andato a Verona dove insegnava il più grande neurologo italiano, il professor Terzian che era amico di Franco Basaglia. Per tre anni ho lavorato ad Arezzo in uno dei manicomi cosiddetti aperti; sono andato in giro per il mondo e alla morte di Basaglia mi sono trovato da solo, ma il virus della sua grandezza mi aveva convinto che potevo farcela. È riduttivo dire che è stato solo un grande psichiatra: la grandiosità della sua idea non è stata tanto la riforma, quanto il suo ruolo strepitoso nella storia dei diritti dell'uomo, è stato il nostro Bertrand Russel. Non era scontato dire negli Anni 60 che ognuno ha gli stessi diritti indipendentemente dal nostro umore, dal nostro grado di follia. Sono fortunato perché sogno delle cose e ne arrivano altre che non avevo sognato. Mi sono ritagliato dei mestieri che possono essere fatti anche a 90 anni: psicoterapeuta, scrittore, conferenziere che forse è il mestiere più faticoso. Ho fatto più di tremila conferenze nella mia vita, conduco una vita da intellettuale tuareg”.

 

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