Domenica 16 Dicembre 2018
   
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PRESIDIO DI LIBERA “DONATO BOSCIA” RINASCE CON I GIOVANI

LIBERA DONATO BOSCIA

donato boscia A Gioia a breve tornerà a “brillare un faro”, quello del presidio di “Libera” intitolato a Donato Boscia, costituito nel 2009 ed operativo fino a due anni fa. Un presidio che nel 2016 annovera tra le sue fila ben quattro esponenti dell’attuale maggioranza: Nicola Romanelli, Gianni Fraccalvieri, Enzo Cuscito e Michele Gaudiomonte, oggi impegnati su altri fronti e sentieri della legalità.

A ricostituire il presidio di “Libera” - associazioni delle associazioni - saranno alcuni ragazzi, fortemente motivati e convinti che la legalità non sia un valore ma uno strumento. A loro Nicola Romanelli passa idealmente il testimone, invitandoli “a riavviare il motore” ed operare sul territorio.

Nella storica sede di “Libera” in via Pantera al civico 18, spazio per altro condiviso con altre associazioni, il 19 febbraio Lino Di Gregorio, Antonio Milano e Daniela Cazzetta invitano altri ragazzi e simpatizzanti per presentare e condividere il loro progetto.

CONOSCERE LE MAFIE PER PREVENIRE ILLEGALITÀ

“Tutti conosciamo “Libera” e gli scopi che si prefigge - afferma Lino Di Gregorio -, per cui non mi dilungherò su questo. Siamo qui perché, notando che le attività erano ferme da tempo, abbiamo pensato di rimettere insieme persone che vogliano dedicare parte del loro tempo per tenere alta l’attenzione sui temi della legalità e della lotta alle mafie. La volontà di creare rete tra le scuole, le associazioni c’è, ma si è perso il coordinamento. Perché un presidio? Perché sia a livello nazionale che locale si percepisce una sorta di smarmanifestazione liberarimento. Le forti disuguaglianze sociali, culturali ed economiche alimentano l’illegalità, viene meno il confronto, si perde la memoria storica… Oggi più che mai è necessario incontrarsi ed avviare iniziative che ricostruiscano percorsi condivisi di lotta all’illegalità.”

“Avere un presidio di “Libera” attivo su Gioia - dichiara Antonio Milano - è una esigenza. Ci siamo già trovati insieme per iniziative antimafia In diversi percorsi associativi. Abbiamo conosciuto Pinuccio Fazio, frequentato i campi della legalità… Nicola Romanelli è stato il collante. Abbiamo incontrato Alessandra Ricupero del Provinciale e deciso di istituire il presidio riunendo un minimo di tre associazioni. Io rappresento l’Arci, l’idea è di coinvolgere altre associazioni e gli istituti scolastici presso cui stiamo contattando dei docenti affinché sensibilizzino i ragazzi a questi temi. Vorremmo coinvolgere anche associazioni sportive, in quanto è importante tenere alta l’attenzione sul rispetto delle regole e sul valore dello sport quale strumento di contrasto alle devianze ed all’illegalità.” 

Per Daniela Cazzetta sono tre gli obiettivi perseguiti dal presidio. Al primo posto la memoria, ovvero non dimenticare coloro che hanno perso la vita per difendere la legalità ed i martiri delle mafie, troppo spesso dimenticati. Al secondo i diritti al lavoro, all’amore, alla conoscenza e la stessa dignità intaccati dalle mafie che ruba ai giovani il futuro. Al terzo le tante mafie che operano nell’ambiente, nel caporalato, le ecomafie, le “agromafie” da conoscere ed analizzare perLIBERA DONATO BOSCIA poterle combattere.

“La Puglia ha una mafia operosa, di cui i media parlano poco. Capire come si attiva sul territorio, come riesce ad integrarsi con la società - conclude Daniela - è un primo passo per sconfiggerla.”

LIBERA DA NOVE ANNI SUL TERRITORIO

Nicola Romanelli ricorda i trascorsi di “Libera” che nel 2009 raccolse numerose adesioni personali.

“In molti si avvicinarono a seguito di deludenti esperienze associazionistiche o partitiche. “Libera” vuole essere una sentinella, uno dei suoi compiti è vigilare sull’operato delle amministrazioni. Ricordo il primo incontro nella cantina del Panta rei, l’entusiasmo di quegli anni in cui tanto si è fatto. Ci siamo strutturati, abbiamo interagito con altre realtà associazionistiche, aderito ad iniziative importanti, ad esempio il concorso “Lo Stato siamo noi”, portato testimonianze sul territorio… E’ fondamentale conoscere questo percorso ed operare su due binari: la formazione e l’analisi del territorio. Per questo è importante confrontarsi ed interagire con le scuole e con le altre associazioni. Per oggi, giovedì 1 marzo 2018, ore 17:00, nel Chiostro comunale, abbiamo organizzato una iniziativa per ricordare Donato Boscia invitando il questore Giovanni Colangelo e il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio. Con il Presidio del libro presenteremo “Questione e rispetto” di Gaetano Saffioti, un imprenditore calabrese nel settore del calcestruzzo che non solo ha denunciato i mafiosi, ma che opera sul territorio…. A breve, dopo l’espletamento del bando, ospiteremo presso Palazzo S. Antonio le associazioni, ed anche Libera, se lo vorrà, potrà avere una sua sede.”

TERRA, SOLCHI DI VERITÀ E GIUSTIZIA

Per Alessandra Ricupero oggi le mafie sono complesse, basta guardare le relazioni semestrali della Dia. Per affrontarle ci vuole una rete complessa per dare risposte complete e complicate. Lo stesso presidio deve ricompattarsi con minimo tre associazioni. Uno dei primi passi è il recupero della memoria ed abbracciare i famigliari delle vittime innocenti. In Puglia ci sono 11 clan, nel 2016 su 1126 beni confiscati, 145 insistono nella città di Bari, ci sono 113 immobili e 32 aziende che potrebbero essere utilizzate a sostegno della legalità e delle vittime della mafia. 

Ricorda il costo annuo delle quote associative, cifre nell’ordine di pochi euro peLIBERA DONATO BOSCIAr i giovani, e che anche le scuole possono iscriversi, come fatto dall’I.C. Mazzini-Carano in passato, quindi invita tutti a partecipare alla XXIII Giornata della memoria che si terrà a Foggia in ricordo delle vittime innocenti delle mafie - "Terra, solchi di verità e giustizia" -, preceduta da alcune tracce di lavoro e materiali di approfondimento sul tema della terra, della giustizia e dei diritti.

“Come dice don Ciotti la legalità va bonificata. Invito tutti a partecipare alla manifestazione del prossimo 21 marzo 2018. L’obiettivo è generare consapevolezza, non colpevolizzare un contesto, tacciandolo come mafioso. Le mafie oggi frenano lo sviluppo ed a Foggia cercheremo di ricucire il tessuto sociale dilaniato dalle mafie, dalla convinzione di non poter cambiare le cose, dalla sfiducia nelle istituzioni, dalla consapevolezza che neanche il sacrificio della vita riesce a cambiare lo stato delle cose.”

“In ogni piazza - per don Ciotti -, il valore e la testimonianza dell’esserci. Ogni città, un ricordo e una denuncia.  Anni di memoria e impegno. Anni di verità e giustizia. Per le stragi e le vittime delle guerre di mafie. Oltre il settanta per cento delle famiglie delle vittime non conosce la verità sulla morte dei propri cari. E quel giorno - e per tutti gli altri 364 giorni dell’anno - insieme ai familiari tutti diventiamo cercatori di verità.” 

 

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