Martedì 21 Agosto 2018
   
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A. CAPRIO E D. CIRIELLO A PALAZZO ROMANO EVENTI-foto

violenza di genere a palazzo romano eventi

violenza di genere a palazzo romano eventi “Lo scorso 28 dicembre all'interno di Palazzo Romano Eventi, tra le icone di Carosello e i suggestivi allestimenti di Germana Surico, si è svolto un incontro sulla "violenza di genere" per iniziativa dell'avv. Lucio Romano, da tempo impegnato a catalizzare la sensibilità e l'amore per la cultura e la conoscenza.

L'occasione è stata offerta dalla presentazione di "Un granello di colpa", un libro tutto al femminile, voluto e realizzato da due donne. Un lavoro di denuncia che attraverso due forme di comunicazione, il racconto ("Alla fine fu Shakespeare") e la fotografia, narra la donna soggiogata ovvero la donna ammaliata, usata, abusata e poi gettata, ma soprattutto diventa un testo-invito alla donna a prendere coscienza delle proprie possibilità. Un libro che si rivolge anche all’uomo, affinché comprenda violenza di genere a palazzo romano eventiche l’amore è condivisione e non possesso.

Si narra di una donna separata che decide di rifugiarsi nei social divenendone schiava. E vede nel fallimento del matrimonio il suo fallimento. Attraverso l'utilizzo dei social trova un ragazzo che ha un approccio diverso rispetto agli altri uomini, un approccio più romantico. Non è però un amore condiviso, in quanto è avvertito solo dalla donna.

A dialogare con l’autrice torinese Antonella Caprio e la fotografa barese Daniela Ciriello, il docente di lettere Francesco Bia, volontario del Pontificio Istituto delle missioni estere con esperienze umanitarie svolte nel 2016 in Tailandia e in Costa d'Avorio nel 2017, poeta per diletto e con esperienze giornalistiche con testate locali. Ed è da un articolo scritto su “La voce del paese” per “Storie di piazza” che nasce una bella amicizia con Antonella Caprio.

La violenza di genere è un tema diviolenza di genere a palazzo romano eventi assoluta attualità, ha spiegato Bia, che riguarda tutti e non deve lasciare indifferenti. Un "Granello di colpa" vuole sensibilizzare ed educare gli uomini e le donne al rispetto verso l'altro.

«Amare non significa, ha proseguito il docente, possedere una persona a tempo indeterminato, amare significa rispettarla anche quando un rapporto termina». Ogni giorni i media ci propongono situazioni difficili, dal femminicidio agli abusi sessuali denunciati di recente da Asia Argento, vi sono però, ha sottolineato Bia, altre forme di violenza sulla donna, quella che si sprigiona tra le mura domestiche, sui social e che talvolta assume connotati di natura psicologica. Una violenza di cui spesso non si parla perché tenuta nascosta.

«La donna siviolenza di genere a palazzo romano eventi merita la punizione perché causa del peccato originale, tentatrice innanzitutto, vittima forse». Cita nella presentazione dell''opera, la giornalista Antonella Minunno, ispirando le installazioni floreali di Germana Surico. La Minunno teme che la donna sia ancora oggi subordinata alla cultura che esalta il sesso forte.

«Di chi è la colpa è un quesito, prosegue, che dovremmo porci giornalmente e al quale dovremmo dare una risposta che non lascia scampo. Perché la colpa è di tutti noi, uomini e donne, che ci giriamo dall'altra parte». Anche Alda Merini nella poesia "A tutte le donne" ha scritto:«sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione».

Infine, sostiene ancora la Minunno, occorre una nuova presa di coscienza. Perché bisogna insegnare a ognuno di noi a volersi bene, bisogna spiegare a ognuna l'amore. Per fare in modo di tornare a vivere e smettere di sopravvivere.

«In che modo la vostra opera può fare la differenza? » chiede Bia alle autrici.violenza di genere a palazzo romano eventi

«Questo libro, ha dichiarato la Caprio, nasce da un progetto fotografico di Daniela Ciriello. E’ stata lei a coinvolgermi sapendo del mio impegno letterario per le donne. Ho scritto per il teatro racconti sul femmicidio, esperienza alla quale ho assistito personalmente vent'anni fa».

E racconta quanto sia traumatico assistere a un episodio di violenza dall'epilogo tragico. Descrive i sensi di colpa che l'hanno assalita dopo i fatti, gli scrupoli che si è posta per non essere intervenuta in tempo in soccorso delle grida che provenivano dall'abitazione di fronte alla sua. Questo episodio le ha ispirato un testo teatrale che ha vinto anche la medaglia d’argento al merito civile e ha girato in diversi teatri italiani.

«Quando Daniela mi ha proposto l'idea progettuale ero titubante, non volevo ripetermi dato che andava già in scena in teatro un'opera analoga, poi sono venuta a conoscenza, da molte donne, di episodi di violenza psicologica, e di qui la realizzazione del progetto». Nasce così "Un granello violenza di genere a palazzo romano eventidi colpa", un libro che coniuga due racconti, uno narrativo e uno fotografico, perche là dove non arrivano le parole possono arrivare le immagini e viceversa.

La conversazione è stata inframmezzata dalle letture di Toni Bia - studente del liceo scientifico impegnato in un laboratorio teatrale di Maurizio Vacca -, il quale ha proposto alcuni passi del libro letti da solo e in coppia con Antonella Caprio.

Per Daniela Cirillo, invece, il progetto nasce «… dall'esigenza di voler raccontare la violenza domestica più persone. Una violenza che trasforma la dona in oggetto (vds. foto "Donna pentola"). Insieme ad Antonella cerco di offrire una serie di riflessioni su questo tipo di violenza. La più frequente, meno riconoscibile e subdola che si espande in vari settori da quello familiare a quello del mondo dviolenza di genere a palazzo romano eventiel lavoro». E spiega che nel libro ci si è soffermati sulla violenza che la donna subisce e si porta dentro, che non ha il coraggio di far uscire per paura. Ma anche per mancanza di solidarietà femminile in seno alla famiglia, dove una madre o un sorella finiscono per violentarla un'altra volta con l'espressione «… ma quello è tuo marito, te lo sei cercato e ora te lo devi tenere». 

Le due autrici incitano le donne a non sentirsi in colpa e cercano di incoraggiarle ad avere la forza di parlare. In quanto parlare non significa perdere la dignità non è una deminutio capitis. E' l'occasione per avviare un nuovo percorso di consapevolezza che aiuti a risvegliare la coscienza per diventare protagonisti della propria vita. E come dicono le foto in bianco e nero raccolte da Daniela Cirillo «una vita senza libertà perde il suo colore, non ha più la gioia di vivere». [foto Sebastiano Mazzarisi e Mimmo Castellaneta]

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