Mercoledì 17 Ottobre 2018
   
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“HUMANITAS”. QUANDO LA SCUOLA INSEGNA A GUARDARE LA VITA

HUMANITAS liceali e accoglienza migranti

HUMANITAS liceali e accoglienza migranti Homo sum: humani nihil a me alienum puto, recita il commediografo Terenzio a indicare all’uomo la dimensione del vivere in comune e in fratellanza con l’altro uomo, in opposizione dell’homo homini lupus plautino, che rappresenta un profilo di uomo ferino sempre in agguato verso i suoi simili. È nello spirito dell’humanitas più autentica e vera che il 22 dicembre si è svolta l’assemblea di istituto presso il Liceo Classico, che già in passato aveva condiviso momenti di gioia commovente con i giovani migranti presenti a Gioia del Colle.

Fautore di una esperienza così formativa e ricca di risvolti umani è stato il prof. Leopoldo Attolico che ha invitato, in collaborazione con il dott. Rosario Milano, Presidente del CAS di Gioia del Colle, e accolto unaHUMANITAS liceali e accoglienza migranti delegazione di giovani africani dai 18 ai 25 anni nell’Aula Magna della scuola, insieme al Dirigente, prof. Rocco Fazio. Gli studenti hanno mostrato carità e senso di solidarietà donando indumenti e ricevendo sguardi e parole di gratitudine dai giovani africani, che hanno molto apprezzato il calore e la generosità dei ragazzi italiani.

Sul canale Instagram Ilvirgilione creato e gestito dal rappresentante degli studenti, Riccardo Stigliano ha descritto con parole pulsanti di commozione e di poesia questo evento: «Si presentano tutti per nome i giovani migranti che alloggiano presso la stazione di Gioia del Colle, a pochi metri dal nostro liceo. Hanno, in media,HUMANITAS liceali e accoglienza migranti una ventina d’anni, la speranza negli occhi umidi, l’esperienza della paura nel cuore. Ci tengono tutti, ma proprio tutti, a presentarsi, sottolineando la patria di provenienza, che hanno lasciato a lutto, a malincuore. Momenti da pelle d’oca tra gli applausi degli amici studenti, che loro, hanno ammesso, non dimenticheranno facilmente! Dopo l’accoglienza calorosa dei virgiliani, per questi giovani africani c’è un dono, che gli permetta visivamente e materialmente di ricordare (portare nel cuore, come dice l’etimologia latina del verbo) il calore degli studenti: vestiti, sciarpe, scarpe per affrontare il freddo inverno. Siamo tutti usciti da scuola con qualcosa in più, chi con degli abiti nuovi e l’emozione di chi sa di non essere più così tanto solo, chi con la consapevolezza di aver imparato che la scuola è veicolo anche di valori importantissimi, quali l’humanitas. Questo sì che è un modo valido di utilizzare il tempo dell’assemblea di istituto, lungi dall’essere una nefanda ricreazione prolungata!»

Riccardo Stigliano e i suoi amici virgiliani hanno compreso il vero spirito natalizio, fatto di fraternità e di calore umano, come lo hanno compreso gli abitanti di Ariano Irpino, che hanno accolto il giovane Babacar Niang Gassama e hanno reso possibile il suo sogno: pubblicare le sue esperienze dal Senegal in Italia in un libro intitolato “Diambadon”, la danza tipica della sua etnia, i Mandingues. Babacar, Baba per gli amici, è nato a Kolda, a sud del Senegal, ha frequentato la facoltà di Lettere a Dakar e ha dovuto fuggire dal suo paese e intraprendere un viaggio durissimo e atroce per le violenze subite.

Ha attraversato il Mali, il Burkina Faso, il Sahara e la Libia, ha visto camion, scortati da militari francesi, trasportare l’uranio e si è persuaso che la fase colonialista in Africa non è finita. Dai libici è stato torturato e derubato di tutto ciò che era in suo possesso; la sua vita in Libia era insostenibile e dopo aver lavorato e raggranellato soldi è partito da Zabrata su una barca. Erano in centoventi e sono arrivati in Italia in centodue perché la barca dopo un’ora di viaggio per mare si è rotta. Miracolosamente Baba è giunto a Napoli e al Cento di Accoglienza di Ariano Irpino, dove sta ricominciando a vivere e a respirare la gioia di essere al mondo. Leggere il libro di Baba è un piccolo segno, che possiamo gettare verso chi, come lui, è arrivato da noi e vuole vivere rispettoso delle nostre leggi e tradizioni. Basta poco per far sentire lo spirito del Natale a chi ne ha bisogno”.

 

Commenti  

 
#1 giuliana caputo 2017-12-27 18:44
Grazie al Liceo Classico di Gioia del Colle per aver ospitato e promosso un incontro speciale tra studenti e giovani emigrati. Un vivo ringraziamento anche alla Prof. Grazia Procino che mettendo in evidenza come la scuola adempia al suo compito pricipale, rendendo ogni studente un cittadino consapevole e rispettoso dei diritti doveri di ognuno, cita il libro del giovane autore BABACAR GASSAMA, da me conosciuto. Un ragazzo che, per ringraziare della solidale ospitalità ricevuta in Ariano Irpino, ha scritto un libro in italiano, dimostrando con il suo impegno che l'amore e l'umanità intorno a noi, compiono miracoli e che il calore di una carezza fa dimenticare anche tutto il dolore sofferto. Grazie di cuore a tutti voi e auguri ai vostri studenti per i loro studi, per la loro vita!
 

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