Mercoledì 15 Agosto 2018
   
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Revival di “Carosello” con Antonella Caprio a Palazzo Romano-foto

carosello palazzo romano eventi

 

carosello palazzo romano eventi Dal 27 al 30 dicembre Palazzo Romano in via Nazario Sauro, 10 a Gioia del Colle, riapre i battenti per riproporre "Carosello - Viaggio in un sogno”, mostra realizzata in collaborazione con Rai Puglia e Rai Teche inaugurata il 18 novembre scorso e cornice di incontri ed eventi che si sono susseguiti fino al 5 dicembre.

Una riapertura straordinaria per ospitare alle 19.30 di giovedì, 28 dicembre la scrittrice Antonella Caprio e la sua ultima pubblicazione - "Un granello di colpa" -, edita Radici Future Produzioni, dedicata “A tutte le donne che hanno avuto e hanno la leggerezza di amare” per denunciare l’abuso e le dinamiche psicologiche che portano la donna che lo subisce a maturare sensi di colpa all’interno di una famiglia ingessata dalle ipocrisie di carosello palazzo romano eventiun perbenismo che esercita altra violenza.

Ad accompagnare la scrittrice presentata dal giornalista Francesco Bia, la fotografa Daniela Ciriello. Nel corso della serata organizzata in collaborazione con Libreria Minerva, saranno esposte alcune fotografie scattate dall'artista sul tema della violenza di genere.

Dal 27 al 30 sarà anche possibile osservare le installazioni ed i video delle pubblicità del Carosello, ascoltarne le musiche, leggerne le frasi - ricordiamo la mostra è stata ospitata grazie alla mediazione di Franco Gisotti - ed ammirare le originali, scenografiche contestualizzazioni di Germana Surico, ideatrice di una… mostra nella mostra!

Infatti con l’aiuto di Mariella Minore e Claudio De Leo ("La Flores", "Nozze Così", "PleRoo") e Django Vintage Scarosello palazzo romano eventihop è riuscita a ricreare atmosfere anni ’50 - ’60 davvero molto suggestive.

Tra le composizioni floreali “sbocciano” insoliti oggetti: un bellissimo topo Gigio, l’ippopotamo blu della Lines, scatole in latta Doria, bottiglie dell’amaro Don Bairo ed altro ancora. In bella mostra su un tavolino una bottiglia di Rosso antico ancora sigillata con due suoi calici.

In surreale bilico, appesi ad un filo latte di olio della Esso e della Shell, scatole della Plasmon, e quelle introvabili dei cioccolatini Talamone. Alle pareti appesi specchi anni ’50 ed in una delle stanze l’icona in cartone di una televisione d’epoca sul cui schermo vengono proiettati gli spot pubblicitari. Non poteva mancare una macchina da scrivere di quegli anni e persino una vespa 125 faro basso degli anni '50 messa a disposizione da Fiorente Moto, identica a quella resa famosa da “Vacanze romane”.

Oggetti “immersi” in un percorso espositivo di oltre venti pannelli iconografici e didascalici e quaranta filmati multimediali risalenti agli anni dellcarosello palazzo romano eventia rinascita economica italiana del primo dopoguerra che restituiscono con immediatezza ricordi a coloro che fino al 1° gennaio del 1977 hanno seguito le pubblicità di Carosello.

I RETROSCENA DI CAROSELLO SVELATI DA FRANCO LIUZZI

Nella serata d'inaugurazione a svelarne i segreti ed i retroscena è il professor Franco Liuzzi, docente di “Scienze della Comunicazione” presso l'Università di Bari che racconta del lavoro di autori, grafici, artigiani, musicisti, tra i quali Raffaele Gervasio, primo direttore del Conservatorio di Matera e autore della celebre sigla di Carosello, tracciando non solo la storia del primo strumento di promozione commerciale italiano, ma anche quella dei grandi attori che si sono prestati al mondo della pubblicità. 

Un appuntamento - a detta di Liuzzi - per seguire, attraverso gli spot, il cambiamento di un Paese e della televisione italiana.”

“La stessa non messa in onda di Carosello diventa un segnale di allarme: interruzioni certe si hanno il 22 novembre 1963, per l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, a Dallas, e il 12 dicembre del 1969, in occasione della strage di Piazza Fontana a Milano. Il carosello palazzo romano eventiracconto di Carosello si muove sia lungo il fronte della creatività, con un’attenzione a mettere in evidenza lo sforzo dei carosellari impegnati a trovare soluzioni a volte geniali ed altre volte meno significative; che lungo l’asse di un Paese impegnato a uscire dalla guerra e proteso a costruire una nuova prospettiva economica. Ne viene fuori l’affresco di un’Italia capace di generare un grande fermento industriale e culturale. I caroselli sono ancora oggi rimproverati di non saper essere efficaci. Ma un aspetto interessante rimane nei fili che collegano la pubblicità al teatro, alla musica, al cinema. Carosello diventa, insomma, un laboratorio televisivo in cui confluiscono talenti consolidati e giovani promesse ma anche applicazioni innovative assolutamente moderne. La cucina degli italiani si trasforma e, da freddo e comune ambiente di lavoro, diventa lentamente spazio di vita. Cambiano i costumi, cambiano le persone. Gli elettrodomestici svelano alle casalinghe che il lavoro domestico può essere svolto con minore fatica ma devono comunicare con chiarezza che quelle macchine sono robuste. Malgrado un parto assai complicato, tra il 3 febbraio 1957 e il 1° gennaio 1977 nei set di Cinecittà vengono girati 42.000 caroselli: uno strepitoso archivio in cui è possibile reperire le prove tecniche di artisti allora giovanissimi ed oggi affermati e la riluttanza di alcuni eccellenti interpreti, in quanto non sempre la partecipazione a Carosello era considerata qualificante. L’estrazione artistica dei carosellari introduce regole precise. È per questo che sul palcoscenico televisivo di Carosello appaiono molti personaggi che dimostrano di avere un evidente talento.”

Nel corso dell’incontro si è scoperto che Anna Magnani e Marcello Mastroianni hanno rifiutato ingaggi stratosferici ritenendo poco elegante spendersi nelle reclame pubblicitarie, e che lo stesso Totò nei suoi film-spot della durata di due minuti non nomina mai il prodotto pubblicizzato nel “codino” di trenta secondi, ponendo la parola “fine” come elemento di distacco tra la parte artistica e quella pubblicitaria. Ed ancora le parole censurate, ad esempio il “Basta dire la parola” del confetto Falqui per l’impronunciabile “purga”, e persino le assonanze con i nomi dei presidenti. Tra i grandi esclusi, perché le pubblicità non incontravano il gradimento dei committenti o dei vertici Rai, vi è Pino Pascali. Tra gli autori conosciuti: Nino e Toni Pagot, Roberto e Gino Gavioli, Pierluigi del Mas, Paul Campani, Armando Testa e Marcello Marchesi, per citarne solo alcuni. Dal 1° gennaio 1977 Carosello viene sostituito da spot più brevi e meno costosi, ha così fine un’epoca ed altre logiche commerciali e pubblicitarie prenderanno il sopravvento.

Per coloro che non hanno ancora visitato la mostra, un’ultima, imperdibile occasione!

Commenti  

 
#1 Franco Gisotti 2017-12-27 09:55
Il 30 dicembre apertura mattutina dalle 10,30 alle 13,00
 

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