Giovedì 21 Giugno 2018
   
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“IO SONO ZERO” CON LUIGI BALLERINI ALLA LOSAPIO

luigi ballerini

luigi ballerini Lunedì 11 dicembre 2017 presso il teatro della scuola di Via Eva si è tenuto l’incontro tra le classi terze della Scuola Losapio e l’autore di “Io sono Zero” (edito Il Castoro), Luigi Ballerini. A condurre l’incontro la professoressa di Lettere, Imma Polverino.

Siamo alla presenza di un medico psicanalista, giornalista pubblicista, esperto di educazione e di giovani, scrive su quotidiani e periodici, pubblica romanzi per bambini e per ragazzi. Molti riconoscimenti e premi tra cui l’ambìto premio Andersen.” Introduce la docente. “Mi scuso se mi sono fatto corteggiare. A volte la mia agenda è piena di impegni e tenendo conto che fino ad aprile la programmazione è scritta, non posso permettermi di morire prima. Però ci tenevo ad incontrarvi sia per il modo in cui mi è stato chiesto, sia perché ho voglia di ascoltare le vostre domande. Ed è per questo che vi chiedo di alzare bene i colli in modo tale che io possa vluigi balleriniedervi bene. Io voglio sempre parlare bene in faccia ai ragazzi. Perché è da voi che vengono le idee dei miei personaggi, e oggi, uno di voi potrebbe entrare a far parte di un mio libro.”

Con queste parole ha inizio un lungo dialogo tra autore e alunni. Un dialogo, appunto, perché il Dott. Luigi si è lasciato travolgere da critiche, curiosità e richieste. Ha scherzato, sorriso con loro, raccontando anche parte della vita dei suoi figli e narrando come l’incipit di Zero sia accaduto in chiesa zoomando con il suo cellulare sul sacerdote. Libro distopico, “Io sono Zero” parla della tecnologia e, soprattutto, di come quest’ultima ricrei un mondo di schiavi di questo tempo. Ambientato in un prossimo futuro, i ragazzini sono addestrati come soldati di una guerra virtuale. Cresciuti, fin dalla nascita, in totale isolamento, senza il contatto fisico, senza la cura di una mamma e senza luigi balleriniconoscere altro essere umano, sono certi che l’isolamento e la solitudine siano l’unico universo esistente. A tal proposito, l’autore riprende un esperimento effettuato dal nostro Federico II. L’imperatore aveva preso dalla strada 10 neonati per verificare quale tipo di lingua avrebbero loro parlato, se posti in totale isolamento, affidati, però alla cura di alcune balie. Federico non ha mai scoperto fosse la risposta al suo dilemma, perché i piccini morirono prematuramente. Oggi è notorio che, essendo l’uomo un animale sociale necessita della relazione e della comunicazione per la sopravvivenza. E’ per tale motivo che un universo vissuto in totale desolazione e isolamento, solo con l’ausilio della macchina sarebbe per l’uomo distruttivo. Seducente nello stile, ciò che tiene incollato il lettore non è l’azione o l’impeccabilità della trama (come hanno sottolineato i ragazzi), quanto l’accurata indagine psicologica, la quale permette un’immedesimazione perfetta grazie alla descrizione di paure, di speranze, di dubbi e dei dolori, ma soprattutto degli atti di coraggio e volontà del giovanissimo protagonista. Non resta che concludere con una citazione dello stesso autore, messaggio per i ragazzi e non: “Non permettete a nessuno di essere i registi della vostra vita. Scrivete voi il copione.”

 

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