Martedì 21 Agosto 2018
   
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MELINA PROCINO. IL SUO RICORDO A TRE ANNI DALLA SCOMPARSA

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melina aprocinoTre anni fa, il 29 novembre 2014, in un tragico incidente stradale moriva Melina Procino. Era una giornata umida, con un cielo grigio e una nebbiolina che durante la mattinata aveva coperto i campi e le strade di un leggerissimo strato di acqua e polvere. Melina amava quelle giornate che normalmente a molti di noi creano fastidio. In quelle giornate diceva la campagna acquista un non so che di magico e invita a lunghi silenzi e profonde riflessioni. Melina era profondamente innamorata della terra, di tutte quelle cose belle che una vita passata a diretto contatto con la natura riesce a dare. Ma era consapevole di come la vita in campagna fosse anche sacrificio, a volte sofferenza, grande tenacia. Ma poi la vista di paesaggi stupendi della nostra campagna, di odori che in città non si avvertono più, di piccoli miracoli che ogni giorno la terra riesce a concedere, erano impagabili per Melina e davano un senso profonda alla sua scelta di rimanere attaccata alle sue radici.

Ricordo sempre la scena di un film che avevo visto con Melina, se non ricordo male è “La Doppia vita di Veronica” di Kieslowski, in cui nella scena finale si vede l’immagine della protagonista che in uno stato di grande commozione abbraccia un albero, dando il senso del profondo legame tra uomini e donne e la stessa natura. Melina rimase emozionata da quella scena in quanto in una sola inquadratura il regista aveva interpretato il valore e l’importanza di questo legamefemminicidio. Melina era una donna di grandi passioni. Passioni per la musica, per il cinema, per il teatro, per la danza, per la politica, per la scuola, per la vita insomma. Una vita vissuta pienamente con la consapevolezza che ognuno di noi è parte attiva di una comunità e quindi è obbligato a dare un contributo per la crescita culturale e civile della stessa.

Innumerevoli sono stati gli impegni e le lotte che Melina ha condotto nella sua esistenza. Tutte fatte con la stessa passione e fermezza. Non amava i compromessi, le mediazioni di basso profilo, i voltagabbana. Anche per questo Melina ci manca, mi manca moltissimo. Tante volte in questi ultimi tre anni di attività mi chiedo e sono convinto che tutti coloro che l’hanno conosciuta si fanno la stessa domanda: Melina cosa avrebbe detto rispetto ad alcune scelte operate in questi anni e quali consigli avrebbe dato in linea con la sua grande onestà intellettuale e l’affetto che nutriva non solo nei confronti dei familiari e degli amici più cari ma anche e soprattutto nei confronti della ‘persona’. Diceva Albert Camus, un autore che Lei amava molto: “Sii realista, chiedi l’impossibile”. Insomma abbi dei sogni, delle utopie.

Quei sogni e quelle utopie che a Melina sono stati spezzati da una auto in corsa che sbandando su un asfalto viscido le è piombata addosso, privandoci di una esistenza che avrebbe ancora dato tantissimo per la vita politica e culturale della nostra città”.

Donato Paradiso

 

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