Sabato 18 Novembre 2017
   
Text Size

LOSAPIO - FRANCO GIANNINI SVELA ALCUNI DEI MISTERI

palazzo tateo ex sede scuola losapio

francesco giannini“In merito agli articoli e agli incontri che ultimamente hanno acceso i riflettori sulla storica sede della Scuola media Losapio, mi permetto di offrire alcuni spunti di riflessione per un quadro più completo della questione, visto che non mi è stato possibile effettuarlo durante l’incontro tenutosi il 30 settembre scorso nella Scuola elementare Mazzini.

Innanzitutto vorrei dire che se un capro espiatorio deve essere individuato nella decisione che ha portato al ‘trasloco’ della Scuola media Losapio dalla sede di Piazza Umberto I al plesso della Carano, quello è il sottoscritto e non l’Amministrazione comunale di Gioia.

Frequentando la Biblioteca comunale di Gioia e partendo dalla constatazione che la stessa era giunta ad un grado di saturazione tale che gli oltre 30 mila volumi presenti e gli ambienti ormai traboccanti non permettevano di accogliere nuove acquisizioni (acquisti e richieste di donazione da parte di numerosi cittadini, infatti molte donazioni giacciono accatastate in depositi per mancanza di spazi espositivi e per motivi di staticità dell’immobile) durante il terzo mandato sindacale di Povia mi ero offerto spontaneamente per studiare il caso e ricercare una soluzione al problema.

Avendo svolto, durante due mandati, come consigliere comunale, il ruolo di monitorare la situazione del settore scolastico e dell’edilizia scolastica e, in qualità di docente della Scuola media Carano, ero venuto a conoscenza che, a causa del decremento demografico nel nostro Comune alcune strutture scolastiche, tra cui le Scuole Carano e Losapio, erano sotto utilizzate.

Nell’ottica della razionalizzazione dell’esistente e di una soluzione al problema Biblioteca, di concerto con l’Amministrazione comunale e della direzione della Biblioteca comunale ero venuto in possesso dei dati riguardanti il numero degli alunni, delle classi funzionanti in ogni istituto scolastico, dalle materne alle scuole medie, nonché del numero di alunni da iscrivere negli stessi ordini scolastici per un decennio.

Dai dati numerici si evinceva una diminuzione di possibili fruitori, causa del calo demografico.

Inoltre dalle planimetrie dei singoli edifici scolastici, si poteva rilevare il numero di ambienti utilizzabili come aule e quelli utilizzabili per servizi (presidenza, segreterie, aule speciali, laboratori); i dati evidenziavano un surplus di locali, rispetto al reale fabbisogno.

DATI SU LOSAPIO E CARANO

A titolo esemplificativo, durante l’anno scolastico 2014-15 presso la Scuola elementare Mazzini su un totale di 23 aule e 17 ambienti per servizi erano allocate 17 classi, con un esubero di 6 aule.

La Scuola media Carano aveva una dotazione di 22 aule e 19 ambienti per servizio, di contro alla presenza di 16 aule, con un esubero di 6 aule.

La sede centrale della Scuola media Losapio fruiva di 12 aule e 4 ambienti per servizi, per 8 classi, con un esubero di 4 classi.

La succursale della Losapio, che registrava 17 aule e 3 ambienti per servizi, ospitava 8 classi, evidenziando un esubero di 9 classi.

Alla luce di questi dati e della razionalizzazione degli edifici scolastici comunali, avevo preparato una relazione che consegnai al Sindaco, nella quale suggerivo alcune possibili soluzioni.

Tra l’altro suggerivo di spostare le aule della sede centrale della Losapio presso i locali della Carano, che offriva una adeguata capienza e di trasferire in piazza Umberto I la Biblioteca comunale.

Il sindaco Povia, giustamente mi faceva rilevare che non sarebbe stato conveniente concentrare tutte le sedi delle due medie presso la Carano per cui, anche alla luce della istituzione di Istituti comprensivi, cominciai a studiare altre ipotesi di intervento.

Avevo appena terminato questo studio e mi apprestavo a consegnarlo al sindaco agli inizi di febbraio del 2015, ma ne fui impedito dagli eventi che si verificarono in concomitanza con tale periodo.

Anche queste ulteriori ipotesi prevedevano lo svuotamento della Losapio di Piazza Umberto I in altra zona del paese, per permettere l’allocazione in quel sito della Biblioteca.

Non vorrei soffermarmi molto sulla inadeguatezza della sede centrale della Losapio come scuola: mancanza di norme di igiene (illuminazione artificiale, mancanza di normale aerazione negli ambienti siti al piano terra,inquinamento da veicoli, ristrettezza degli ambienti da utilizzare come aule), di carenti norme di sicurezza (rischio per gli alunni in caso di apertura delle porte a piano terra e porte che si aprono dall’interno) ecc…

Mi preme sottolineare, invece, che non è vero che con la scelta effettuata si perde la nostra Storia, il rispetto per un cittadino gioiese che ha lasciato tutti i suoi averi per la “cultura” dei gioiesi, come qualcuno va sbandierando ai quattro venti.

Il nome Losapio è presente nel nostro Comune in una strada a lui intestata, in un busto presente nella sede della Pro Loco e in una tela del pittore gioiese Benedetti, che lo raffigura. Tali segni stanno a ricordare per sempre l’uomo, il religioso, il maestro lo storico e il benefattore gioiese.

IL TESTAMENTO DI LOSAPIO

Torniamo alle volontà dell’abate Losapio. Nel testamento rogato in Gioia il 30 ottobre 1841 dal notaio gioiese Raffaele Taranto l’abate Francesco Paolo Losapio istruiva suo “Legatario universale S.E. il Presidente della Pubblica Istruzione, residente in Napoli e l’intera Commissione della stessa coll’obbligo ed incarico di spiegare tutta la sua protezione e zelo a far valere, e sussistere il seguente pubblico stabilimento di una Biblioteca scelta, ad uso de’ miei concittadini, e medio della stessa lo formerà la mia piccola Biblioteca attuale, e tre Scuole primarie di Umanità minore … e di Umanità maggiore … e con quest’ordine progressivo, cioè primo erigersi, ed edificarsi il locale, e l’edificio della Biblioteca, e delle scuole suddette, poi acquistarsi fino alla somma di docati cinquemila di libri scelti con scaffali, nicchie, scanzie, panconi da leggere, e scanni da sedere …”

Pochi giorni prima di morire, il 17 gennaio 1842, intendendo proseguire nel suo intento di formare prioritariamente una Biblioteca, a vantaggio dei suoi concittadini e avendo reputato opportuno collocare la riferita Biblioteca nella Comunità e Convento dei Padri Riformati del nostro Comune, affidando ad un religioso, eleggibile di triennio in triennio, il compito di Bibliotecario, il Losapio firma con Michele Debellis e Gaetano Donatone, muratori, “un contratto di cottimo sia per costruire dei pilastri dalla parte di mezzogiorno di detto Convento, per rafforzare la corrispondente parte del monistero, che si trovava lesionata, che per costruire sopra gli indicati pilastri una novella fabbrica alla esistente ad oggetto di ampliare le stanze corrispondenti al corridoio attuale … sui pilastri dovranno formare degli archi che debbono chiudere una volta a vela, su questi archi poi dovranno formare una camera da servire agli armadi dei libri componenti la Biblioteca … dovrà completarsi l’opera in 150 giorni … l’opera non sorpassa la somma di docati mille.”

Da questo testamento si evince chiaramente che il primo adempimento da mettere in atto, secondo il Losapio, è l’istituzione di una Biblioteca!

Ebbene non è peregrina, quindi, l’idea di trasferire nei locali della Scuola Losapio la Biblioteca; in tal modo non si fa altro che rispettare il volere del Losapio e ricordare l’illustre benefattore, non di cancellare il suo nome e la Storia, come alcuni vaneggiano!

BIBLIOTECA “LOSAPIO – ANGELILLI”?

A chi però potrebbe obiettare che la Biblioteca comunale porta il nome di don Vincenzo Angelilli si potrebbe ribattere che fu un errore di chi volle tale intitolazione, dimenticandosi del Losapio.

Si potrebbe ora porre rimedio intitolando la Biblioteca ai due benefattori: Losapio - Angelilli.

Per ricordare ulteriormente la figura del benefattore Losapio e non cancellare un periodo della nostra Storia locale, l’Amministrazione comunale potrebbe pensare di apporre sulla facciata della Scuola di piazza Umberto I una targa che condensi la storia del palazzo (ex Tateo e ex De Bellis, Scuola ginnasiale e Media Losapio) e riporti l’indicazione che fu acquistato nel 1925 con i fondi del Legato Losapio.

Inoltre si potrebbe continuare a ricordare il Losapio riportando l’intitolazione del Ginnasio al Losapio, così come appariva sul portone d’ingresso dell’attuale Liceo Classico. Anche in questo caso si potrebbe condividere l’intitolazione del Classico tra Losapio e Virgilio oppure apporre una targa che spieghi che l’istituzione delle Scuole ginnasiali fu voluta dall’abate Losapio, che donò tutti i suoi beni per tale scopo.

A chi poi sostiene che il Losapio con la sua donazione ‘ha comprato’ la Scuola che porta il suo nome, vorrei ricordare che probabilmente i fondi del suo Legato erano quasi esauriti nel momento in cui nel 1925 fu acquistato il palazzo dai fratelli De Bellis. Infatti il Losapio l’11 gennaio 1842 vende al signor Francesco Cassano, per la somma di ducati 6.000 tutti i beni di sua pertinenza: una masseria in contrada Gravistello, due partite di terra per la via che porta ad Acquaviva, due partite in contrada Canale, un piccolo fondo vicino all’abitato alla via dei Riformati.

Per recuperare in parte tale somma il Comune nel 1852 incaricò un legale che tutelasse gli interessi del Municipio. Inoltre il Comune nei 40 anni trascorsi dall’istituzione del ginnasio alla sua regificazione aveva dovuto sobbarcarsi le spese per fitto e gestione dei locali della Scuola e per stipendio ai professori e bidelli, oltre alle spese per ottenere il pareggiamento e la successiva regificazione.

Quanti dei frequentanti e dei genitori sanno del Losapio e della sua storia e dimenticheranno la Storia di Gioia?

NON È ANCHE QUESTA CULTURA?

Non è con il ripetere: ‘Sono della Losapio’ che si fa la Storia di Gioia o si conosce la storia di un concittadino illustre e benefattore, né è trasferendo quella Scuola che si distrugge la nostra Storia.

Con i segni che attestano la presenza e il ricordo del Losapio (la strada a lui intitolata, il busto nella Pro Loco, il quadro dell’abate, l’intitolazione della Biblioteca e del Ginnasio, come già descritto) si fa memoria e si salva anche il volere del benefattore!

Sterile e faziosa è la polemica che alcuni hanno montato circa il passaggio dalle stelle … alle stalle, nel senso che da luogo della ‘Cultura’ la Losapio è passata a luogo della… spazzatura.

Pur non condividendo la scelta operata di concedere la sede della Losapio alla società preposta al nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti per la consegna dei kit, a cui avrebbe dovuto provvedere la stessa società prendendo in fitto locali a proprie spese, a coloro che si scandalizzano per tale utilizzo vorrei ricordare che oltre alla consegna dei kit, la società appaltatrice svolge una funzione educativa e culturale, spiegando le modalità di attuazione della raccolta differenziata.

E, ditemi, se questa non è anche ‘Cultura’!

Inoltre compito della scuola è anche quello di educare al rispetto dell’ambiente e … paradossalmente, informando e dando spiegazioni sulla corrette modalitàdi attuazione della raccolta differenziata, si fa ‘Cultura’: è quello che sta facendo chi sta utilizzando la Scuola Losapio!”

Franco Giannini

 

Commenti  

 
#5 Dubbioso 2017-10-24 14:02
In poche parole, il prof. Franco Giannini, ha contraddetto e smentito quanto asserito nell’incontro tenutosi il 30 settembre scorso nella Scuola elementare Mazzini dal prof. Rocco Fasano.
Alla luce di quanto letto nell'articolo, pur non esplicitamente, il prof. Giannini, da dell'incompetente in materia al Prof. Rocco Fasano (del quale ho profonda stima) e lo addita come venditore di fumo e sobillatore di folle contro....
Personalmente, ritengo il prof. Giannini un borioso e falso modesto ma, ancora di più, mi dà di autocelebrazione l'innalzarsi a ideatore e innovatore per tale "trasloco" tentando senza per altro riuscirci di scagionare l'Amministrazione comunale di Gioia per tale scellerata scelta.
In ogni caso, credo che dovremmo aspettarci una replica in risposta da parte del prof. Rocco Fasano altrimenti, finiremmo di non capirci più niente.

La Redazione
Dove ha letto o sentito tutto quello che riporta in questo suo commento? Il prof Giannini ha detto ben altro e ben documentato, con atti storici e fatti realmente accaduti, quindi inconfutabili. Il prof Fasano potrà dare tutte le risposte quando e come vorrà, ma che contraddicano e smentiscano, con altri datti e atti, quanto riportato da Francesco Giannini, altrimenti il suo continuerà ad essere un puro esercizio teorico e nulla più.
Buona continuazione di giornata a tutti.
 
 
#4 ELENA 2017-10-21 22:00
Quoto Rimbotteghito. Mazzaraco finora non si e' rivelato essere un buon portatore di consigli! Le sue verita', tipo Acam, sono poi state clamorosamente smentite dai fatti! Vedremo in futuro!
 
 
#3 RIMBOTTEGHITO 2017-10-21 08:18
Perche' Mazzaraco e Gisotti hanno le conoscenze adatte per rispondere al prof Giannini?
Quello che scrivono Mazzaraco e Gisotti parla per loro e sono puntualmente smentiti dai fatti. Uno tra tutti la Spes e la Acam che con il suo ricorso, ricordo le parole scritte da Mazzaraco, scritto da un noto luminare del diritto di Bologna, avrebbe visto il Comune di Gioia soccombente.
Il risultato e' che Acam ha ritirato il ricorso ed ormai si e' passati sotto altro gestore, con buona pace delle "PROFEZIE" di Mazzaraco. E del famoso Referendum di Gisotti? Fallito miseramente! Su ITEA sono 15 mesi che non si fanno sperimentazioni e questi sono i fatti, quelli seri, che interessano i cittadini
 
 
#2 Bum bum 2017-10-20 15:14
Gisotti- Mazzaraco e company... avete nulla da eccepire a questo articolo del prof.Giannini?
 
 
#1 Vito Giordano 2017-10-19 21:00
Ottime argomentazioni, Franco.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI