Sabato 18 Novembre 2017
   
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SPAZIO UNOTRE CHIUDE I BATTENTI CON “IL GIARDINO DEI COSACCHI”

salotto letterario il giardino dei cosacchi

salotto letterario il giardino dei cosacchi Dopo otto anni di salotti letterari, eventi culturali, poesia, arte, musica, serate di beneficienza e persino sfilate di moda, Spazio UnoTre in via Barba, 13 chiude i battenti. Una scelta di certo sofferta, ma Mario Pugliese la sua sfida l’ha vinta. Il centro storico è rinato anche grazie al suo impegno ed alla sua creatività. Con Artensione, Sergio Gatti, Antonella Lozito che lì hanno bottega e tutti gli artisti che si sono avvicinati, ha segnato un’epoca e condiviso il suo “spazio” con chi aveva sete di cultura negli anni più ”neri” per Gioia, incubando belle realtà che continueranno a crescere. Per ogni ciclo che si conclude, c’è un nuovo inizio. Mario è un guerriero, non si arrende, continuerà a stupirci, di questo ne siamo certi.

Grazie, Mario per le tante opportunità e lo “spazio” che a tutti hai concesso con generosità, per i poeti, gli scrittori, i musicisti famosi ed esordienti e le tante iniziative ospitate anche nei giorni festivi, rinunciando al riposo. In questi otto anni abbiamo seguito puntualmente tutti gli incontri prima sul bimestrale “la Piazza”, poi su GioiaNet e da quattro anni anche sul settimanale “La voce del paese”, scrivendo insieme a te “pagine” culturali che resteranno nella storia della città e che l’hanno aiutata a crescere. 

E poiché anche noi non ci arrendiamo, attendiamo che tu riapra i battenti con uno nuovo spazio rivisitato, pronto a sfidarti e sfidare il mondo! Ad maiora!

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La sera del 28 settembre, nell'accogliente salotto letterario di Spazio Uno Tre, si è svolto il 52° incontro durante il quale, Giacomo Leronni e Margherita Quieto, hanno presentato il romanzo "Il giardino dei cosacchi" dello scrittore e giornalista olandese Jan Brokken.

L'opera è incentrata sull'amicizia tra Alexander von Wrangel e Fëdor Dostoevskij.

Siamo a San Pietroburgo nel 1849 e Fëdor Dostoevskij è davanti al plotone d’esecuzione, accusato di un complotto contro lo zar. Solo all’ultimo momento viene risparmiato dalla morte e deportato in Siberia. Il ventenne Alexander von Wrangel, barone russo di origini baltiche, ricorda bene la scena quando qualche anno dopo è nominatosalotto letterario il giardino dei cosacchi procuratore della città kazaca dove Fëdor sta ancora scontando la pena, nella logorante attesa della grazia. Tra i due nasce un'amicizia fatta anche di confidenze amorose. Sono innamorati di due donne sposate: il giovane baltico della femme fatale Katja, e Dostoevskij della fragile ed eternamente infelice Marija. Confidenti e compagni di sventura, Fëdor e Alexander si aggrappano uno all’altro come a un’ancora di salvezza nella desolazione siberiana.

Jan Brokken, scrive la biografia di Dostoevskij basandosi su lettere, appunti e memoriepubblicate dai familiari dei due protagonisti. Ha consultato documenti presso Istituti, Biblioteche, Enti e Musei Dostoievskij di San Pietroburgo, Mosca, Semipalatinsk.

L'autore traccia un ritratto intimo di Dostoievskij, presentando un uomo esiliato e tormentato e risorto grazie alle sue forze. Il giardino dei cosacchiè una biografia romanzata, che approfondisce gli aspetti storici tra il 1849 e il 1860 in Russia, scandaglia la psicologia del protagonista e cancella tanti luoghi comuni intorno a un uomo tormentato, in lotta con l’epilessia, con i debiti, con le pene d’amore e con la mancanza di libertà. Dieci anni salotto letterario il giardino dei cosacchiper liberarsi definitivamente dalle catene e riottenere i suoi diritti.

Il romanzo è reso molto interessante in quanto racconta dell'amore dell''800 russo non più da un punto di vista femminile bensì da quello di due uomini.

Nel corso del dibattito sul romanzo, la prof.ssa Piera De Giorgi ha sostenuto una interessante tesi.

«I russi sono dei nostri padri putativi. Nel libro ho notato questo ritratto dei due uomini che l'autore ci vuole presentare e una certa difficoltà da parsalotto letterario il giardino dei cosacchite sua nel voler dire e non voler dire e il voler prendere parte della vita e della tragedia umana di Dostoievskij. Occorre anche considerare che la grandezza degli autori russi sta nella loro capacità umana di vivere il disagio degli altri. La capacità umana di andare oltre il visibile. Andare a scovare anche nell'animo dei più terribili assassini un barlume di umanità».

«La capacità di Jan Brokken - ha continuato la prof. De Giorgi -, è stata quella di voler mettere in evidenza quanto Dostoievskij non fosse un santo, ma è nel vedere l'uomo anche con le sue piccole debolezze, l'incapacità di dire no».

L'autore scrive: «Un russo vive in dissidio costante con la Russia altrimenti non è russo, toglietegli però la Russia e morirà di morte lenta». [foto Cataldo Liuzzi]

Commenti  

 
#10 mario girardi 2017-10-14 06:49
Caro Mario Pugliese poichè ti reputo una persona onesta, ti invito a scrivere qualcosa di vero sulla tua decisione di chiudere lo spazio. Le tue critiche che, stranamente non stai riportando sui social, possono sicuramente essere di aiuto per l'amministrazione e quantaltro. Sono mesi che combatti contro i muri di alcuni personaggi dell'amministrazione , senza ottenere un briciolo di soddisfazione. Bene, allora cerchiamo tutti quanti di non essere ipocriti. Specialmente per chi non lo ha mai fatto. Grazie
 
 
#9 Annella Andriani 2017-10-13 18:08
Un'altra realtà positiva di divulgazione culturale che chiude è per noi un lutto vero...ho partecipato più volte in qualità di spettatrice e di protagonista, non posso crederci...Mario, hai rivitalizzato il centro storico che ha riconquistato identità, ti chiedo e chiedo ai gioiesi, perché lasciarvi sfuggire questa opportunità? Mario, proviamo a parlarne con coloro che amministrano la nostra Ragione,e con artisti e operatori culturali, io mi metto a disposizione. Un abbraccio.
 
 
#8 Uomodellastrada 2017-10-04 15:56
Tra un po' anche i tradimenti coniugali saranno causati dall'amministrazione.
 
 
#7 Curioso 2017-10-03 21:44
Non credo Redazione che Spazio UnoTre abbia ricevuto sostegno dalle precedenti amministrazioni e non credo che tenere aperta o meno un'associazione necessiti di finanziamenti pubblici. Non mi risulta che tra i motivi di chiusura vi sono quelli economici. Anche perché l'associazione era frequentata da professori, professionisti e persone altolocate di Gioia. Sicuro che la colpa e dell'amministrazione o semplicemente è finito un ciclo? Possibile che è sempre tutta colpa dell'amministrazione?

La Redazione
E chi ha parlato di colpe? Mettersi sempre sulla difensiva anzichè cercare di capire le motivazioni che portano a simili decisioni non è per nulla positivo. Abbiamo parlato di attenzioni, di difesa di realtà culturali, artistiche e sociali che hanno portato, portano e porterebbero lustro a questa cittadina. Realtà fin troppo abbandonate a se stesse. Niente di più. Non si ha l'intenzione di farlo? Che lo si dica, apertamente e con franchezza, in modo strasparente. E' così difficile capirlo?
Buona giornata
 
 
#6 Curioso 2017-10-02 14:51
Qualcuno che mi spieghi cosa centra l'attuale amministrazione con la chiusura dell'Associazione. Magari la Redazione o il signor Mario Pugliese. Grazie.

La Redazione
Le Associazioni, soprattutto quelle che non hanno fini di lucro, che operano attivamente e con ottimi risultati per il bene culturale, artistico e turistico e sociale della città, andrebbero incoraggiate e sostenute non solo utilizzate. Senza questi aiuti amministrativi non potranno mai resistere a lungo, nonostante gli sforzi profusi dai tanti cittadini e artisti volontari che vi fanno parte.
Saluti
 
 
#5 mario pugliese 2017-10-02 10:18
Spaziounotre da me ideato nel 2009 in collaborazione con l'associazione artistico culturale "ARTENSIONE",nasce come luogo indefinito,non limitato ,con un compito:convogliare le energie creative della nostra terra e metterle in relazione attraverso il linguaggio dell'arte.Penso che in questi otto anni il progetto abbia funzionato bene ed abbia prodotto risultati eccellenti.I cicli si chiudono,gli spazi si trasformano.Il compito di noi artisti e' anche quello provocare,costruire,distruggere,ricreare.A questi compiti mi sono sempre ispirato e ringraziando di cuore tutti i partecipanti a questo entusiasmante progetto,vi invito a seguire le attivita'artistiche che la nostra associazione ARTENSIONE continuera' a proporre,
 
 
#4 pulcinella 2017-10-01 21:18
Un'altra vergogna di cui Gioia si rende responsabile. Adesso teniamoci le vendite dei libri e la cultura da bere degli smaniosi di visibilità. Complimenti Gioia. Complimenti amministratori.
 
 
#3 Basito 2017-10-01 20:26
Concludo, EX Gioia del Colle!
 
 
#2 Dispiaciuto 2017-10-01 19:37
Come perchè chiude? Egr. Rocco Girardi, "dopo otto anni di salotti letterari, eventi culturali, poesia, arte, musica, serate di beneficienza e persino sfilate di moda, Spazio UnoTre in via Barba, 13 chiude i battenti."... perchè questa arida amministrazione, non si è mai permesso di incoraggiare l'amico Mario Pugliese attribuendogli neanche un minimo riconoscimento a testimonianza dell'impegno profuso in tutti questi anni ma, addirittura, lo ha osteggiato.
E pensare che quelle iniziative e quelle manifestazioni, avevano trasportato l'eco di quelli eventi, e quindi di Gioia del Colle, anche fuori dai confini della nostra città.
Ma, così come ricordava ieri il prof. Rocco Fasano nell’incontro che si è tenuto nell’Aula Magna delle scuole elementari Mazzini il 31 settembre u.s., per altro anche quella struttura e tante altre di quell’epoca potrebbero facilmente essere dichiarate NON A NORMA (vedi per esempio le porte delle aule che si aprono tutte all’interno delle aule stesse, non facilitando l’evacuazione degli scolari in caso di incendio, mancanza di adeguata protezione alla finestre sia del pianterreno che dei piani superiori (nella Mazzini che alla San Filippo Neri), a palazzo San Domenico e altri edifici di proprietà del comune; TUTTO E’ EX per cui, chi per un motivo chi per un altro, ha distrutto quella che era la memoria storica e concreta della Città, e quindi conseguentemente, parlando di quelle opere, diremo: Ex Mercato coperto, Ex Piazzale della stazione, Ex via Roma o Ex via della stazione, Ex passaggio a livello di via Dante, Ex scuola media Losapio (pace all’anima Sua il quale, sa con chi prendersela; certamente non con il cittadino che subisce passivamente e non perché al cittadino non gliene frega niente, ma, perché, le Associazioni di categoria, i Sindacati, i partiti di politici di opposizione, non si fanno portavoce della Città e non si permettono neanche loro di intervenire e di organizzarci (Tutto tace e langue).
Quindi poveri noi che siamo caduti nelle mani di questa amministrazione e non solo; ma anche con altre precedenti amministrazioni.
L’unica volta che potremo essere fieri come, è l’aver sventato l’apertura di una discarica a Monte Sannace; e quindi, quel sito, fortunatamente non sarà mai chiamato (e io me lo auguro) EX monte Sannace.
Grazie prof. Fasano
 
 
#1 Rocco Girardi. 2017-10-01 17:56
Perché chiude?
 

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